Gasp senza Joya: i dolori di Dybala sono un caso
Con Paulo Dybala non esistono certezze, solo sensazioni. A Trigoria ormai lo sanno tutti e si sono adeguati: il corpo dell’argentino detta l’agenda più di qualsiasi referto medico, scrive oggi La Repubblica. Alla vigilia di Napoli–Roma, nell’ultimo allenamento utile, la Joya ha avvertito di nuovo dolore al ginocchio sinistro, lo stesso che lo aveva fermato tre settimane prima contro il Milan. Scelta inevitabile: stop e niente convocazione, nonostante gli esami effettuati il giorno dopo abbiano escluso qualsiasi lesione.
Il ginocchio è clinicamente integro, ma il dolore resta. È una dinamica già vista negli anni romanisti di Dybala, gestito con cautela da Mourinho prima, da De Rossi e Ranieri poi: lavoro personalizzato, minutaggio controllato, cambi programmati. Un equilibrio fragile, costruito più sull’ascolto del giocatore che sui protocolli standard.
Con Gasperini l’approccio è diverso. Se lo staff medico dà l’idoneità, Dybala gioca. Titolare. Senza troppi compromessi. Ma resta il nodo principale: se Paulo non si sente al cento per cento, preferisce fermarsi. È successo di nuovo e potrebbe accadere ancora. In stagione ha già saltato dieci partite per infortunio, partendo titolare solo 14 volte su 34. Numeri che raccontano bene quanto il talento dell’argentino sia diventato una variabile imprevedibile.
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Tra oggi e domani Dybala potrebbe tornare ad allenarsi in gruppo. Se le sensazioni saranno positive, è possibile rivederlo in campo domenica contro la Cremonese, magari per mettere minuti nelle gambe in vista della sfida decisiva contro la Juventus. Un rodaggio, più che una certezza. Perché con lui nulla è mai garantito fino all’ultimo.
Il tema fisico si intreccia inevitabilmente con quello contrattuale. Il contratto di Dybala scade a giugno e il dossier rinnovo, al momento, resta chiuso in un cassetto. L’ingaggio da 8,5 milioni netti pesa, così come l’affidabilità limitata. Dal suo entourage continuano ad arrivare segnali di apertura a un rinnovo al ribasso, ma la linea del club appare orientata verso la separazione a fine stagione.
In mezzo c’è Gasperini, che non ha mai nascosto la sua stima: quando sta bene, Dybala è il titolare della Roma. Il problema è tutto lì, in quel “quando”. Perché il talento non si discute, ma la continuità sì. E a due mesi dalla fine della stagione, tra corsa Champions e scelte strategiche sul futuro, la Roma si ritrova ancora una volta sospesa sulle sensazioni del suo giocatore più fragile e decisivo.
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Fonte: La Repubblica
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