Curling, uomini ancora incompiuti. Squadra femminile da ricostruire, Mosaner/Constantini salvano il bilancio
L’Italia del curling saluta le Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026 con una medaglia di bronzo, un sesto e un nono posto. Questo è il bilancio delle tre squadre che si sono alternate sul ghiaccio della Perla delle Dolomiti: un riscontro sufficiente, considerando che si è saliti sul podio per la seconda volta consecutiva ai Giochi, ma è innegabile che era lecito aspettarsi qualcosa di più di fronte al proprio pubblico e che le aspettative della compagine tricolore erano un po’ più elevate.
Stefania Constantini e Amos Mosaner hanno perso la loro imbattibilità dopo 23 vittorie consecutive, cedendo al Canada nelle battute iniziali del torneo di doppio misto. I Campioni Olimpici di Pechino 2022 hanno offerto un gioco meno spumeggiante rispetto a quello di quattro anni fa e anche dei trionfali Mondiali 2025, hanno commesso qualche imprecisione e contemporaneamente il livello degli avversari si è alzato, rendendo complesso il compito di confermarsi tra i grandi della disciplina.
Gli azzurri sono stati bravissimi nel battere gli USA nell’ultimo match del round robin per qualificarsi alle semifinali, ma nella sfida da dentro o fuori hanno perso contro gli americani commettendo qualche piccola sbavatura che è costata la possibilità di tornare a battagliare per il titolo. Il successo contro la Gran Bretagna nel match per il bronzo consacra questo binomio, ma con il solito consueto interrogativo post-evento: quale sarà il futuro? Resteranno coppia o si separeranno come successo tra Pechino e i Mondiali 2025?
Gli uomini sono partiti a razzo battendo la Svezia di Niklas Edin (Campioni Olimpici di Pechino 2022) e la Gran Bretagna di Bruce Mouat (Campioni del Mondo in carica): due successi di lusso contro le corazzate dell’ultimo periodo storico, la qualificazione alle semifinali sembrava ampiamente alla portata, ma poi la luce si è spenta a tratti. Le sconfitte contro Germania, Norvegia, Cina (nei fatti decisiva, bastava battere i poco quotati asiatici per meritarsi la fase a eliminazione diretta) e Canada hanno frenato il quartetto tricolore, che poi all’ultimo appello è stato travolto dall’imbattuta Svizzera.
Joel Retornaz, Amos Mosaner, Mattia Giovanella e Sebastiano Arman hanno chiuso al sesto posto con un saldo di quattro successi e cinque battute d’arresto: il passaggio del turno era l’obiettivo minimo che si era dato questo gruppo, che negli ultimi anni ha sì conquistato medaglie tra Europei e Mondiali, ma che nell’evento più importante è risultato un po’ incompiuto, come quattro anni fa in Cina. Il futuro? Lo skip Retornaz ha 42 anni ed è inevitabile fare delle valutazioni, i giovani alle spalle non mancano, come si è visto nelle competizioni di categoria, e ci sarà il modo di valutare la strada da intraprendere. La sensazione è che si sia sciupata un’occasione per andare alla caccia di una medaglia, probabilmente anche a causa di un po’ di pressione che si è fatta sentire in casa.
Le donne hanno salvato l’onore evitando l’ultimo posto, conquistando due vittorie (USA e Giappone) e trascinando il Canada (Campionesse del Mondo) all’extra-end. Troppo poco. Stefania Constantini e compagne hanno aperto il torneo con cinque sconfitte consecutive e già lì il viaggio era compromesso: si sono viste diverse lacune tecniche ed è mancato un po’ di mordente, c’è stata poca coesione e la squadra è parsa una lontana parente della compagine che nel recente passato si è fermata a pochi centimetri dall’oro europeo.
Indubbiamente la tumultuosa marcia di avvicinamento, tra il pessimo riscontro continentale e la polemica sull’esclusione della veterana Angela Romei e la convocazione di Rebecca Mariani (figlia del CT, poi impiegata per le sfide finali contro Canada e Gran Bretagna), ha indubbiamente inciso. La missione qui è una sola: ritrovare il gruppo e ricostruire una squadra davvero competitiva.

