Carlos Alcaraz completa il Career Grand Slam. Djokovic cede in quattro set nella finale degli Australian Open
Dopo tre ore e un minuto di finale, Carlos Alcaraz vince per la prima volta in carriera gli Australian Open. L’edizione 2026 è sua: battuto Novak Djokovic con il punteggio di 2-6 6-2 6-3 7-5, facendo sostanzialmente valere un discorso di età. Per lui è completo il Career Grand Slam: ci riesce nell’arco di 14 tornei maggiori a partire dagli US Open 2022. Nel complesso è il settimo Slam per il murciano, che così si mantiene con margine al numero 1 del ranking ATP. Per la prima volta in carriera il serbo perde una finale a Melbourne: ci sono voluti 18 anni dalla prima volta perché ciò accadesse.
Dopo tre game che non vedono i due giocatori faticare particolarmente al servizio, i primi problemi li ha Alcaraz: un doppio fallo qui, qualche errore là, in più ci si mette Djokovic che rimane pur sempre il miglior ribattitore della storia ed è 3-1 per il serbo, che abbastanza rapidamente conferma il 4-1. Lo spagnolo deve salvarsi ancora da 0-30 nel sesto game, ma non è in grado di fare lo stesso poco più tardi. Djokovic appare davvero in grande condizione, trovando sempre il massimo delle possibili energie a sua disposizione e chiude per 6-2.
Il secondo parziale, però, vede cambiare per certa misura la narrazione della finale, perché dopo un primo turno di battuta piuttosto complicato stavolta è Djokovic ad avere una flessione molto netta. Ne approfitta Alcaraz, che sulla prima palla break del set a sua disposizione non lascia il tempo al serbo di giocare il serve&volley, trovandosi così avanti 2-1. Una volta sventata la chance di controbreak del suo avversario, il murciano sostanzialmente si tranquillizza, capitalizza su altri errori da parte del classe 1987 e, con un dritto che vede andare in rete, va sul 5-2 che poi diventa una replica di 6-2. Toilet break del serbo e ci vogliono 5 minuti per ripartire.
Di nuovo, nel terzo set, il primo game di servizio di Djokovic non è particolarmente facile, ma non ci sono palle break da annullare. Ancora nel quinto va sotto 0-30, poi sbaglia di rovescio e ci sono due palle break per Alcaraz. Basta la prima, con lo spagnolo che si allarga il campo per costringere il serbo all’errore. Djokovic, comunque, nonostante non riesca ad avvicinarsi al break nei game successivi appare con una certa tranquillità, quasi come ad aspettare il momento. Che, però, a lungo Alcaraz non gli concede minimamente. Anzi, sul 5-3 si guadagna un altro 0-30 e poi 0-40. Tutti i tre set point sono annullati, poi anche un quarto, ma nella battaglia è il quinto che si rivela decisivo: Djokovic sbaglia lo schema servizio-rovescio lungolinea, 6-3 Alcaraz.
L’iberico spinge a inizio quarto parziale, conscio del fatto che non è proprio saggio portarsi colui che sta dall’altra parte della rete in fasi molto tese dei set. Nel secondo game va 0-30, poi 15-40. Djokovic d’esperienza e capacità di spostare annulla le due chance, come anche una successiva terza su cui il secondo smash va a un soffio dalla riga. La quarta la cancella con un ace, poi si aggrappa a ogni cosa anche sulle due successive, riuscendo alla fine a tenere il servizio prima di esultare con il suo proverbiale gesto. C’è qualche scambio duro, ma i due riprendono a tenere la battuta con agilità. Tutto questo fino al 4-3, quando Alcaraz di nuovo sale sullo 0-30, ma a Djokovic bastano prime precise e palle negli angoli per rientrare. Manca l’immediata chiusura del game, ma lo chiude poco dopo. E, sul 4-4, mette tutto ciò che ha: palla break su errore di dritto dello spagnolo. Dritto che, però, un attimo dopo va a tradire anche il serbo, che così non riesce a strappare la battuta all’avversario. Sul 6-5, però, la situazione di Djokovic precipita ancora: deve cedere un durissimo scambio da 24 colpi, poi va sotto 15-40 e deve salvare il primo match point sulla seconda. Non ci riesce: dritto largo e lungo e l’abbraccio finale arriva nella metà campo di Alcaraz.
Nove gli ace messi a segno da Alcaraz, che concretizza il 77% dei punti con la prima contro il 66% di Djokovic. Se il conto dei vincenti è molto simile (36-32), sono gli errori gratuiti a dare la dimensione di una maggior fallibilità di Djokovic: 27-46. Nei fatti è il dato decisivo, perché quello dei punti vinti non è così dominante come si potrebbe pensare a favore del murciano: 118-106. Dove Alcaraz fa la differenza è tra i 5 e gli 8 colpi: 38 scambi vinti contro 21.

