L’appetito azzurro della capitana della Pallanuoto Trieste Lucrezia Lys Cergol: «Voglio i Giochi Olimpici»
TRIESTE Non capita certo tutti i giorni di mettersi al collo una medaglia giocando con la nazionale italiana. Lucrezia Lys Cergol, triestina doc e giovane capitana della Pallanuoto Trieste, ne ha già collezionate due.
Dopo il terzo posto all’Europeo di Spalato, la 22enne alabardata è salita con il Setterosa sul terzo gradino del podio al Mondiale di Fukuoka.
Ma visto che l’appetito vien mangiando, i traguardi non sono certo terminati qui: nel mirino ci sono le Olimpiadi, sfuggite dopo il ko in semifinale con l’Olanda.
Cergol, più contenta per la medaglia o più delusa per la mancata qualificazione olimpica?
C’è ancora tanta rabbia perché siamo arrivate ad un solo gol dalla Olimpiadi. Forse ci sono venute a mancare le energie nel momento decisivo, anche perché la partita dei quarti di finale con gli Usa è stata tremendamente dispendiosa. Ad ogni modo sono fiera di questo percorso con la nazionale e molto contenta di essere tornata a casa: mancavo da Trieste da due mesi e mezzo. È stato bello rivedere le mie compagne di squadra festeggiarmi con calore.
In questa lunga estate azzurra ha prevalso più la fatica e lo stress di giocare partite importanti o l’entusiasmo per l’avventura al Mondiale?
L’impegno e la fatica si sono fatti sentire, senza dubbio. La preparazione è stata lunga, abbiamo viaggiato tanto. Penso alla trasferta negli Usa per la World Cup. Poi nel corso del collegiale di Siracusa ci siamo allenate con grandissima intensità. Quando alla fine è arrivata la convocazione per Fukuoka la stanchezza e lo stress fisico sono praticamente scomparsi e ho vissuto l’avventura in Giappone con un enorme entusiasmo.
Quanto pensa ad una sua presenza a Parigi 2024?
Preferisco procedere un passo alla volta. Intanto dobbiamo andarci a prendere la qualificazione, ma sono certa che il Setterosa ce la farà. La rosa per le Olimpiadi poi sarà ristretta, quindi sarà più complicato ottenere un’eventuale convocazione. Io però vivo alla giornata, penso ad allenarmi forte e dare il massimo quando vengo chiamata in causa. Il sogno nel cassetto c’è. Vedremo.
Cosa consiglierebbe alle giovani orchette che vogliono emergere in questa disciplina?
Lavorare sodo. Per certi versi mi piace poter essere un esempio per le nostre piccole atlete. Evidentemente la nazionale non è un obbiettivo irraggiungibile, ma per ottenerlo serve tanto impegno. I momenti di sconforto sono inevitabili, bisogna saper stringere i denti perché l’emozione di vestire i colori della nazionale è qualcosa di indescrivibile.
In vista della prossima serie A1 sente la responsabilità di guidare la squadra verso un altro campionato di vertice?
Certo che sento questa responsabilità ma per fortuna sono attorniata da compagne che mi supportano ogni giorno e mi rendono facile il ruolo di capitano. Dobbiamo essere consapevoli della nostra forza perché vogliamo crescere imponendoci come squadra di alta classifica.
In Giappone ha avuto dei tifosi speciali, vero?
Sì, i miei genitori. Ringrazio loro e mia sorella Beatrice, perché ha avuto il merito di avermi fatto giocare a pallanuoto. E ringrazio i tifosi del Setterosa, che ci hanno sempre seguito e hanno creduto in noi.

