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Emanuela Maccarani, il Guru della ginnastica ritmica: Italia sempre ai vertici, la medaglia olimpica è un’invenzione di cuore

Nell’universo della ginnastica ritmica si parla di “Stile Maccarani”, un marchio d’autore e di eccellenza, sinonimo di qualità estetica e tecnica che contraddistingue in maniera indelebile gli esercizi. Nei quadri, pardon esercizi, studiati ad arte da questa figura emblematica c’è sempre un tocco caratterizzante e indistinguibile, paragonabile al graffio d’artista che rende unica un’opera d’arte.

La mano di Emanuela Maccarani è palpabile e tangibile da 25 anni, è semplicemente il cuore pulsante dell’Italia: ha preso in mano il movimento nel 1996 e l’ha portato ai vertici internazionali, rendendo il Bel Paese una potenza riconosciuta e acclarata, spesso un modello da imitare in questa disciplina. Non si improvvisano tre medaglie alle Olimpiadi (oggi il bronzo a Tokyo 2020, argento ad Atene 2004, bronzo a Londra 2012) e tre titoli mondiali consecutivi nel concorso generale (2009-2011).

La 54enne nativa di Milano ha lavorato alacremente per costruire una squadra in grado di competere nei massimi contesti internazionali. La tecnica lombarda, supportata da uno staff di grande rilievo, ha portato l’eccellenza in questo ambito e le Farfalle sono invidiate in tutto il mondo: gli esercizi esibiti in Giappone hanno strabiliato per la capacità di suscitare emozioni e per il loro elevato valore esecutivo, pagheranno qualcosa in termini di difficoltà rispetto alle altre big (Bulgaria e Russia ci hanno preceduto anche in virtù di questo aspetto) ma sicuramente hanno scaldato il cuore degli appassionati.

Alessia Maurelli e compagne vedono nella Direttrice Tecnica una figura carismatica, “un faro, il nostro angelo” hanno detto, che non solo le guida a livello agonistico ma anche fuori dalle pedane. L’ultimo anno è stato davvero molto difficile per la Nazionale: la pandemia, lo stop agli allenamenti, quasi 18 mesi senza gare, alcuni meccanismi che sembravano saltati, esercizi da ritrovare e perfezionare. A Tokyo, però, tutto è filato lascio e si può festeggiare un traguardo storico, pennellato ad arte da quella che è a tutti gli effetti il Guru della ginnastica ritmica, non solo tricolore.

Le ragazze l’hanno sollevata in braccio dopo la premiazione sul podio e hanno iniziato a urlare uno dei cori più classici dopo un trionfo: “Ce l’abbiamo solo noi”. Così è, perché siamo di fronte a uno dei migliori tecnici sportivi italiani e non solo, capace di conquistare una vagonata di medaglie nei più disparati contesti e di festeggiare per ben tre volte ai Giochi, in un contesto sempre più competitivo. Sembra scontato, ma così non è. Il futuro? Ci auguriamo ancora vincente, perché “la ginnastica ritmica c’è e ci sarà sempre in Italia”, giusto per riprendere le parole della capitana Alessia Maurelli.

Foto: Lapresse

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