La Moviola di VS, puntata speciale: "Tra i due contendenti, l'avvocato: tutto quello che c'è da sapere sull'arbitro della Finale, il tedesco Brych"
La Commissione Arbitrale UEFA, con a capo Pierluigi Collina, ha designato il tedesco Felix Brych quale arbitro effettivo della finale di Champions League tra Juventus e Real Madrid, in programma il prossimo 3 Giugno al Millennium Stadium di Cardiff, in Galles.
La sestina è completata dai due assistenti Mark Borsch e Stefan Lupp, rispettivamente primo e secondo assistente, da Bastian Dankert e Marco Fritz nel ruolo di primo e secondo addizionale.
Come da prassi, a fare da IV ufficiale nelle finali internazionali non è un connazionale dell’arbitro, ma un altro direttore di gara di categoria élite: la scelta è ricaduta sul serbo Milorad Maić, che - a dir la verità - era uno dei grandi nomi per una delle due finali UEFA per club.
EXPECT THE UNEXPECTED: LA DESIGNAZIONE
Facciamo un passo indietro.
La designazione del fischietto di Monaco di Baviera coglie di sorpresa l’intero mondo calcistico: Brych era stato infatti selezionato tra gli arbitri effettivi del Mondiale under 20 in programma in Corea del Sud dal 20 Maggio all’11 Giugno prossimi. Mai era arrivata rettifica sulla sua posizione (né su quella degli altri arbitri selezionati tra effettivi e addetti alla VAR), pertanto il suo nome dalla lista dei papabili era tagliato fuori.
La cerchia era ristretta a pochi nomi, per rendimento, esperienza e visionature: lo sloveno Damir Skomina e il già citato Milorad Mazic.
A sostegno dello sloveno oltre al neo-presidente UEFA Ceferin, suo connazionale, c’erano anche le visionature di prestigio dei membri della Commissione Bo Karlsson e soprattutto Hugh Dallas (non si passa per una finale UEFA senza essere visionati da lui, questa è una sentenza).
Mazic, invece, era un nome circolato già dalla scorsa edizione della manifestazione, e già l’anno scorso la finale fu affidata a sorpresa a Clattenburg, appena uscito nelle semifinali.
Cosa può essere capitato nel frattempo? La scelta sembra priva di logica, oltre alla lapalissiana mancanza di programmazione. L’unica spiegazione la possiamo - a fatica - trovare nell’eliminazione del Bayern Monaco ai quarti di finale, condizione che la Commissione difficilmente poteva aspettarsi, e che spiana la strada ad un arbitro di cui, certo, ci si fida.
E, a livello mediatico, è manna dal cielo.
Ma davvero Brych è meglio di Skomina (che peraltro ha sei semifinali all'attivo contro le due del tedesco), solo perché di una federazione più potente?
Certo è che aspettarsi l’inaspettato, dopo due anni di designazioni sorprendenti, sta diventando la prassi con la Commissione attuale.
FELIX BRYCH
Felix Brych nasce a Monaco di Baviera, città dove vive, il 3 Agosto 1975.
Arbitro effettivo dal 1999, raggiunge la Bundesliga nel 2003. Quattro anni dopo diventa internazionale.
All’attivo ha una semifinale di Champions League (edizione 2011/2012) ed una di Europa League (2014/2015).
Ha diretto la finale di Europa League allo Stadium nel 2014: diventa così uno dei pochi eletti ad aver arbitrato sia la finale di Europa League che quella di Champions League.
Nella vita è avvocato finanziario, esercita la sua professione per una banca di Monaco di Baviera, città dove è nato e tutt’ora risiede. Nel 2004 pubblica, in un libro da lui scritto, la sua tesi di dottorato.
Proprio a causa della sua professione, nelle sue designazioni in patria il suo nome viene anticipato dalla sigla “dr”.
IL SUO TEAM
Primo assistente: Mark Borsch Nato a: Mönchengladbach
Data di nascita: 16/03/1977
Età: 39
Professione: Ufficiale di polizia
International dal: 2008
Secondo assistente: Stefan N. Lupp
Nato a: Zossen
Data di nascita: 09/09/1978
Età: 37
Professione: Economista aziendale
International dal: 2011
Primo addizionale: Bastian Dankert Nato a: Rostock
Data di nascita: 09/06/1980
Età: 35
Internazionale?: Sì
Secondo addizionale: Marco Fritz
Nato a: Korb
Data di nascita: 03/10/1977
Età: 38
Internazionale: Sì
Brych ha diretto la Juventus in 3 precedenti occasioni:
Atletico Madrid - Juventus 1-0, fase a gironi della Champions 2014/2015.
