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Napoli e il futuro del nuovo stadio: ADL punta a un impianto moderno e innovativo 

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Sangue azzurro. «Sanghe pe Napule». Il Napoli ha accettato con entusiasmo l’invito di Sorgesana, promotore del progetto di responsabilità sociale in collaborazione con Avis, e ha aderito alla campagna di sensibilizzazione della cittadinanza sull’importanza della donazione del sangue. L’iniziativa, come ha spiegato ieri il dg Area Business del club, Tommaso Bianchini, nasce dall’analisi di un dato quasi paradossale: «Napoli, città sanguigna per antonomasia, occupa il penultimo posto tra i capoluoghi di regione italiani per media di donazioni in rapporto al numero di abitanti».
CERTIFICATO. Alla presentazione, andata in scena ieri allo stadio Maradona, sono intervenuti il direttore marketing di Sorgesana, Gabriella Cuzzone: «Siamo orgogliosi di promuovere insieme un progetto che parla ai cittadini con il potente linguaggio dello sport. l’obiettivo è aumentare le donazioni e rafforzare le scorte negli ospedali del territorio». E Antonio Rusciano, membro dell’esecutivo Avis: «C’è un bisogno quotidiano di sangue». La campagna durerà un mese, per cominciare, e sarà sostenuta dalla squadra: il “Certificato di Sangue Azzurro”, firmato dai calciatori e rilasciato ai donatori è il simbolo delle attività speciali rivolte ai cittadini partecipanti nel corso delle partite.
LO STADIO. Il dg Bianchini, però, ha affrontato anche un’altra serie di argomenti relativi al futuro del club. A cominciare dalla questione stadio: il Comune ha presentato un progetto di riqualificazione del Maradona, ma l’idea del Napoli è di realizzare un nuovo impianto. Il presidente De Laurentiis si sta occupando di tutto in prima persona: l’interesse del Calcio Napoli è fare un nuovo stadio e non mettere del tutto da parte quello esistente. Per quanto riguarda l’area business, posso dirvi che perdiamo circa 70 milioni all’anno non avendo un nuovo stadio e non perché alzeremmo i prezzi in modo folle, ma perché abbiamo una carenza strutturale molto importante sulla parte Corporate, cioè quella che regge il cinquanta percento circa dei fatturati dei nuovi stadi. Avremmo bisogno di cinque o sei mila posti Corporate e ottanta skybox: darebbero un apporto fondamentale alla crescita strutturale del Napoli. A noi serve creare un ecosistema con servizi food and beverage più evoluti, hospitality, experience, store, tour dello stadio. Per competere e creare flussi finanziari utili a supportare la crescita del club e della squadra, serve un nuovo stadio: è l’obiettivo del presidente. Dal 2021-2022 i ricavi sono già raddoppiati e le presenze al Maradona sono attestati quasi sempre sulle 50mila, rispetto alle 30mila pre-Covid. «Il Napoli senza un nuovo stadio sta facendo oggettivamente dei miracoli, ma i miracoli non sono eterni: oggi siamo tra i 110 e i 120 milioni di ricavi commerciali, ma il traguardo è arrivare a 200». Finale dedicato al centenario datato 1 agosto: «Per noi sarà un movimento culturale».

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