L’oro di Deromedis, l’argento di Tomasoni, il bronzo di Tabanelli: l’Italia dello sci freestyle è una realtà. E il futuro…
L’Italia non aveva mai conquistato medaglie nello sci freestyle alle Olimpiadi Invernali: lo sport che assegna il maggior numero di titoli ai Giochi (ben quindici a Milano Cortina 2026) era sempre stata avara di soddisfazioni per il Bel Paese, che storicamente e culturalmente ha sempre un po’ tralasciato queste discipline. Vuoi per mancanza di strutture, vuoi per un numero di praticanti abbastanza limitato, vuoi per la complessità di certi gesti tecnici, ci si era limitati a partecipazioni contenute in termini numerici, rimanendo un po’ ai margini della grande famiglia a Cinque Cerchi.
Un peccato considerando il peso che lo sci freestyle ha sul medagliere ma, con l’organizzazione della competizione sportiva più importante alle nostre latitudini, gli orizzonti sono un po’ cambiati: si è lavorato alacremente per farsi trovare pronti di fronte al proprio pubblico e, da sparuto puntino sulla carta geografica di questo sport, l’Italia si è trasformata in una splendida realtà, capace di festeggiare tre allori sulle nevi di Livigno: l’antologica doppietta firmata nello skicross per mano di Simone Deromedis (oro) e Federico Tomasoni (argento) e lo squillo di Flora Tabanelli (bronzo nel Big Air) hanno proiettato il Bel Paese in una nuova dimensione.
Deromedis ha vinto i Mondiali nel 2023 ed è attualmente seconda in classifica generale, Tabanelli è la Campionessa del Mondo in carica e si è resa protagonista di un’impresa in Valtellina visto che ha gareggiato con un crociato rotto dopo l’infortunio di tre mesi fa, Tomasoni è una magnifica sorpresa (sul podio alle Olimpiadi senza esservi mai salito in Coppa del Mondo). Onore a chi ci ha portato sulla cartina dei grandi e a chi ha sfatato degli autentici tabù per quanto riguarda i Giochi su neve e ghiaccio, ma ora non andrà sprecata questa eredità.
Sono tutti atleti molto giovani (25, 28 e 18 anni rispettivamente) e le loro prestazioni hanno avuto un grande impatto a livello mediatico, insieme anche a quelle di Maria Gasslitter (in finale nel Big Air e nello slopestyle al debutto olimpico) e di Miro Tabanelli (un po’ frenato rispetto alle aspettative, ma il fratello maggiore di Flora è dotato di talento). Ora sarà importante non dilapidare il vantaggio di avere in casa strutture e impianti splendidi come quelli realizzati per queste Olimpiadi. Devono essere la base per le nuove generazioni e rafforzarsi ulteriormente nello sci freestyle: aspettiamo nomi importanti nelle moguls, nell’halfpipe, negli aerials dove siamo assenti, in modo da apportare un contributo ancora più pesante al medagliere.

