Pallanuoto: il bronzo iridato è anche triestino. Cergol e Gant: «Ora Parigi 2024»
TRIESTE Un altro grande traguardo da festeggiare per la Pallanuoto Trieste e in generale per un po’ tutto lo sport locale. L’epilogo del Mondiale di Fukuoka è stato favorevole all’Italia, che dopo la delusione della sconfitta in semifinale con l’Olanda si è rifatta con gli interessi nella finale per il terzo posto, regolando per 16-14 l’Australia. Una vittoria che ha stampato un sorriso grande così sui volti di Lucrezia Cergol, capitana della Pallanuoto Trieste di serie A1 femminile, e Veronica Gant, ex orchetta approdata due stagioni fa all’Orizzonte Catania, che si portano a casa una pesantissima medaglia di bronzo.
Dal settore giovanile della Pallanuoto Trieste al terzo gradino del podio al Mondiale: niente male davvero. Entrambe non sono state schierate da Carlo Silipo contro le oceaniche. Lucrezia (classe 2001) ha però giocato i quarti di finale con gli Usa (clamorosa vittoria azzurra) e la semifinale con l’Olanda; Veronica (2002) ha disputato la sua prima importante competizione internazionale senior. Le triestine sono andate in gol (doppiette con Argentina e Sudafrica) e ora si godono un traguardo che potrebbe rappresentare un punto di partenza verso un sogno ancora più prezioso.
«Una soddisfazione enorme - commenta Cergol mentre si appresta a rientrare dal Giappone verso l’Italia - questa medaglia ha coronato al meglio il percorso intrapreso questa estate in azzurro. Per me è stato un Mondiale di alti e bassi, alle volte sono rimasta fuori dalle 13, è normale considerato la qualità della rosa. Sono comunque molto contenta di aver avuto spazio nei quarti di finale e semifinale. Come squadra siamo cresciute nel corso delle settimane, soprattutto dal punto di vista mentale. Ci è mancato l’acuto nella partita con l’Olanda, tuttavia il Setterosa ha dimostrato di essere un gruppo coeso e in grado di raggiungere obbiettivi ambiziosi. Un grazie ai miei genitori che mi hanno seguito e sostenuto fino in Giappone».
«Emozione indescrivibile - esclama Veronica Gant - questa medaglia di bronzo al primo Mondiale giocato conta davvero tanto. La fatica degli allenamenti, i muscoli doloranti, alle volte anche lo sconforto, sono stati di colpo cancellati da una gioia enorme. Fatico ancora a crederci. Non finisce qui, abbiamo ancora un traguardo e siamo sulla strada giusta per raggiungerlo. Far parte di questo gruppo è un onore e ne sono veramente fiera». In effetti il lavoro del Setterosa non finisce qui, c’è una qualificazione olimpica ancora da conquistare che a Fukuoka è sfumata per un soffio in quella semifinale stregata con l’Olanda. Il sogno di Lucrezia e Veronica è Parigi 2024.
Archiviato il Mondiale, spazio alle Universiadi di Chengdu dove la Pallanuoto Trieste è rappresentata da Daniele Bettini, Danjel Podgornik e dalla neoalabardata Sara Cordovani. L’Italia maschile di Bettini, dopo aver battuto gli Usa all’esordio (13-11) ha concesso il bis travolgendo 17-7 la Cina padrone di casa.

