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Un anno di sport a Trieste, le pagine più belle del 2022 sono scritte sull’acqua: la pallanuoto e super Elisa

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TRIESTE Se ne va un anno fatto più di ombre che di luci per lo sport triestino. Un anno scandito da perdite pesanti e svolte societarie nel calcio e nella pallamano mentre il basket trova proprio a ridosso del 2023 la svolta che attendeva. I sorrisi arrivano a pelo d’acqua. Pallanuoto e tuffi regalano le sorprese più belle. Barcolana sto5rica, con il primo successo femminile di Wendy Schmidt. Ma questo non vuole essere una raccolta cronologtica nè una classifica di merito. Isoliamo qualche immagine, qualche storia, qualche personaggio.

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Le dolorose ripartenze. Ci sono svolte programmate nel tempo ma la Triestina ha dovuto ridisegnarsi un futuro in una manciata di settimane. La morte di Mario Biasin, lo scorso maggio in un incidente stradale in Australia, ha aperto una crisi che ha portato al passaggio delle quote al gruppo Stardust di Simone Giacomini con l’uscita di scena di Mauro Milanese. La squadra uscita di scena nei play-off per amno del Palermo, poi promosso in B, è stata completamente ridisegnata nel corso dell’estate, provvedendo poi a un cambio in panchina da Bonatti a Pavanel. L’anno si chiude con un malinconico ultimo posto e un mercato di riparazione da non fallire. Devastante anche il lutto nella Pallamano Trieste con la scomparsa dell’uomo che ha inventato l’handball in città facendone un fenomeno: il professor Giuseppe Lo Duca. Nel frattempo la gestione Orlich, iniziata con progetti di tricolore in tre anni, non è mai decollata. Autoretrocessione in A2 per ripartire, affidandosi alla presidenza di Michele Semacchi e all’entusiasmo dell’eterno Giorgione Oveglia.

I “muloni” al potere. Quale immagine isolare per raccontare un anno di Pallacanestro Trieste? Il Banks della scorsa stagione, la clamorosa rivelazione Bartley di questo campionato? Preferiamo tre volti, tutti triestini. L’amato capitano che a 38 anni lascia, Daniele Cavaliero, e lascia i gradi a quello che è diventato il suo fratello minore sportivamente parlando, Lodo Deangeli, e incoraggia il nuovo coach Marco Legovich. Trieste può vantare il record di avere il capitano e l’allenatore più giovani d’Italia, e per giunta cresciuti in casa. Lo spot migliore.

I più bravi. Non ci sono dubbi su a chi dare i voti più alti della pagella 2022. Pallanuoto Trieste. Eccellente con la squadra maschile, giunta alla semifinale scudetto e ai quarti di Euro Cup, ottima con le orchette, buone protagoniste in campionato. Il trionfo della programmazione voluta dal presidente Samer e dal ds Brazzatti. I fondi sono importanti, certo, ma se ci sono idee chiare e programmi a lunga scadenza per investirli si va lontano. Dalla piscina arriva una lezione per tutti.

Elisa, la regina. Ci vogliono classe e coraggio per gareggiare ad alto livello tuffandosi da grandi altezze. Elisa Cosetti li ha, eccome. Agli Europei colleziona una medaglia di bronzo storica, prima azzurra a salire sul podio nella disciplina. Un risultato strabiliante eppure finito in sordina troppo presto. Sbagliato. La Trieste sportiva ha bisogno di personaggi e di regine, dopo che Silvia Stibilj da tempo ha appeso i pattini al chiodo e la parabola della plurimedagliata dalla piattaforma Noemi Batki conosce un’inevitabile flessione. In campo maschile Andrea Barnaba, anche lui Triestina Nuoto, vince l’oro juniores. Sono tuffi nel miele quelli che ci aspettano.

Futuro rosa, anzi Futurosa. Gran bella escalation, quella delle ragazze del presidente Fornasaro, approdate nella serie A2 di basket con un organico costruito da talenti locali più un rinforzo straniero. Dietro alla prima squadra però - ed è l’aspetto più importante - c’è un progetto che non lascia niente al caso.

Zaule e la nuova realtà. L’anno del calcio dilettanti si chiude con lo Zaule migliore tra le triestine in Eccellenza ma alla fine l’evento rimane la costituzione di quella Trieste Victory Academy che racchiude la storia del club di Borgo San Sergio e l’esperienza di quella che era la finestra della Triestina sul mondo dei dilettanti. Grandi le aspettative, finora bene ma non benissimo, però c’è tutto un girone di ritorno davanti.

Per Matteo e Giorgia Parigi è vicina. Matteo Parenzan e Giorgia Marchi ci hanno preso gusto. Presenti alle Paralimpiadi di Tokyo, hanno già messo un’ipoteca sulle prossime a Parigi 2024. Il pongista si laurea campione mondiale della sua classe, la nuotatrice ha già ottenuto il minimo per gareggiare nei 100 rana. —

© R

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