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Pallanuoto, la triestina Cergol lancia l’assalto al pass per Parigi 2024

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TRIESTE. «Il vero Setterosa lo vedrete ai Mondiali di Doha dove andremo a prenderci il pass per le Olimpiadi di Parigi, un traguardo che l’Italia merita ampiamente e che agli Europei ci è sfuggito davvero per un soffio».

Agguerrita, orgogliosa e un pizzico arrabbiata. Lucrezia Lys Cergol, reduce dal quarto posto alla rassegna continentale di Eindhoven, in cui le Azzurre, oltre a mancare la medaglia, non hanno centrato la qualificazione ai Giochi, si prepara a tornare in collegiale dal 19 gennaio con la Nazionale per preparare al meglio gli attesissimi Mondiali in Qatar.

Cergol, è stato un Europeo molto intenso, con pochi giorni per rifiatare. Quanto ha pesato questo sulla partita chiave persa nella finalina contro la Grecia che ha fruttato alle elleniche il pass per Parigi?

«È vero, rispetto alle precedenti edizioni, è stato un campionato europeo fisicamente molto provante con tante partite ravvicinate. Abbiamo avuto due chance per centrare la qualificazione: se la sconfitta in semifinale con l’Olanda ci poteva stare, quella con la Grecia brucia parecchio».

Alla fine ve la siete giocata contro le più forti, perdendo sempre solo di un gol. Cosa è mancato per fare quel passetto in più?

«Siamo state molto vicine a raggiungere il traguardo che ci eravamo prefissate ed in effetti ci è mancato un centimetro in più per alzare l’asticella e raggiungere il livello necessario per centrare l’obiettivo. Con la Grecia avremmo potuto fare di più: c’è veramente rammarico e rabbia perché abbiamo lasciato troppo spazio al loro gioco. Un errore da non ripetere più».

Il bilancio del suo Europeo?

«Quando sono stata chiamata in causa, cioè sempre, tranne nella partita dei quarti quando, per scelta tecnica, sono stata lasciata in tribuna, ho dato il 100%. Ho anche giocato in ruoli non propriamente miei. Ho giocato in difesa pur non essendo certo la tra le più alte della nazionale».

Si aspettava di rimanere in tribuna nel match contro l’Ungheria?

«Le scelte tecniche del ct non si discutono. È naturale che ognuna spera di giocare sempre, ma la forza della squadra sta proprio nel sacrificarsi l’una per l’altra. Personalmente posso dire che so no felice e non ho rimpianti per le mie prestazioni».

In Olanda la famiglia Cergol si è schierata al gran completo. L’arma in più per dare il massimo?

«In Olanda mi hanno seguito dalla tribuna i miei genitori (gli instancabili papà Silvano e mamma Cinzia, ndr). Ma questa volta c’era anche mia zia Alida nonché mia sorella Beatrice. Purtroppo non ci siamo visti tanto, ma con mia sorella (ex orchetta ed ex nazionale giovanile, ndr) ci siamo sentite al telefono. È stato prezioso per me sentire la sua opinione tecnica».

Ad Eindhoven non è stata l’unica triestina in acqua. Che rapporto ha con l’ex orchetta Veronica Gant?

«Ci conosciamo da una vita. Eravamo pure in stanza insieme e direi che ce la siamo passata davvero bene. Ci sosteniamo a vicenda anche perché ogni tanto gioca l’una ogni tanto l’altra. Sono molto felice di essere in Nazionale assieme a lei».

In squadra c’erano anche Dafne Bettini e l’alabardata Sara Cordovani.

«Dafne, oltre ad essere stata una mia ex compagna di squadra a Trieste, ha fatto tutta la trafila delle giovanili con me Apprezzo molto da quando eravamo nelle giovanili azzurre. Ora abbiamo raggiunto i livelli più alti: è bello vederci qui. Sarà, invece, è stata inserita in un gruppo reduce dal Mondiale di Fukuoka dopo l’infortunio di Agnese Cocchiere. Ha trovato poco spazio in squadra ma immagino che questa sia stata un’esperienza unica utile per il suo futuro».

Pochissimi giorni di pausa e si ricomincia dal collegiale di Ostia con destinazione finale Doha: come preparate l’assalto al pass per le Olimpiadi?

«I giorni di pausa sono stati pochissimi e ovviamente ho dovuto fare un sacco di cose in poco tempo qui a Trieste. Sono comunque felice di ripartire per ritrovarmi con le compagne del Setterosa. Vogliamo e dobbiamo preparare questi Mondiali al meglio delle nostre forze. Il Setterosa sta viaggiando ad alti livelli, sono due anni che stiamo lavorando sodo per partecipare alle Olimpiadi. Ci manca davvero poco per essere al pari delle altre grandi Nazionali che andranno a Parigi. Sono sicura che la vera Italia la vedremo tutti in Qatar. Sono fiduciosa: dimostreremo che Parigi è alla nostra portata». —

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