Juventus - Manchester City 1-0, fase a gironi della Champions 2015/2016.
Porto - Juventus 0-2, ottavi di finale di questa edizione della Champions.
Ha diretto il real in 6 precedenti occasioni:
Milan - Real Madrid 1-1, fase a gironi della Champions 2009/2010.
Real Madrid - Tottenham 4-0, quarti di finale della Champions 2010/2011.
APOEL - Real Madrid 0-3, quarti di finale della Champions 2011/2012.
Real Madrid - Manchester United 1-1, ottavi di finale della Champions 2012/2013.
Copenaghen - Real Madrid 0-2, fase a gironi della Champions 2013/2014.
Real Madrid - Atletico Madrid 1-0, quarti di finale della Champions 2014/2015.
Detiene il record di maggior numero di presenze nella Champions League tra gli arbitri in attività: 42.
Brych dal punto di vista arbitrale rispecchia in pieno la scuola tedesca moderna.
Il suo metro di giudizio prevede una soglia del fallo medio-alta, con elevata tolleranza del corpo a corpo, come richiede il calcio moderno nonché le stesse linee guida UEFA, senza però risparmiare i cartellini, comminati nella maggior parte dei casi per i soli falli: difficilmente vedremo delle ammonizioni (figuriamoci delle espulsioni) per proteste o altre motivazioni che non siano interventi irregolari.
Tipicamente tedesco è altresì la gestione del tempo di recupero: le valutazioni dell’extra-time sono spesso e volentieri col braccino corto, e altrettanto sovente il fischietto teutonico ha l’abitudine di fischiare la fine della gara con parecchi secondi di anticipo.
Il confronto coi giocatori è invece pienamente anni ’90, degno del miglior Agnolin.
L’atteggiamento tenuto in campo dal Dr. Brych è estremamente distaccato. Non è per nulla propenso al dialogo, al quale preferisce un body-language davvero particolare e spesso sopra le righe. Molte delle critiche mossegli sono dovute alle frequenti e plateali indicazioni ai giocatori e a quanti vadano a contestargli una decisione, o intendano non consentire immediatamente il prosieguo della gara.
Se da una parte questo comportamento può apparire poco rispettoso, dall’altra però gli consente di mantenere quell’autorevolezza necessaria a non far sfuggire mai il controllo della gara, tenendola sempre in pugno onde evitare spiacevoli sorprese.
La massima sintesi di tutto questo la possiamo trovare nell’episodio del secondo giallo a Telles in Porto-Juventus del 22 Febbraio scorso. La valutazione tecnica la conosciamo tutti, ed è pienamente corretta. Ma è la gestione del cappanello creatosi, smorzato in nemmeno dieci secondi e senza uso dei cartellini* ad attirare la nostra attenzione:
*il giallo che ha in mano è quello estratto a Telles, e sta per scriverci sopra il nome del laterale del Porto, da mettere poi a referto: usa infatti i cartellini riscrivibili, in alternativa al classico taccuino.
In 107 partite a livello internazionale ha estratto 402 gialli (media che va dai 3 ai 4 a partita), 27 rossi (uno ogni 356 minuti) e ha fischiato 32 calci di rigore (uno ogni 300 minuti).
Sicuramente il gioco sarà reso fluido da un metro non invadente, ma nemmeno assente.
I vari Ronaldo, Marcelo e Casemiro da una parte, Bonucci e Pjanic dall’altra - coloro che solitamente tengono un atteggiamento spesso volto alla protesta - non troveranno pane per i loro denti.
Dybala e Cuadrado dovranno evitare di cadere con la solita facilità: l’unico risultato ottenuto potrebbe essere una ripartenza avversaria. Lo stesso discorso vale comunque per qualcuno a caso dall’altra parte: fare nomi è pleonastico.
Occhio, occhio e ancora occhio in area di rigore: un conto è un vigoroso spalla contro spalla, un conto è il classico abbraccio che spesso vediamo sui campi italiani: in Europa non c’è pietà.
