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Roma-Shakhtar è un lungo abbraccio: nessuno è solo in mezzo ai romanisti

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Dicono che nel  momento dell'abbraccio  tutto resti sospeso, che non ci sia tempo a scorrere inesorabile né leggi e né proibizione e né tantomeno desideri perché questi sono aboliti e ci sembra di esser appagati, sazi.  Una pienezza nell'anima . Diffidate da chi vi dirà che ci si può e ci si deve abituare, ridete forte al cospetto di chi predica normalità nell'eccezionalità del  quarto quarto [...]

Abbiamo visto  capitani correre a ritroso  come in un gesto innaturale, una carpa che si trasforma in drago nel lungo abbraccio con l'uomo abituato a festeggiare in solitudine. In mezzo ai romanisti nessuno resterà mai solo, soprattutto mentre la sfera rotola beata dove è giusto che il destino la spinga. Dove è giusto che la  Curva Sud , lo  Stadio Olimpico  la attiri come calamita  [...].

Ma soprattutto c'era  un abbraccio  capace di cristallizzare il momento per difenderlo dal nemico tempo e poi petti d'acciaio, astuzia ma soprattutto tanto cuore e un partire tutti se toccano uno, anche se è un giovane raccattapalle. Perché la vittoria è anche di chi ha beffato lo scorrere inesorabile dei secondi allontanando e spostando, nascondendo e cadendo gambe all'aria sotto un colpo gobbo, infecondo. Sul finir di questo abbraccio ci sono  migliaia di cuori  e un filo invisibile e un  "Voglio solo star con te ". Stare solo con la Roma e i suoi tifosi, perché in fondo nessuno può restare solo in mezzo ai romanisti.  Soprattutto in un lungo abbraccio.

(Il Romanista - G. De Gennaro)

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