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Dall’atletica al pallone chi ricomincia e chi no: la mappa della fase due

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PAVIA. Chi ricomincia ad allenarsi all’aperto, in attesa delle gare, chi spera di poterlo fare presto, anche al chiuso, chi invece deve arrendersi all’impossibilità di ripartire. La mappa della fase due dello sport pavese è variegata e complessa, ma in generale si può dire che le discipline individuali, dove non c’è contatto fisico ed è più agevole mantenere il distanziamento, hanno già ripreso l’attività post-lockdown, mentre più complicata appare la situazione degli sport di squadra, per i quali i tempi si allungano.

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I primi a ripartire

Atletica leggera e ciclismo sono stati i primi a ripartire. Dal 4 maggio, via libera alle pedalate su strada (individuali, non di gruppo, con la mascherina a portata di mano) e alle sedute di allenamento negli impianti all’aperto, per i soli atleti «prof e di interesse nazionale»: meno di dieci allo stadio “Dante Merlo” di Vigevano, una ventina al Campo Coni di Pavia. Numeri cresciuti nelle settimane successive, con il progressivo allentarsi delle restrizioni (gli spogliatoi, però, restano sbarrati, ci si cambia e si fa la doccia a casa). Dalla scorsa settimana, è agibile anche il Campo Giovani di Voghera, per ora ai soli agonisti della società Iriense sotto i trent’anni. Rinviati europei, mondiali, Olimpiadi, le gare ufficiali dovrebbero riprendere in agosto.

Anche il calendario provvisorio diramato dall’Uci, l’Unione ciclistica internazionale, parte da agosto; per il primo del mese, ecco le “Strade Bianche”, la settimana successiva il Giro di Lombardia, che nel calendario pre-virus si sarebbe dovuto correre il 31 ottobre, e il 22 agosto la Milano–Sanremo (con passaggio da Pavia, Voghera e Tortona). Per quanto riguarda le grandi corse a tappe, il Tour si dovrebbe svolgere dal 29 agosto al 20 settembre, il Giro d’Italia dal 3 al 25 ottobre e la Vuelta dal 20 ottobre all’8 novembre; l’attività individuale è consentita anche nei parchi pubblici o aree attrezzate, nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno due metri.

Si è poi tornato a giocare a tennis. I circoli provinciali hanno riaperto sia agli agonisti, che agli amatori. Di tornei, per ora, non si parla. L’eccezione è il “Mef Tennis Tour”, circuito nazionale creato - su richiesta del settore tecnico della Fit - per consentire ai migliori giocatori italiani di riprendere confidenza con le partite, prima tappa il 15 giugno al Tc Todi: la manifestazione (la cui disputa è comunque subordinata all’ok del governo), sarà valida per i campionati italiani assoluti di tennis, che mancavano dal 2004, con un tabellone a 32 giocatori comprendente i migliori italiani (tra i quali il vigevanese Filippo Baldi, numero 240 al mondo); i circuiti professionistici Atp e Wta, nel frattempo, hanno prorogato la sospensione fino al 31 luglio.

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Stagione già finita

Stagione 2019-20 già finita, invece, per basket e volley: i campionati sono andati in archivio senza verdetti sportivi e si comincia a guardare al 2020-21, con molte incognite e altrettanta preoccupazione. Le linee guida per la ripresa degli allenamenti di gruppo, appena diramate, spaventano già, nel senso che, non consentendo il contatto fisico e prevedendo l’obbligo del distanziamento, appaiono di difficile attuazione nei palazzetti. La pallavolo ha fissato alcune regole della nuova stagione, lasciando alle società la possibilità di acquisire titoli di categorie superiori (Certosa ha comprato quello della B femminile) e di chiedere il ridimensionamento in serie inferiori. Infine il calcio, l’ultimo tra gli sport di squadra ad arrendersi all’inevitabile dichiarando chiusa l’annata 2019-20 per quanto riguarda i dilettanti (unica dimensione delle oltre 70 società pavesi). Ferma l’attività da febbraio, difficile prevedere quando e come si potrà tornare in campo: c’è chi ventila addirittura la possibilità di una ripartenza dai primi mesi del 2021. —

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