Andy Roddick esalta Carlos Alcaraz e sottolinea: “Solo Jannik Sinner a volte può batterlo”
Nel tennis moderno, dove potenza e preparazione atletica sembrano aver preso il sopravvento, Andy Roddick invita a rimettere al centro una questione spesso semplificata: il rapporto tra spettacolo ed efficacia. Un equilibrio rarissimo, soprattutto quando il risultato conta più di ogni altra cosa. Eppure, secondo l’ex numero uno del mondo, c’è un giocatore che oggi incarna questa sintesi meglio di chiunque altro.
Parlando nell’ultima puntata del suo podcast Served with Andy Roddick ha indicato in Carlos Alcaraz l’esempio più evidente di una strada che pochi riescono davvero a percorrere. Non si tratta solo di talento o di colpi ad effetto, ma di una maturità competitiva che, a suo avviso, viene ancora sottovalutata.
“Si confonde spesso il fatto di essere spettacolare con l’idea che non si possa essere costanti, ma lui lo è. Questo discorso è superato. Se qualcuno parla della sua mancanza di costanza, si riferisce a una conversazione di 18 mesi fa. È semplicemente dominante. Come difendersi contro qualcuno che si allunga completamente sul rovescio e centra alla perfezione una smorzata lungo la linea? Non c’è davvero una soluzione miracolosa“, ha spiegato l’ex tennista americano.
Carlitos, per lo statunitense, ha ormai superato quella fase di valutazione, trasformando la varietà del suo gioco in uno strumento di dominio. Non solo colpi straordinari, ma scelte efficaci, ripetute nel tempo, capaci di mettere gli avversari davanti a problemi senza soluzione. In questo contesto, solo un tennista può davvero contrastarlo: “Con Carlos bisogna coprire tante zone diverse del campo. Il suo servizio è incredibile. È ben migliore di due anni fa. La regolarità del suo rovescio è molto migliore di due anni fa. Riesce sempre ad avvicinarsi alla rete, anche con una palla pesante, il che deve essere scoraggiante. Se è in piena forma, a meno di essere qualcuno come Jannik Sinner che a volte può batterlo, non so cosa possiate fare”.

