Nuoto, sedici anni fa la prima medaglia olimpica di Federica Pellegrini e della 4×200 stile maschile
La storia si scrisse ai Giochi di Atene, con la Divina la più giovane Azzurra di sempre sul podio e la staffetta per la prima volta con una medaglia a cinque cerchi al collo
Il 17 agosto è una data storica per il nuoto Azzurro, una data che i veri appassionati e innamorati della disciplina acquatica non dimenticheranno mai.
Era l’estate del 2004 e nella mitologica Atene si disputava la 28esima edizione dei Giochi Olimpici, terra in cui nacque il concetto di Olimpiadi. Gli Azzurri venivano dalle incredibili Olimpiadi di Sydney di quattro anni prima, un evento che per i suoi risultati ha influenzato l’andamento e la crescita del nuoto made in Italy negli anni a venire: quarti nel medagliere con tre ori, quelli di Massimiliano Rosolino nei 200 misti e di Domenico Fioravanti nei 100 e 200 rana, un argento, sempre di Rosolino nei 400 stile libero, e due bronzi, quello inatteso di Davide Rummolo nei 200 rana e ancora quello di Rosolino nei 200 stile libero.
Con queste premesse si sbarcava ad Atene certamente con tante aspettative, ma il livello di quei Giochi si rivelò altissimo: alla solita supremazia degli Stati Uniti, inseguiti ancora una volta dalla corazzata Australia e alla confermata forte presenza dell’Olanda, si aggiunse il Giappone che conquistò ben dieci medaglie, un risultato mai realizzato prima di allora.
Per certi versi, a prescindere dalle medaglie vinte, per l’Italia fu una grande Olimpiade con ben nove finali disputate, ma per altri versi fu anche sfortunata se ricordiamo l’esclusione del bi campione olimpico Domenico Fioravanti decisa proprio poco prima di Atene a causa una ipertrofia cardiaca e le mancate medaglie di Filippo Magnini, a 43 centesimi dal bronzo dei 100 stile libero, Paolo Bossini, a 33 centesimi dal bronzo dei 200 rana e Alessio Boggiatto, a 13 centesimi dal bronzo dei 400 misti vinto poi dall’intramontabile Laszlo Cseh.
Ma la gloria Azzurra si concentrò nella giornata del 17 agosto. In vasca c’è la finale dei 200 stile libero femminile, in cui c’era anche Federica Pellegrini che si era guadagnata una corsia nuotando addirittura il miglior crono delle semifinali, un 1’58”02 distante più di mezzo secondo dalle avversarie cronometricamente più vicine a lei, dopo aver registrato il quarto crono nelle batterie eliminatorie.
Federica era da pochi giorni una 16enne, ma nonostante la giovane età arrivò a quella finale con l’obiettivo di vincerla e ci stava quasi riuscendo se non fosse stato per il colpo di scena arrivato dalla corsia laterale per opera della romena Camelia Potec che anticipò di solo 19 centesimi la veneta che dovette “accontentarsi” dell’argento.
Quel secondo posto consegnò però una medaglia olimpica femminile che all’Italia mancava da ben 32 anni, dai tempi di Novella Calligaris, e Federica Pellegrini diventò inoltre la più giovane Azzurra a salire su un podio olimpico.
Poco dopo arrivò la seconda e ultima medaglia degli Azzurri di quelle Olimpiadi. Era la finale della 4×200 stile libero maschile e ai blocchi di partenza della corsia 7 c’erano Emiliano Brembilla, Massimiliano Rosolino, Simone Cercato e Filippo Magnini dopo che il quartetto composto da Matteo Pelliciari, Simone Cercato, Federico Cappellazzo e Massimiliano Rosolino si era conquistato l’ultimo atto olimpico della staffetta nuotando sesti in batteria.
Stati Uniti e Australia rappresentavano un mondo a parte per tutti gli avversari, Gran Bretagna, Francia, Germania, Canada e Grecia insieme all’Italia, ma il podio finale non fu così scontato.
Gli Stati Uniti si lanciarono verso l’oro fin dalla prima frazione, ma furono costantemente inseguiti dall’Australia che però dovette difendersi proprio dall’attacco degli Azzurri, sferrato nelle ultime due frazioni prima con Rosolino e poi con Magnini che tentarono l’aggancio all’argento non riuscito, ma arrivò comunque una medaglia, quella di bronzo, la prima in assoluto che vide l’Italia sul podio olimpico di una staffetta.
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