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La Pallanuoto Trieste riparte per stupire in Italia e in Europa

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TRIESTE. Il primo settembre 2003 era un lunedì: mese dei buoni propositi e giorno che si attribuisce agli inizi, alle svolte, ai cambi di rotta. Il primo settembre 2023 è un venerdì; e se dalle parole fiere di Enrico Samer sembra passata una settimana, oggi la Pallanuoto Trieste brinda ai vent’anni di attività, affacciata sulla stagione più competitiva che una società cittadina abbia mai visto.

Alla presentazione ci sono tutti: giocatori, dirigenti, allenatori, staff tecnico. Ognuno è parte di una costellazione che in vent’anni ha saputo brillare più di altre realtà sportive e ora raccoglie con entusiasmo l’affetto di una città che non può che ammirare da vicino il progresso della sua ambasciatrice più virtuosa.

Quest’anno l’agenda della Pallanuoto Trieste non ha date non cerchiate in rosso: ci sono i campionati di A1 maschile e femminile, la Coppa Italia e l’Europa, territorio inesplorato fino a due anni fa ma scardinato con irruenza la scorsa stagione dalla squadra di Bettini grazie alla semifinale di Euro Cup, cui ora si aggiunge la presenza delle orchette di Zizza, iscritte per la prima volta ai preliminari di Champions League.

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«Abbiamo cominciato dalla Serie D – esordisce Samer, ricordando le prime bracciate – nel 2015 abbiamo conquistato la massima serie maschile e nel 2019 brindammo alla promozione in A1 femminile. In 20 anni abbiamo pianificato, programmato e rispettato tutti i nostri obiettivi, ora siamo un riferimento a livello nazionale e contiamo di compiere la stessa operazione su altre discipline».

Il riferimento è alla attesissima e ambiziosa “cittadella dello sport” di Trieste che prenderà vita entro al massimo due 2-3 anni: «La cosa a cui teniamo di più è coltivare una base giovanile».

Il presidente svela anche di voler creare un campionato “minore” da estendere sul Triveneto (con vista su Slovenia e Croazia): uno spazio per gli atleti che non riescono a trovare gli spazi necessari per salire nella serie A1.

«In due decadi la nostra filosofia è rimasta intatta – chiude, citando Albert Pike – ciò che fai per te stesso muore con te; è quello che fai per gli altri che resta, ed è immortale».

Sul palco sfilano le squadre, un parterre d’eccellenza grazie al grande ed incessante lavoro estivo del direttore sportivo Andrea Brazzatti che d’intesa con gli allenatori Bettini e Zizza ha puntellato le due formazioni con rinforzi di spessore.

«Ci stiamo preparando ad un anno intenso quanto emozionante con l’insidia della Champions League – così la capitana rosalabardata Lucrezia Lys Cergol – ma siamo pronte, siamo cariche e non vediamo l’ora di ricominciare. Puntiamo in alto».

«Anche in questa stagione saremo impegnati su tre fronti, lo scorso anno abbiamo portato in giro per il continente europeo il prestigioso nome di Trieste e abbiamo intenzione di rifarlo – le parole del capofila della formazione maschile, Ray Petronio, che fissa il target rivolgendosi ai compagni – in campionato abbiamo tutti i mezzi per provare ad insediarci al secondo posto della graduatoria».

Promesse, di chi il sabato scende in campo per dimostrare di essere all’altezza dei sogni, prima di un altro lunedì.

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