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Biathlon, l’Italia sogna il podio nella staffetta maschile di Oestersund, poi Bionaz si blocca al poligono. Vince la Norvegia

È andata alla Norvegia la vittoria della prima staffetta maschile della stagione di Coppa del Mondo di biathlon. Nell’Opening di Oestersund (Svezia), il Team Norge, che ha dato il via al nuovo corso senza i fratelli Johannes e Tarjei Boe, è riuscito a spuntarla in una gara condizionata dal vento al poligono, oltremodo complicata nell’ultima frazione.

I norvegesi sono andati in fuga fin da subito grazie alle ottime prestazioni di Martin Uldal (0+4) e di Isak Leknes Frey (0+0), tali da garantire una minima sicurezza a Sturla Holm Laegreid (0+3) e Vetle Sjaastad Christiansen (1+3), che col giro di penalità nella serie a terra ha rischiato di mandare all’aria tutto.

Bravo però poi a controllare la situazione nel poligono in piedi a precedere la Francia (3+11) distanziata di 15″3, decisamente penalizzata da una prima frazione poco convincente di Fabien Claude (2+5) e riportata in auge da un Quentin Fillon Maillet (0+1) di lusso. Sul terzo gradino del podio hanno terminato i padroni di casa della Svezia (3+14) a 24″7, col lancio di Johanna Skottheim (3+6) tutt’altro che entusiasmante. La top-5 è stata completata dalla Germania (0+9) a 55″7 e dagli USA (2+14) a 1’25″0.

Rammarico c’è per l’Italia. La compagine tricolore aveva iniziato ottimamente la prova. Patrick Braunhofer è stato protagonista di una frazione consistente (0+1), tale da consentire alla formazione del Bel Paese di cambiare in seconda posizione. Discreto il rendimento, a seguire, di Lukas Hofer con l’uso di tre ricariche e una seconda piazza confermate, a precedere la rientrante squadra francese.

A mancare è stato il contributo di Didier Bionaz. Il classe 2000 aveva chiuso l’annata passata con percentuali al poligono non eccelse e queste si sono rivelate deficitarie anche in questo caso. Dopo una buona serie a terra con una sola ricarica sfruttata, in piedi il biathleta tricolore è andato in difficoltà. Ha cercato, anche giustamente, di velocizzare la serie, ma è mancata la precisione. Sono arrivati tre giri di penalità (3+4) che hanno fatto sfumare le velleità di podio degli azzurri.

Tommaso Giacomel non ha potuto fare altro che testarsi in vista delle gare individuali, chiudendo con l’uso di due ricariche e un sesto posto (3+10) a 1’55″4. Necessario ritrovare il miglior Bionaz per puntare alla top-3, tenendo conto del fatto che Norvegia e Francia abbiano dalla loro una profondità nel loro team notevolissima.

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