ESCLUSIVA – Reginaldo: “Catania, puoi ancora raggiungere l’obiettivo. Viali e Cottafava, mentalità vincente. Il calcio italiano deve puntare sulla tecnica”
Ha disputato 29 partite mettendo a referto 3 gol con la maglia del Catania tra il 2020 e il 2021. Successivamente ha vissuto la realtà calcistica di Picerno disputando due campionati con il club lucano. Abbiamo raggiunto telefonicamente Reginaldo per parlare del nuovo corso targato William Viali analizzando le prospettive rossazzurre in chiave play-off. In chiusura l’attaccante brasiliano ha parlato della sua esperienza con il Magma Napoli – vicino alla promozione in Prima Categoria Campania – ed espresso una riflessione sulla crisi del calcio italiano alla luce della mancata qualificazione al prossimo Mondiale.
Nel girone di ritorno il Catania ha visto progressivamente sfumare l’obiettivo della promozione diretta cedendo il passo al Benevento. Qual è il tuo pensiero a riguardo?
«Io penso che era una lotta veramente tosta perché comunque anche il Benevento è una bella squadra e soprattutto dopo essere subentrato Floro Flores ha fatto un cambio di passo importante, però ritengo che il Catania non abbia buttato via niente ancora perché ci sono i play-off e penso abbia tutte le carte in regola per raggiungere l’obiettivo».
La dirigenza ha optato per il cambio dell’allenatore esonerando mister Toscano. Si tratta di una mossa opportuna nel tentativo di scuotere l’ambiente?
«Io penso che sia stata fatta questa scelta per dare una mossa alla squadra e cercare di dare uno stimolo in più. Sono contento perché sono arrivate persone con cui ho giocato e che conosco come Viali e Cottafava però devo dire anche che mister Toscano è un esperto di promozioni. Mi dispiace per lui perché ho avuto la possibilità e la fortuna di lavorare con Toscano a Reggio Calabria e di vincere un campionato. È un allenatore che sa vincere però se la società ha effettuato questa scelta l’ha fatto giustamente per dare una scossa a tutti quanti».
In panchina sono approdati William Viali e Marcello Cottafava, tuoi compagni di squadra a Treviso. Qual è il loro modo di intendere il calcio?
«Mister Viali da quando stava smettendo di giocare con me a Treviso già si vedeva che aveva dentro lo spirito dell’allenatore. Il loro arrivo penso sia una mossa buona per il Catania perché comunque il mister vuole vincere, ha una mentalità vincente da quando giocava come Cottafava che ha fatto tanta gavetta e ora ha accettato di fare il suo secondo. Faranno di tutto per vincere con il Catania. Mi auguro possano farcela perché io ho giocato con questa società, so cosa significa giocare per il Catania, so cosa vuol dire difendere il popolo catanese che ci tiene veramente tanto alla squadra».
L’incognita tempo è determinante. Basteranno le rimanenti partite di campionato, a cominciare dalla prossima con il Picerno, per ritrovare l’assetto di squadra in vista dei play-off?
«Deve sfruttare queste partite per vedere gli uomini e scegliere il modulo giusto per cercare di arrivare con le idee chiare ai play-off. Il Picerno è una buona squadra, quest’anno non ha fatto benissimo però se la può giocare tranquillamente con chiunque quindi deve stare attento il Catania e cercare di trovare la quadratura, il modulo giusto senza sottovalutare queste squadre che cercheranno di fare di tutto per salvarsi».
In che misura partecipare da secondi classificati rappresenta una situazione di vantaggio?
«Assolutamente si perché hai un po’ più di tempo per lavorare e anche per conoscere meglio i compagni di squadra».
Come sta procedendo la tua stagione al Magma Napoli (Seconda Categoria Campania)?
«Mancano tre partite alla fine. Abbiamo otto punti di vantaggio dalla terza e cinque dalla seconda e quindi speriamo di vincere questo campionato. Io ho firmato qui perché il presidente del Magma è uno che ha le idee chiare e degli obiettivi da raggiungere, quindi spero di riuscire a vincere quest’anno e il prossimo di divertirmi in Prima Categoria con loro se tutto va bene, poi penserò a fare l’allenatore».
In chiusura ti chiedo un parere sulla mancata qualificazione degli azzurri ai Mondiali per la terza volta di seguito. Com’è cambiato il calcio da quando sei approdato in Italia giovanissimo?
«È cambiato tantissimo, ormai non si vede più un giocatore vero e proprio che salta l’uomo, che dribbla. Contro la Bosnia l’Italia è stata dipendente da Politano, l’unico che cercava l’uno contro uno, poi è entrato Palestra che ha fatto benissimo. Bisogna cambiare un po’ i tempi, le regole, non cercare sempre gente di un metro e novanta ma giocatori più tecnici, estrosi e tornare a far diventare bello il calcio come quando giocavo io in Serie A che andavi a Roma e affrontavi Totti, Cassano e Montella o contro la Juventus sfidavi Del Piero, Trezeguet e Ibrahimovic. Giocatori così non li trovi più però ci sono giovani anche in Italia a cui la tecnica non manca, bisogna dargli fiducia e sfruttarli di più».
Si ringrazia Reginaldo per la gentile concessione dell’intervista.
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