Tutti in piedi per Daniel Grassl. L’azzurro ha infatti conquistato una splendida quarta posizione in occasione dello short program individuale maschile di pattinaggio artistico valido per le Olimpiadi di Milano Cortina 2026 rendendosi autore di un programma pulito, in cui ha portato a casa tutti gli elementi pianificati. Un pronto riscatto per l’altoatesino che, nello stesso segmento pattinato al Team Event, aveva lasciato invece qualcosa sul piatto.
Sulle note di “Tango per la libertà“, l’allievo di Edoardo De Bernardis ha sfoggiato personalità ed una grande maturità artistica, confezionando un layout di alto profilo con cui ha avvicinato la soglia dei 95 punti. Buona in tal senso la combinazione d’apertura composta dal quadruplo lutz agganciato al triplo toeloop, così come il triplo loop, redarguito con una chiamata sul quarto che ha leggermente depotenziato il valore del punteggio tecnico.
In totale scioltezza il nativo di Merano ha inoltre snocciolato un triplo axel in zona bonus, eseguendo al meglio anche le tre trottole (tutte di livello 4) e la sequenza di passi. Alla fine il punteggio dirà 93.46 (52.73, 40.73), risultando il migliore di un folto gruppo di atleti che non hanno raggiunto quota 100 (punteggio ottenuto soltanto dai primi tre) e che sono rimasti nell’orbita dei 90 punti. Tra questi spicca il kazako Mikhail Shaidorov, quinto con 92.94 (52.45, 40.49) dimostrando meno qualità complessiva rispetto all’italiano, il sudcoreano Juhnwan Cha, sesto con 92.79 (50.08, 42.64) con un pattinaggio di pregevole fattura ma con un errore significativo nel triplo axel oltre che il transalpino Kevin Aymoz, settimo con 92.64 (48.55, 44.09) senza commettere vuoti di sceneggiatura.
Sarà chiamato ad una grande risalita il giapponese Shun Sato, rimasto inchiodato in nona casella dopo aver bucato la combinazione, ruotando in qualche modo un quadruplo toeloop a cui è seguito un doppio toeloop, fattore per cui si è dovuto accontentare di 88.70 (46.77, 41.93).
Il corto è stato vinto dal favoritissimo statunitense Ilia Malinin, il quale ha optato per una strategia conservativa rinunciando al quadruplo axel e staccando oltre al salto da tre giri e mezzo anche un quadruplo flip e la combinazione acchiappa punti quadruplo lutz/triplo toeloop collocata in zona bonus stampando così 108.16 (62.35, 45.81) e scavando un piccolo solco sul primo inseguitore, Yuma “Piuma” Kagiyama, perfetto in due degli elementi di salto (quadruplo toeloop/triplo toeloop e quadruplo salchow da antologia) ma falloso nel triplo axel, viziato da un vistoso step out.
Il giapponese ha comunque tenuto botta grazie al migliore riscontro sulle components, arginando l’ottimo francese Adam Siao Him fa, terzo con 102.55 (57.27, 45.28) anche lui sul ghiaccio con una tattica senza rischi, contrassegnata dal quadruplo toeloop/triplo toeloop, dal triplo axel e dal quadruplo salchow; una scelta azzeccata che gli ha permesso di guadagnare il nuovo personal best (nonché record francese) di 102.55 (57.27, 45.28).
Uno step out nel primo salto, precisamente quadruplo toeloop, ha frenato la rincorsa di Matteo Rizzo: l’eroe della gara a squadre, pur completando bene la catena triplo lutz/triplo toeloop ed il triplo axel si è fermato al sedicesimo posto con 84.30 (42.49, 41.81). Ma nessuno come lui è in grado di compere delle clamorose “remuntade”, da sempre pane per i suoi denti. Non ha convinto particolarmente infine il russo neutrale Per Gumennik, dodicesimo con 86.72 (48.23, 39.18) e costretto a fare i conti per la prima volta dopo quattro anni con un giudizio esterno da quello certamente più generoso dei giudici di casa.
CLASSIFICA SHORT PROGRAM INDIVIDUALE MASCHILE