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FEYENOORD-ROMA: le pagelle. SVILAR "Candidatura" 6,5 - LUKAKU "Ruggito" 6 - KARSDORP "Nemo" 5

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LAROMA24.IT ( Matteo Vitale ) - Ancora una volta si deciderà tutto all'Olimpico, in casa della Roma. I giallorossi, alla prima europea di mister De Rossi , strappano un pareggio che risulta stretto per la prestazione, ma che è bene tenersi stretto per i lunghi minuti finali in apprensione. Svilar tiene a galla i giallorossi nei momenti critici, ma soprattutto si mette in mostra nella costruzione del basso. In difesa soffrono tutti tranne Mancini , unico a tenere sempre la barra dritta. Una delle migliori prestazioni stagionali   per Paredes , che vede infrangersi sulla traversa una conclusione perfetta. Al suo fianco Pellegrini mette da parte le magie delle gare precedenti e si unisce alla lotta. Lampi di Dybala in attacco, con Lukaku che nonostante la serata "no" fa la cosa più importante: segna il gol che rimanda l'appuntamento con la storia allo Stadio Olimpico. 

SVILAR 6,5 - Costruisce per la Roma, distribuendo velocemente il pallone e giocandolo con disinvoltura, e distrugge le speranze degli avversari. Decisivo l'intervento su Gimenez , nel momento più difficile del match.  Candidatura.

KARSDORP 5 - L'aria di casa non gli fa bene, anzi. In difficoltà dall'inizio alla fine, dalle sue parti gli avversari hanno vita facile, veramente troppo facile.  Nemo .  DALL'81' CELIK 5,5 - La sensazione è che sia un bene il fatto che sia entrato a gara praticamente finita. Non riesce a fare meglio del suo compagno, anzi.

MANCINI 6 - Nelle acque agitate del De Kuip tiene la barra dritta e rimane saldo alla guida della retroguardia giallorossa. Mai in affanno, neanche una sbavatura. Roccia .

LLORENTE 5 - Imperdonabile la lettura sbagliata in occasione del gol del Feyenoord, ma è solo il punto più basso di una prestazione complessivamente negativa. Perso.

SPINAZZOLA 6 - Inizia male, timidamente, poi cresce con il passare dei minuti e dai suoi piedi nasce la traiettoria che propizia il gol di Lukaku. Poi soffre e lotta con i compagni, senza commettere errori.

BOVE 5,5 - Tanta legna, solo legna. Poca qualità nelle scelte, tanta confusione sui posizionamenti e sui movimenti. Poi il giallo, pesante. DALL'87' CRISTANTE S.V. - Partecipa alla costruzione del fortino finale.

PAREDES 6,5 - Una delle sue migliori dal ritorno nella Capitale. Potere temporale e spirituale della Roma , gestisce possessi senza paura e sbavature, organizza la manovra ed è sempre al centro del gioco.

PELLEGRINI 6 - Oggi la gara non richiedeva effetti scenici, ma sudore e movimenti senza palla e il capitano accetta di buon grado di seguire il copione della gara. Nella prima frazione crea qualche presupposto interessante, poi la gara diventa prettamente difensiva. Costante .

DYBALA 6 - Si muove sinuosamente e con libertà fra le linee del campo e i suoi compagni lo cercano con costanza. Lampi di Joya e tramite i suoi i giallorossi vedono le linee per infiltare il Feyenoord. Esce stremato. DALL'87' BALDANZI S.V. - Entra e scopre le fatiche europee. Si mette a disposizione.

LUKAKU 6 - Ecco Romelu . La prestazione non è stata esaltante e la sufficienza è dovuta al gol, in occasione del quale la sorte lo bacia per premiarne l'audacia. Sbaglia tante, ma fa la cosa più importante, quello che tutti gli chiedono: gol.  Ruggito .

ZALEWSKI 5 - Si muove bene e si fa sempre trovare in buona posizione, ma di tutte le ciambelle non gliene esce con il buco neanche una. Timido. DAL 63' EL SHAARAWY 6 - Miglior cambio possibile, su questo non ci sono dubbi: entra e fa quello che può, sia per allungare la squadra, sia per difendere il risultato.

DE ROSSI 6 - La sua Roma oggi conferma le cose buone portate in dote il giorno del suo arrivo, ovvero manovra, ritmo e coraggio, e mostra qualche miglioramento nella tenuta difensiva . Nota i problemi del primo tempo sulle corsie esterne e riorganizza i suoi  con grande lucidità. La prima europea termina con un risultato positivo e questa è la cosa più importante, tra una settimana la storia sarà scritta in casa. Lascia qualche dubbio la gestione dei cambi: la piega presa del match ormai era chiara, ma lui ha cambiato poco e, forse, in ritardo. Il bicchiere, però, è mezzo pieno. Un passo alla volta.

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