E speriamo di aver già chiuso i conti dieci secondi prima della fine del recupero…
La sestina è completata dai due assistenti Mark Borsch e Stefan Lupp, rispettivamente primo e secondo assistente, da Bastian Dankert e Marco Fritz nel ruolo di primo e secondo addizionale.
Come da prassi, a fare da IV ufficiale nelle finali internazionali non è un connazionale dell’arbitro, ma un altro direttore di gara di categoria élite: la scelta è ricaduta sul serbo Milorad Maić, che - a dir la verità - era uno dei grandi nomi per una delle due finali UEFA per club.
EXPECT THE UNEXPECTED: LA DESIGNAZIONE
Facciamo un passo indietro.
La designazione del fischietto di Monaco di Baviera coglie di sorpresa l’intero mondo calcistico: Brych era stato infatti selezionato tra gli arbitri effettivi del Mondiale under 20 in programma in Corea del Sud dal 20 Maggio all’11 Giugno prossimi. Mai era arrivata rettifica sulla sua posizione (né su quella degli altri arbitri selezionati tra effettivi e addetti alla VAR), pertanto il suo nome dalla lista dei papabili era tagliato fuori.
Spoiler
La cerchia era ristretta a pochi nomi, per rendimento, esperienza e visionature: lo sloveno Damir Skomina e il già citato Milorad Mazic.
A sostegno dello sloveno oltre al neo-presidente UEFA Ceferin, suo connazionale, c’erano anche le visionature di prestigio dei membri della Commissione Bo Karlsson e soprattutto Hugh Dallas (non si passa per una finale UEFA senza essere visionati da lui, questa è una sentenza).
Mazic, invece, era un nome circolato già dalla scorsa edizione della manifestazione, e già l’anno scorso la finale fu affidata a sorpresa a Clattenburg, appena uscito nelle semifinali.
Cosa può essere capitato nel frattempo? La scelta sembra priva di logica, oltre alla lapalissiana mancanza di programmazione. L’unica spiegazione la possiamo - a fatica - trovare nell’eliminazione del Bayern Monaco ai quarti di finale, condizione che la Commissione difficilmente poteva aspettarsi, e che spiana la strada ad un arbitro di cui, certo, ci si fida.
E, a livello mediatico, è manna dal cielo.
Ma davvero Brych è meglio di Skomina (che peraltro ha sei semifinali all'attivo contro le due del tedesco), solo perché di una federazione più potente?
Certo è che aspettarsi l’inaspettato, dopo due anni di designazioni sorprendenti, sta diventando la prassi con la Commissione attuale.
FELIX BRYCH
Felix Brych nasce a Monaco di Baviera, città dove vive, il 3 Agosto 1975.
Arbitro effettivo dal 1999, raggiunge la Bundesliga nel 2003. Quattro anni dopo diventa internazionale.
All’attivo ha una semifinale di Champions League (edizione 2011/2012) ed una di Europa League (2014/2015).
Ha diretto la finale di Europa League allo Stadium nel 2014: diventa così uno dei pochi eletti ad aver arbitrato sia la finale di Europa League che quella di Champions League.
Nella vita è avvocato finanziario, esercita la sua professione per una banca di Monaco di Baviera, città dove è nato e tutt’ora risiede. Nel 2004 pubblica, in un libro da lui scritto, la sua tesi di dottorato.
Proprio a causa della sua professione, nelle sue designazioni in patria il suo nome viene anticipato dalla sigla “dr”.
IL SUO TEAM
Primo assistente: Mark Borsch Nato a: Mönchengladbach
Data di nascita: 16/03/1977
Età: 39
Professione: Ufficiale di polizia
International dal: 2008
Secondo assistente: Stefan N. Lupp
Nato a: Zossen
Data di nascita: 09/09/1978
Età: 37
Professione: Economista aziendale
International dal: 2011
Primo addizionale: Bastian Dankert Nato a: Rostock
Data di nascita: 09/06/1980
Età: 35
Internazionale?: Sì
Secondo addizionale: Marco Fritz
Nato a: Korb
Data di nascita: 03/10/1977
Età: 38
Internazionale: Sì
I PRECEDENTI
Brych ha diretto la Juventus in 3 precedenti occasioni:
Atletico Madrid - Juventus 1-0, fase a gironi della Champions 2014/2015.
