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Monaco loda Sinner: “Ha vendicato lo sbadiglio di Medvedev. Per lui e Alcaraz il Grande Slam non è utopia…”

Monaco loda Sinner: “Ha vendicato lo sbadiglio di Medvedev. Per lui e Alcaraz il Grande Slam non è utopia…”

Guido Monaco, telecronista di Eurosport, è intervenuto durante l’ultima puntata di Tennis Mania, trasmissione del canale YouTube di OA Sport, e si è soffermato sulla vittoria ottenuta ieri sera da Jannik Sinner contro il russo Daniil Medvedev nella semifinale del Masters 1000 di Miami: “Non ho mai visto Medvedev così spaesato, senza soluzioni e senza risposte, sorpreso dal fatto di non riuscire a fare partita se non in un paio di frangenti a inizio set. Forse il 4-0 iniziale era un po’ severo se vai a vedere la dinamica dei game ed è stato decisivo perché ha insinuato ancora più dubbi nella testa di Medvedev. Ieri avevo detto che se Sinner aveva la tendenza a sbagliare allora un Medvedev centrato sarebbe stato leggermente favorito, ma è tornato il Sinner attento e centrato, ha servito benissimo e i numeri al servizio sono impietosi. Ieri Sinner ha ricavato una media del 72% di punti con il servizio tra prima e seconda (80% con la prima e 59% con la seconda), mentre Medvedev ha vinto il 53% con la prima e il 39% con la seconda“.

Guido Monaco ha poi proseguito, ricordando un precedente:Medvedev ha avuto un paio di occasioni per entrare in partita, ma Sinner le ha cancellate con bravura al servizio. Medvedev nervoso con il team lo abbiamo visto più volte, ma un 6-1, 6-2 non lo prendeva da Tokyo 2017 contro Dolgopolov quando non era ancora Medvedev, nel 2018 fece tre game contro Gasquet a Montpellier. Sinner ha vendicato in un colpo solo lo sbadiglio di Torino e altre situazioni, tra cui la finale dell’anno scorso a Miami: Sinner strepitoso, c’è poco altro da dire“.

L’esperto è poi sceso nel dettaglio, ricordando le migliori prestazioni di Jannik Sinner: “La partita di ieri, per picco di rendimento, è tra le prime cinque della carriera. Per importanza, invece, per me la vittoria a Pechino contro Medvedev è la partita della svolta. Ieri è venuto a rete tre volte, è importante saperlo fare ma non è lì la sostanza del discorso. Contro Djokovic nel round robin delle ATP Finals c’è stato un livello clamoroso di tennis, ha battuto il miglior Djokovic. L’altra grande perla sono stati i primi due set della semifinale in Australia contro Djokovic anche se Djokovic non era al meglio. La prima volta che ha battuto Medvedev era il 4 ottobre: negli ultimi sei mesi ha avuto un rendimento alla pari dei soliti noti, è impressionante e la crescita di forma nel corso del torneo è abbastanza evidente, l’ha detto anche lui che nei primi turni fa un po’ fatica. Ormai ha la capacità conclamata di giocare bene sotto pressione e di alzare il livello nei turni dove conta, quando gli altri hanno le gomme sgonfie: fa parte della caratura dei grandissimi“.

Ancora sulla partita di ieri sera:Poteva essere un 2-2 nel primo set, ma il tennis è fatto di momenti ed è stato 4-0. Il secondo break di vantaggio di Sinner può avere indirizzato la partita rispetto a un 3-1: non sto dicendo che avrebbe vinto Medvedev, ma ci sono momenti della partita in cui prendere margine è significativo. Credo che anche Sinner sia stato sorpreso dall’andamento della partita, è stato bravo a non avere mai cali per non dare la sensazione a Medvedev di poter entrare in partita. Ieri era disarmato, tecnicamente ma anche mentalmente e scusate se è poco disarmare uno che negli ultimi cinque anni ha fatto la storia del tennis sul cemento all’aperto. È un’impresa pazzesca e ora divertiamoci in finale con quel fenomeno di Dimitrov“.

Un approfondimento su Grigor Dimitrov:Qualcuno ieri diceva che nella partita di Roma sul back di Dimitrov Sinner steccò un sacco di palle e di dritti. Quel colpo contro Zverev è stata una chiave in una partita alla pari. Dimitrov sta giocando il tennis che tutti speravamo di vedergli giocare da sempre: non è soltanto un discorso di estetica, ma anche di come gioca il punto, di come interpreta la partita, del coraggio con cui si porta avanti. Batti Alcaraz in quel modo e sei a mille, ma poi devi rispondere fisicamente, devi stare in lotta con un lottatore come Zverev. Il 2017 era stata la sua stagione eccezionale, era stato numero 3 e aveva vinto le Finals e fino a quest’anno non aveva più vinto un torneo. Adesso probabilmente ha maturità e fiducia per stare bene in campo, con tanta concretezza e scelte giuste. Negli ultimi mesi vale i primi 5-6 del mondo e in questo torneo anche di più. Vorrei vedere una bella partita perché ieri il punteggio non ha soddisfatto i palati, al di là della gioia di vedere vincere Sinner. Voglio vedere una bella battaglia, vorrei vedere Dimitrov giocare così e Sinner che trova le chiavi per vincere. Sinner qui arriva favorito in finale, a maggior ragione dopo la partita di ieri. Dimitrov è un gatto nel cercarsi la palla e nella rapidità di piedi, è super allenato e adesso sta raccogliendo”.

Ancora su Jannik Sinner e il suo futuro:Il peggior risultato dell’anno è la semifinale di Indian Wells, dove per un’ora ha preso a pallate Alcaraz. C’è molta curiosità per la terra, ma ci arriva a mille ed è difficile immaginare che non possa essere competitivo, sicuramente avrà qualche difficoltà in più e qualche avversario in più, ma c’è tutto per festeggiare il numero 1 del mondo tra non molto. Un ruolino di marcia così ha sempre portato al numero 1, l’accoppiata Australia-Miami è uscita una volta ad Agassi e Sampras, due volte a Federer, quattro volte a Djokovic. Io faccio il tifo perché Dimitrov ci arrivi al meglio perché venga fuori un partitone e possibilmente vinca Sinner, tanti dicono che sarebbe una sconfitta da prendere meglio rispetto a quella contro altri avversari“.

Poi grande conclusione, con l’ipotesi del Grande Slam: “Se togli Montecarlo e lo paragoni con i tre diretti avversari Sinner si trova un’autostrada davanti, ha poco da difendere. Anche se rimango convinto che Alcaraz è fortissimo sulla terra rossa e potrebbe essere la volta buona per il Roland Garros, ipotizzare Sinner numero 1 al termine del Roland Garros non è utopia. Per testa, continuità, capacità di adattarsi alle superfici, non è impensabile pensare al Grande Slam per lui o Alcaraz: sono due candidati plausibili“.

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