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LIVE! Gasperini: “Soulè è di nuovo lui. La Champions condizionerà tanto la prossima stagione. Io ancora qui a luglio? Me lo auguro…” – VIDEO!

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È il momento della vigilia. Gian Piero Gasperini si presenta in conferenza stampa alla vigilia di Inter-Roma, il big match di Pasqua a San Siro che vale molto più di tre punti. Una sfida che può ridisegnare la corsa Champions, con la Roma sesta in classifica a pari punti con la Juventus e a tre lunghezze dal Como.

Attorno al tecnico giallorosso, però, non ci sono solo domande di calcio giocato: il suo futuro è ancora avvolto nell’incertezza, le frizioni interne non sono un segreto e le voci sulla panchina della Nazionale hanno aggiunto un capitolo inatteso a una stagione già complicatissima. Oggi parla lui. Segui le dichiarazioni di Gasperini in diretta su Giallorossi.net.

Situazione Roma sugli infortunati? Come arriva la Roma? Come sta Soulè?
“Soulè ha recuperato, si è allenato con noi, prima settimana in difficoltà, la seconda molto meglio, era di nuovo lui. Wesley e Konè sono rientrati dalle nazionali e sono fermi, sono più positivi rispetto alla diagnosi ma ovviamente non ci sono domani”.

La prima cosa che le viene in mente per contrastare la crisi del calcio italiano?
“Non c’è un problema unico. Evidentemente è un sistema che non funziona, perché ci sono tanti ragazzini che giocano fin da piccoli, c’è una base enorme, molto più grandi di altri paesi che vanno ai mondiali. Ma globalmente è un problema strutturale che va rivisto per ricostruire un sistema vincente e delle nazionali adeguate all’entusiasmo di chi segue il calcio. Non è solo uno sport, ma un aspetto sociale”.

Rensch a sinistra può essere la soluzione giusta rispetto a Tsimikas? Come mai ha questa alternanza di rendimento?
“E’ vero, ha fatto partite molto buone e altre con degli improvvisi cali di attenzione e motivazione. Per domani o lui o Tsimikas, ma anche Angelino che cresce. Non mi sembra prontissimo per giocare, ma ha fatto passi notevoli”.

Lei è tra i papabili come prossimo ct…
“In questo momento si fanno i nomi di tutti. Il problema riguarda il riassetto, è il discorso più importante del singolo allenatore. Sono sparite tante squadre, che erano un serbatoio importante. Riguarda un po’ tutto il sistema”.

C’è unità di intenti tra allenatore e direzione sportiva, o è cambiato qualcosa?
“Non abbiamo fatto riunioni, ora siamo concentrati sul campionato. Ora siamo alla volata, siamo lì con la Juve e questo è quello che impegna tutti quanti. A me in modo totale”.

Come sta la squadra? Ha fatto un lavoro specifico?
“Abbiamo fatto un buon lavoro ma con otto o nove giocatori. La squadra sotto questo profilo non è mai mancata. Contro Juve, Bologna, Napoli, abbiamo giocato molto bene, con momenti di grande entusiasmo che purtroppo non sono coincise con la vittoria, ci siamo andati vicinissimo. L’unica settimana brutta è stata quella contro Genoa e Como, ma lì mi fermo”.

Il quarto posto è un obiettivo amministrativo, quanto per lei è importante? State ragionando su questo?
“Sì, questi sono ovviamente argomenti di cui parliamo e condizionano moltissimo la prossima stagione. Tutti ci auguriamo che si possa arrivare in Champions ma per un motivo economico. E’ quello l’unico motivo che aiuterebbe la società. La società sta ragionando su quello che può e deve fare nella prossima stagione. Quello che ci si porta dietro dalle precedenti gestioni è arrivato al momento che pesa e che porterà la società a prendere delle decisioni importanti per affrontare il futuro”.

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La Roma ha gettato basi importanti per il futuro?
“Sembra quasi che la stagione sia finita, e invece siamo dentro alla volata. Io sono molto contento di questa scelta e dell’esperienza, di come si è sviluppata. Della fiducia che sono riuscito a conquistare con la tifoseria e con la squadra, che è la vera parte forte e importante di questa società, come è giusto che sia”.

Quanto peserà su certi calciatori come Cristante e Mancini la batosta della Nazionale?
“La forza di questi professionisti è guardare sempre avanti. Domani entrambe le squadre si giocano una giornata importante per i rispettivi obiettivi. I margini a questo punto sono sempre minori. Senza guardare gli ultimi punti che ci sono mancati, arrivare a otto giornate a pari della Juve e a tre punti dalla Champions, credo che va bene. Siamo in volata, allacciamo i pedali e cerchiamo di fare il massimo. Otto partite non sono poche, c’è spazio. Ora pensiamo alla Roma”.

Si sente sostenuto dalla società?
“Io con la proprietà ho un rapporto sempre molto schietto e condiviso. Cerco di portare la mia esperienza per soddisfare quello che mi è stato chiesto dalla proprietà quando mi ha cercato. Per me è comunque un’esperienza fantastica in mezzo a delle difficoltà, perchè non tutti vedono il calcio giustamente nello stesso modo. Ma io cerco di applicare le mie idee che mi hanno portato alla Roma, chiedendo soluzione compatibili alle possibilità del club per avere una squadra migliore. Se funziona la squadra, funziona tutto il resto, ed è quello il mio obiettivo”.

Lei al primo luglio sarà l’allenatore della Roma?
“Ah questo…io me lo auguro sicuramente che si possa fare un percorso dove devono essere soddisfatte tutte le componenti. Giochiamo con l’Inter, poi dopo non so”.

Si aspettava di più da Zaragoza?
“Indubbiamente sì. Ci aspettavamo da lui quelle accelerazioni. Però non è mai facile a gennaio, c’è chi entra subito e si adatta subito, lui ha avuto delle difficoltà. Speriamo che nel momento decisivo possa portare quello che crediamo possa dare”.

Lei è ancora convinto come il primo giorno?
“Il calcio è sempre così, è una bella scuola di vita, ti insegna a perdere e a non esaltarti quando vinci. L’importante è avere sempre la voglia di rialzarti e migliorarti”.

Malen dovrà essere riscattato: tra i discorsi che potrebbero cambiare sulla Champions c’è anche il suo riscatto?
“Sì, io penso che abbia convinto tutti, sul suo valore non c’è nessun dubbio. Sulla squadra penso che sia una buona squadra, che non va smantellata ma migliorata. Forse potevamo farlo di più quest’anno. Ma la base è molto solida. Sento dire che con questo gruppo si arriva quinti o sesti, ma occhio che senza questi rischi di arrivare dodicesimo o tredicesimo come niente. E’ un gruppo ottimo, solido, professionista, che va migliorato per renderlo ancora più forte”.

L’addio di Conti? Per lei la presenza delle bandiere è fondamentale?
“(Interviene Gianni Castaldi: “Si è parlato dell’addio di Bruno Conti chi? Ne avete parlato voi. Non ne ha parlato Conti e di certo il mister non può rispendere, grazie”). Posso dire che era un mio grande idolo, quando lo incontro mi inchino. Sul resto non lo so, non l’ho neanche letto sinceramente…”

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Redazione GR.net

 

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