Juventus - Manchester City 1-0, fase a gironi della Champions 2015/2016.
Porto - Juventus 0-2, ottavi di finale di questa edizione della Champions.
Ha diretto il real in 6 precedenti occasioni:
Milan - Real Madrid 1-1, fase a gironi della Champions 2009/2010.
Real Madrid - Tottenham 4-0, quarti di finale della Champions 2010/2011.
APOEL - Real Madrid 0-3, quarti di finale della Champions 2011/2012.
Real Madrid - Manchester United 1-1, ottavi di finale della Champions 2012/2013.
Copenaghen - Real Madrid 0-2, fase a gironi della Champions 2013/2014.
Real Madrid - Atletico Madrid 1-0, quarti di finale della Champions 2014/2015.
Detiene il record di maggior numero di presenze nella Champions League tra gli arbitri in attività: 42.
CARATTERE ANNI ’90, MA TECNICA MODERNA
Brych dal punto di vista arbitrale rispecchia in pieno la scuola tedesca moderna.
Il suo metro di giudizio prevede una soglia del fallo medio-alta, con elevata tolleranza del corpo a corpo, come richiede il calcio moderno nonché le stesse linee guida UEFA, senza però risparmiare i cartellini, comminati nella maggior parte dei casi per i soli falli: difficilmente vedremo delle ammonizioni (figuriamoci delle espulsioni) per proteste o altre motivazioni che non siano interventi irregolari.
Tipicamente tedesco è altresì la gestione del tempo di recupero: le valutazioni dell’extra-time sono spesso e volentieri col braccino corto, e altrettanto sovente il fischietto teutonico ha l’abitudine di fischiare la fine della gara con parecchi secondi di anticipo.
Il confronto coi giocatori è invece pienamente anni ’90, degno del miglior Agnolin.
L’atteggiamento tenuto in campo dal Dr. Brych è estremamente distaccato. Non è per nulla propenso al dialogo, al quale preferisce un body-language davvero particolare e spesso sopra le righe. Molte delle critiche mossegli sono dovute alle frequenti e plateali indicazioni ai giocatori e a quanti vadano a contestargli una decisione, o intendano non consentire immediatamente il prosieguo della gara.
Se da una parte questo comportamento può apparire poco rispettoso, dall’altra però gli consente di mantenere quell’autorevolezza necessaria a non far sfuggire mai il controllo della gara, tenendola sempre in pugno onde evitare spiacevoli sorprese.
La massima sintesi di tutto questo la possiamo trovare nell’episodio del secondo giallo a Telles in Porto-Juventus del 22 Febbraio scorso. La valutazione tecnica la conosciamo tutti, ed è pienamente corretta. Ma è la gestione del cappanello creatosi, smorzato in nemmeno dieci secondi e senza uso dei cartellini* ad attirare la nostra attenzione:
*il giallo che ha in mano è quello estratto a Telles, e sta per scriverci sopra il nome del laterale del Porto, da mettere poi a referto: usa infatti i cartellini riscrivibili, in alternativa al classico taccuino.
In 107 partite a livello internazionale ha estratto 402 gialli (media che va dai 3 ai 4 a partita), 27 rossi (uno ogni 356 minuti) e ha fischiato 32 calci di rigore (uno ogni 300 minuti).
COSA DOBBIAMO ASPETTARCI IL 3 GIUGNO?
Sicuramente il gioco sarà reso fluido da un metro non invadente, ma nemmeno assente.
I vari Ronaldo, Marcelo e Casemiro da una parte, Bonucci e Pjanic dall’altra - coloro che solitamente tengono un atteggiamento spesso volto alla protesta - non troveranno pane per i loro denti.
Dybala e Cuadrado dovranno evitare di cadere con la solita facilità: l’unico risultato ottenuto potrebbe essere una ripartenza avversaria. Lo stesso discorso vale comunque per qualcuno a caso dall’altra parte: fare nomi è pleonastico.
Occhio, occhio e ancora occhio in area di rigore: un conto è un vigoroso spalla contro spalla, un conto è il classico abbraccio che spesso vediamo sui campi italiani: in Europa non c’è pietà.
E speriamo di aver già chiuso i conti dieci secondi prima della fine del recupero…

