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Porte da calcio sparite, i campetti di quartiere a Vigevano sembrano abbandonati

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Vigevano

Campetti pubblici: misteriosamente (o quasi) sono sparite tutte le porte da calcio. Si parte in questo viaggio tra il calcio di strada negato, dal parco pubblico L’ Isola che non c’era, di via Beatrice d’Este, dove c’era solo una porticina, molto più piccola di quelle usate per il calcio, ma che i ragazzini usavano, comunque, ingegnandosi a crearne una seconda, quella degli avversari, scegliendo due alberi come pali della porta avversaria, sperando però che non ci fossero altri bambini che scelgano di passare di lì proprio mentre si stava per fare goal. Poi c’è, o forse sarebbe più corretto scrivere c’era, il campetto di via Fogazzaro, dove è rimasto solo il campo, o meglio la conca nel terreno che ha visto crescere generazioni di calciatori, che adesso devono improvvisare l’area del goal con pile zaini, mucchietti di legno e, se capitano, pneumatici trovati nelle vicinanze.

«La cosa strana - commenta Marco Vassori, candidato consigliere del Partito Democratico ma soprattutto papà ed educatore – è che era stato annunciato un intervento di ripristino e miglioria del campetto da calcio all’Isola che non c’era in occasione della Giornata del verde pulito. Probabilmente ho capito male e intendevano dire che avrebbero pulito il parco anche dall’unica porta rimasta». Ai giovani calciatori, quindi non rimane altra soluzione se non il campetto da calcio di via Cappuccini, nel quartiere di Battù, virtualmente chiuso nel 2018, ma tornato nella disponibilità dei ragazzini grazie a cancelli o barriere inesistenti. Poi, come detto, la conca, appunto, di via Fogazzaro. Lo sport in città, fuori dagli spazi istituzionali, non sembra molto praticabile. Un discorso simile si potrebbe fare anche sul fronte del basket da strada ma qui il problema, purtroppo, è la maleducazione.

Più e più volte, l’amministrazione comunale o anche diversi privati cittadini, si sono preoccupati di ricomprare e riparare i canestri del Parco Pertini o di quello degli Alpini, ma nel giro di pochissimo tempo eccoli di nuovo lì, senza più cerchio né rete.

Oggi quello del Parco degli alpini è stato riparato, forse in virtù dei centri estivi che quindi svolgono anche una funzione di maggior controllo dell’area durante la giornata. —

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