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Internazionali d’Italia 2026, Djokovic: “Sinner? Completerà la bacheca dei Masters. È il numero uno al mondo con merito”

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“Jannik Sinner ce la farà di sicuro, probabilmente anche quest’anno, perché è fortissimo e il suo modo di giocare è veramente impressionante. A me personalmente, non piace questo nuovo formato: preferivo quello vecchio, con una settimana per ogni torneo Masters, lasciando solo gli Slam su due settimane. Sinner è un giocatore molto completo, che ha dimostrato il suo valore negli ultimi due anni, ed è numero uno al mondo con pieno merito“. Novak Djokovic non ha dubbi sul valore del campione altoatesino. Nella sua prima conferenza stampa alla vigilia del debutto agli Internazionali d’Italia 2026 contro Dino Prizmic, il 24 volte campione Slam è tornato a parlare della sua forma fisica, dei principali argomenti che stanno infiammando il tour e ha speso parole di elogio per l’azzurro.

La forma fisica del serbo

Nole ha esordito rassicurando sulla sua condizione attuale, vista la sua assenza dal campo da Indian Wells: È fantastico essere tornato. Non vedevo l’ora di competere di nuovo. Volevo rientrare nel tour prima, ma purtroppo ho dovuto aspettare un po’ di più per migliorare progressivamente la condizione fisica e prepararmi per Roma. È una città e un torneo che amo davvero e dove ho ottenuto grandi successi per molti anni. L’obiettivo finale su questa superficie è il Roland Garros, cercando di arrivarci esprimendo il mio miglior tennis, ma voglio comunque fare bene anche qui, pur avendo aspettative più basse”.

Il boicottaggio dei tornei

Ha poi detto la sua sul tema del boicottaggio dei tornei, rilanciato con forza da Aryna Sabalenka: “Penso che siate nell’ambiente da abbastanza tempo per ricordare quando ero presidente del Consiglio e quando ho fondato la PTPA (Professional Tennis Players Association, ndr), ormai sei anni fa. Conoscete la mia posizione in merito. I giocatori sanno di avere sempre il mio supporto. Sono felice che leader del nostro sport come Aryna abbiano la volontà di esporsi e comprendere davvero le dinamiche della politica del tennis, le sfumature e ciò che deve essere fatto non solo per il proprio beneficio, ma per tutti. Questa, per me, è vera leadership. Siamo tutti parte dello stesso sport e cerchiamo di elevarlo, ma purtroppo spesso c’è un conflitto di interessi che alcune persone non vogliono affrontare. È lì che i giocatori hanno davvero il potere”.

Per il serbo, il principale obiettivo è garantire maggiori tutele ai giocatori che navigano sperduti nel guado del ranking senza certezze economiche: “In passato le persone hanno spesso travisato le mie parole, dicendo che chiedessi più soldi per me stesso, anche quando vincevo gli Slam. Ma noi non parliamo dei vincitori: parliamo dei giocatori di basso ranking, di chi fatica a restare nel tennis per mancanza di fondi. Siamo l’unico sport globale che non offre garanzie economiche ai giocatori di basso ranking. Con la PTPA abbiamo condotto degli studi: il numero di giocatori, tra singolare maschile, femminile e doppio, che riesce davvero a vivere di questo sport è piccolissimo, una volta calcolate spese di viaggio, team e costi vari. Il tennis è un grande business, ma il monopolio nel nostro sport è molto forte. La struttura è cambiata poco dagli anni ’90 e i giocatori all’interno del Consiglio dei Giocatori non hanno alcun potere reale. È per questo che i top player si uniscono per negoziare direttamente con gli Slam”.

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