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Sci alpinismo, al via la prima stagione di Coppa del Mondo del primo quadriennio olimpico. Gli azzurri puntano in alto

Com’è noto ormai ai più, lo sci alpinismo sarà la grande novità dei Giochi Olimpici di Milano Cortina 2026. Nonostante un programma ridotto rispetto alle aspettative, con solo tre eventi e dunque tre ori in palio, c’è grandissima curiosità per il quadriennio che porterà alla manifestazione a cinque cerchi.

La prima Coppa del Mondo del primo quadriennio olimpico per lo sci alpinismo prenderà il via domani in Val Thorens, Francia. In programma ci saranno proprio le tre gare che vedremo a Bormio nel 2026: le sue gare sprint, una per sesso, e la mixed relay in chiusura di weekend.

In tutto saranno sette le tappe di Coppa per la stagione 2022/23, distribuite tra Francia, Italia, Austria, Svizzera, Andorra, Slovacchia, fino alle finali di Tromsø in Norvegia. Tra febbraio e marzo si terranno invece i Campionati del Mondo, con tutte le specialità in programma, nella località spagnola di Boí Taüll.

La squadra italiana parte con grandi ambizioni tanto per la stagione, quanto per l’intero quadriennio, nonostante la scelta delle prove olimpiche probabilmente penalizzino gli azzurri, più performanti su altre specialità. La ricchezza della spedizione azzurra, si misura non solo tra gli atleti e le atlete già senior, ma anche se non soprattutto sugli importanti risultati ottenuti nelle categorie giovanili negli scorsi anni.

Al maschile si riparte dalla vittoria nella Coppa del Mondo overall dello scorso anno da parte di Michele Boscacci, che è tornato ad inserire il suo nome nell’albo d’oro dopo il tris consecutivo di Robert Antonioli. Saranno ancora loro due i fari della squadra azzurra, talenti eccezionali in grado di dominare la scena nell’ultimo decennio.

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Grande interesse ci sarà anche su Niccolò Ernesto Canclini, il migliore tra gli italiani lo scorso anno nelle prove sprint. A coadiuvarlo ci sarà Giovanni Rossi, al primo anno tra i senior dopo un’ottima campagna tra gli U23, che l’ha vinto vincere la classifica delle sprint tra i pari-età lo scorso anno. I nomi da seguire saranno poi anche quelli di Davide Magnini, Matteo Eydallin e Nadir Maguet.

In campo femminile l’Italia non esercita lo stesso dominio, ma talento ed abbondanza non mancano: sono quattro le azzurre che lo scorso anno sono riuscite a piazzarsi nella top10 della generale, dal terzo posto di Giulia Murada, al nono di Ilaria Veronese passando per il quinto ed il settimo rispettivamente di Alba De Silvestro e Mara Martini. 

L’impressione è che anche tra le donne l’inserimento delle sole gare sprint possa aver penalizzato le azzurre, ma in questo momento la francese Emily Harrop sembra superiore in tutte le specialità. Il nome da tenere d’occhio, anche in ottica 2026 è quello di Katia Mascherona, vincitrice di due coppe di specialità e di quella overall tra le U23 lo scorso anno. Sia lei che Samantha Bertolina e Silvia Berra saranno ancora U23 ma la crescita sembra puntare decisamente in alto.

Foto:  FISI

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