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MotoGP, GP Giappone 2022: l’analisi della pista di Motegi. Più favorevole a Bagnaia o Quartararo?

Il Mondiale di MotoGP è ormai entrato nella fase decisiva della propria stagione. Siamo infatti all’interno di una sequenza di gare che, praticamente senza alcuna sosta, condurrà sino all’atto finale di Valencia, dove si scoprirà l’identità del Campione del Mondo 2022. I principali indiziati per fregiarsi dell’Iride sono, ovviamente, Fabio Quartararo e Francesco Bagnaia. Chi di loro potrebbe trovarsi meglio in Giappone, dove si correrà nell’imminente weekend?

Partiamo dalle caratteristiche del tracciato. Motegi non è un impianto di ultima generazione, essendo stato concepito a inizio anni ’90 e inaugurato nel 1997. Un giro misura 4,8 km e il rettilineo più lungo non supera gli 800 metri. È una pista sui generis, poiché è indubbiamente classificabile alla voce “stop and go”, essendo caratterizzata da secche accelerazioni e frenate violente. Connotati da sempre amici di Ducati. Cionondimeno quasi tutte le curve sono lente, pertanto più della mera potenza, sarà importante la ripresa. Un altro aspetto cruciale è, invece, rappresentato dalla trazione.

Ormai è evidente come Ducati si sia proposta come la moto migliore del 2022, essendo competitiva sempre e dovunque. I circuiti si dividono tra quelli in cui la Casa di Borgo Panigale è dominante e quelli dove, invece, c’è chi riesce a tenerle testa. Non c’è luogo dove le Desmosedici siano in difficoltà. Non si vede ragione, dunque, perché le GP22 e le GP21 non debbano frequentare in massa i quartieri nobili delle classifiche anche in Giappone. La domanda è se Yamaha sarà in grado di sfidarle ad armi pari, giocando magari con il set-up. Focus, in particolar modo, sulla lunghezza dei rapporti.

https://www.oasport.it/2022/09/motogp-quando-la-prossima-gara-gp-giappone-2022-programma-orari-tv-calendario-23-25-settembre/

Sul fronte dei piloti l’unico precedente nella classe regina è datato 2019, ma non fa molto testo, poiché Quartararo e Bagnaia vivevano una situazione di competitività ben diversa. Il francese disputò una grandissima gara, giungendo secondo in scia a Marc Marquez, mentre l’italiano non andò oltre la tredicesima piazza nella sua stagione d’apprendistato. Non va però dimenticato quanto accaduto in Moto2 nel 2018. Pecco ed El Diablo si sfidarono in un intenso testa a testa per il successo. In pista la spuntò il transalpino, che però dovette subire la beffa della squalifica a posteriori per pressione dello pneumatico posteriore non conforme.

Foto: MotoGPpress.com

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