Hockey ghiaccio, l’Italia femminile può stupire alle Olimpiadi 2026. E c’è un sogno nel cassetto…
Provare a compiere un’impresa compiendo un passo alla volta. La nazionale italiana femminile di hockey su ghiaccio è pronta, dopo mesi di preparazione e di attesa, a calarsi nel torneo olimpico di Milano Cortina 2026, con l’obiettivo di fare più strada possibile.
Le ragazze allenate dall’head coach canadese Eric Bouchard in primis vogliono entusiasmare e far appassionare la gente di Milano e non solo alle loro partite e al loro sport più in generale.
Il roster
Le azzurre potranno contare su un mix formato da atlete che sono nate e si sono formate in Italia e su donne che invece sfruttando le proprie origini nel Bel Paese andranno ad arricchire la squadra con l’esperienza maturata fra Stati Uniti e Canada, ma non solo anche in Paesi europei come Svezia e Svizzera. Occhi puntati su giocatrici del calibro di Laura Fortino, che con il Canada ha disputato due edizioni delle Olimpiadi mettendosi al collo la medaglia d’oro nel 2014 a Sochi e quella d’argento nel 2018 a Pyeongchang, Franziska Stocker e Amie Fielding Varano, che giocano in Svezia, alla giovanissima Matilde Fantin, 19enne comasca che gioca nella Penn State University, e a Kristin Della Rovere, che è entrata a far parte delle Toronto Sceptres della PWHL. Last but not least, il reparto portieri: Martina Fedel, Gabriella Durante e e Margherita Ostoni saranno chiamate a difendere la “gabbia” dell’Italia; con Ostoni che proverà a essere profeta in patria essendo lei nata a Milano, così come l’attaccante Greta Niccolai.
Esordio fondamentale
Dietro l’angolo per Nadia Mattivi (che sarà la capitana del gruppo) e compagne c’è il debutto, di giovedì 5 febbraio alle ore 14.40, contro una Francia pronta a scendere in battaglia contro il Blue Team. “Chi ben comincia è a metà dell’opera”, si dice: in questo caso non può essere così per ragioni di calendario e di struttura della rassegna, ma iniziare col piede giusto potrebbe dare una spinta notevole.
Il target – i quarti di finale
L’Italia, inserita nel Gruppo B di cui fanno parte oltre alle azzurre e le transalpine anche Svezia, Germania e Giappone, vuole prendersi uno dei tre posti che danno accesso al tabellone ad eliminazione diretta: all’altezza dei quarti di finale. Non sarà facile, anche perché dopo l’esordio con le Bleus il calendario dirà: Svezia (7 febbraio), Giappone (9 febbraio) e Germania (10 febbraio).
L’ideale sarebbe qualificarsi come prima forza della Pool B, evitando sicuramente così una fra le ingiocabili Stati Uniti e Canada nei quarti di finale, anche se non sarà molto facile – tendente al proibitivo- vista soprattutto la forza, almeno sulla carta, delle svedesi (numero 6 del ranking mondiale) e delle teutoniche (numero 8).
Vantaggi
L’Italia però ha dei vantaggi. Il primo “paradossalmente” è quello di giocare senza pressione e di provare a sfruttare il fattore campo, inteso anche come apporto del pubblico. Il secondo è quello di essere meno conosciuta dalle avversarie, con un team che in questi mesi ha creato i suoi meccanismi lontano dai riflettori, fatta eccezione per il torneo di Bolzano giocato e vinto per effetto delle affermazioni maturate contro Austria e Norvegia.
A tal proposito, a colpire è stato il messaggio dell’head coach Bouchard qualche settimana fa quando ha presentato la lista definitiva delle convocate dell’Italia: “Nessuno ci vede come favorite? Bene così, non ci interessa. Giocare a tutta pista, vincere le battaglie uno contro uno, gestire il disco: partiamo da qui e dall’attenzione su ogni singolo cambio. Ribadisco l’importanza della struttura difensiva, partite del livello olimpico si vincono prima di tutto nel proprio terzo, ed è esattamente quello per cui ci stiamo preparando. Abbiamo sempre tenuto alta l’intensità del lavoro per essere pronte dal punto di vista fisico, ora posso dire che questa nazionale sa difendere, sa soffrire e anche colpire al momento giusto”. Le Olimpiadi stanno per iniziare e l’Italia femminile vuole provare a cullare il proprio sogno.

