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Australian Open 2026: Jasmine Paolini alla ricerca di nuove altezze a Melbourne

Toccherà ancora una volta, con ogni probabilità, a Jasmine Paolini tenere alta la bandiera italiana in campo femminile agli Australian Open, almeno per quanto riguarda il concetto di corsa sulla lunga distanza. La toscana, del resto, da numero 7 del seeding ha tutte le possibilità di andare (parecchio) avanti.

Melbourne, in un certo senso, è stato pure il suo luogo di consapevolezza, là dove nel 2024 sono andati avanti i progressi già visti nel finale di 2023. Si fermò agli ottavi, ma fu solo l’inizio di un’annata che l’avrebbe portata a due finali Slam e, ancor più, a quella top ten che poi è sempre rimasta sua, con costanza e con la certezza di essere parte di quell’élite.

Nondimeno, questa volta il suo percorso sarà un mix di novità, esperienza e, ai possibili quarti di finale, l’ostacolo più difficile possibile, almeno allo stato attuale delle cose. Esordio con la bielorussa Aliaksandra Sasnovich, che è scesa di livello ed è passata dalle qualificazioni, ma è e rimane una delle figure forse meno gradite da incontrare se in tabellone ci si è già. Perlomeno evitata Sloane Stephens, con l’americana in una vera e propria inedita versione qualificata che chiunque voleva evitare.

Il suo è un percorso che, di base, dovrebbe salire davvero di livello dal terzo turno, con l’americana Iva Jovic, diciottenne che sta mostrando grandi potenzialità, è già nelle 30 ed è giunta in finale a Hobart per iniziare bene l’anno. Vero è che, fino ad ora, con Jasmine non ha mai avuto chance di vincere. Poi potenzialmente, Alexandrova o Kostyuk più di Haddad Maia e Putintseva, e alla fine della strada, almeno per questo spot di quarti, Aryna Sabalenka.

Già, la sfida con la numero 1 del mondo che finora, tolta Indian Wells nel 2022, è sempre stata indigesta. Certo, c’è da arrivarci. A cominciare da un momento davvero particolare, perché questa volta sarà lei, Jasmine, ad avere l’onore di aprire la Rod Laver Arena sull’intero torneo, nella prima delle tre domeniche di Melbourne. Un rito che, ormai, si compie da tre anni e che, stavolta, coinvolge la numero 1 azzurra. Che, non per caso, è anche una delle giocatrici più popolari in assoluto, perché la combinazione di naturalezza e sorriso l’ha resa amata anche molto oltre i confini italiani.

E poi, naturalmente, c’è la questione del doppio con Sara Errani. Una sorta di coppia a doppia mandata, nel senso che se da un lato l’ex numero 5 del mondo continua con la toscana una delle più belle storie del tennis italiano degli ultimi anni, dall’altro diventa anche un di più. Questo perché dal 2026 è lei che cura la parte strategica del gioco, mentre a Danilo Pizzorno restano le chiavi in mano dell’aspetto tecnico. Una stabilità, questa, che può enormemente aiutare Paolini in questo anno.

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