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Sabalenka: “Non giocare sull’erba mi ha dato l’opportunità di fare un richiamo fisico e lavorare sul mio servizio”-

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Ottantadue minuti sono bastati ad Aryna Sabalenka per avere la meglio su Karolina Pliskova 6-1 7-6(4). Biglietto per la semifinale staccato dalla bielorussa che con grande lucidità ha gestito il tie break del secondo set e ha impedito alla ceca di prolungare la contesa. Partenza devastante della bielorussa sia al servizio che in risposta, mandando in grande confusione l’avversaria: “Ho iniziato molto bene disputando un primo set fantastico. Nel secondo set ha provato a tornare in partita e c’è riuscita. Sapevo di doverla mettere in difficoltà sulla risposta e con il mio servizio. Sono molto felice per il risultato raggiunto”. Rendimento top con il servizio per Sabalenka che ha aggiunto una nuova figura nel suo staff tecnico e che la sta aiutando a lavorare sulla biomeccanica del movimento. Si tratta di Gavin MacMillan, un uomo importante nella svolta della carriera della giocatrice che troppo spesso si è imbattuta in gare buttate vie per amnesie al servizio. 

Un gran riscatto per Sabalenka dopo il forfait forzato di Wimbledon: “Non giocare sull’erba mi ha dato l’opportunità di fare un richiamo fisico e di lavorare sul mio servizio. Ma è stato difficile sapere che in tv c’erano le gare di Wimbledon, mentre ero in palestra ad allenarmi. Preferivo non guardare nulla, spegnere la tv e concentrarmi sul mio lavoro”. Poi lo sfogo legato alla situazione politica: “Sto cercando di fare l’atleta e di far capire a tutti che non centro nulla con le questioni politiche. Situazione molto complicata che mi spinge a lavorare sodo per non pensare a nulla”.

Aryna ormai vive a Miami, città che la riscalda in questo momento difficile. Tornando alle questioni di campo, è pronta a lanciare la sfida a Iga Swiatek: “È una grande giocatrice e con lei ho sempre avuto partite difficili. Si muove bene, colpisce molto bene la palla, serve bene: è un’avversaria tosta, ma darò il massimo e la farò lavorare il più possibile”. 

Dalla semifinale di Wimbledon dello scorso anno a questa degli US Open, Sabalenka si dice cambiata in questi lunghi mesi: “Quella di Wimbledon è stata la mia prima esperienza in semifinale. Per la prima volta avevo superato la seconda settimana di un Grande Slam. Ricordo che a un certo punto stavo per piangere durante la partita. C’erano tante aspettative su di me, adesso, invece, è diverso. So che devo lottare e lavorare senza aspettarmi chissà cosa”. 

Si riesce a non avere pressione? “Ho cambiato mentalità. Dopo Wimbledon mentalmente ero pronta a perdere tutti i punti in classifica e stavo cercando di non pensarci davvero. Così mi sono tolta pressione di dosso e sono più serena. EÈ successo anche nel 2018: vinco a Wuhan e chiudo alla grande la stagione. Poi l’anno dopo è tutto complicato e abbiam ricominciato a scendere. È la seconda volta che mi capita”. In attesa di affrontare Swiatek, mangia cibo italiano per staccare un attimo prima di tuffarsi nel calderone finale. 

Paolo Michele Pinto

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