Qual è il segreto dietro alle vittorie di Klaebo? Il norvegese svela l’arma Hoesflot. E il record di ori alle Olimpiadi…
Johannes Klaebo ha incominciato con il botto la propria avventura alle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026, conquistando tre medaglie d’oro: la sprint, lo skiathlon e la 10 km sono state vinte dal fuoriclasse norvegese, che ha concesso soltanto le briciole agli avversari. Il 29enne si è issato a quota otto titoli ai Giochi e ha così eguagliato lo storico record di ori nella rassegna a cinque cerche su neve e ghiaccio, affiancando tre suoi connazionali: il biatleta Ole Einar Bjorndalen e i fondisti Bjorn Daehlie e Marit Bjorgen.
Dopo aver firmato l’en-plein agli ultimi Mondiali, Johannes Klaebo spera di conquistare sei medaglie d’oro anche sulle nevi della Val di Fiamme e di diventare l’atleta più vincenti di tutti i tempi alle Olimpiadi Invernali. I prossimi appuntamenti: la staffetta, la team sprint e la 50 km. Stiamo parlando dell’autentico dominatore dello sci di fondo, capace anche di vincere cinque Coppe del Mondo generali.
Ma qual è il suo segreto dietro a queste vittorie? Kare Hoesflot, il nonno e allenatore del norvegese. L’ottantatreenne è stato al fianco di Klaebo sin dall’inizio, regalandogli il suo primo paio di sci quando aveva due anni (in realtà appartenevano al cugino…). Alla NBC ha raccontato: “È stato il nonno perfetto. Da quando avevo dieci anni, ha iniziato a venirmi a prendere agli allenamenti. Che fosse l’allenamento di calcio o quello di sci di fondo, veniva a prendermi e mi accompagnava avanti e indietro. Era lui che mi aiutava con l’attrezzatura. Se avevo bisogno di nuovi scarponi da sci, era lui che me li comprava per Natale. Non ho mai dovuto chiamarlo ‘allenatore’ o altro. È sempre stato il nonno, fin dall’inizio“.
Lo scandinavo ha ricordato un episodio importante della sua carriera: “Mi piaceva molto giocare a calcio e a quel punto dovevo scegliere se dedicarmi allo sci di fondo o al calcio. Ne abbiamo parlato a lungo e credo che entrambi fossimo d’accordo sul fatto che mi piaceva l’idea che, se qualcosa fosse andato storto, avrei potuto dare la colpa a me stesso. È stata una decisione difficile, ma lui mi ha sostenuto molto. Non sarebbe stato il mio allenatore se avessi scelto il calcio, ma ha cercato davvero di aiutarmi a capire cosa fosse meglio per me. Non ci sono state discussioni o incertezze. È stato davvero entusiasta fin dal primo momento in cui ho detto che volevo diventare il miglior fondista del mondo“.
Klaebo ha rivelato che suo nonno organizza i programmi di allenamento durante tutta la stagione della Coppa del Mondo e che i due hanno sempre avuto un rapporto speciale, trascorrendo il tempo libero insieme tra battute di pesca e lunghe corse. Il 29enne ha ricordato con affetto quando da bambino percorreva 10 km in bicicletta per andare a trovare suo nonno e trascorrere del tempo con lui.

