PEnsieri Azzurri | Alla ricerca del vero Empoli
Questa sera il Carlo Castellani torna a essere un crocevia importante del cammino azzurro. Empoli–Juve Stabia ha un valore importante, per classifica, per contesto e per memoria recente. È una di quelle gare che, pur arrivando all’inizio del girone di ritorno, iniziano a dirci che tipo di stagione potrà essere. L’Empoli di Alessio Dionisi arriva all’appuntamento con il peso di una sconfitta sulle spalle, quella maturata sabato scorso a Palermo, ma anche con la consapevolezza di aver fatto una prestazione vera, coraggiosa, per larghi tratti persino dominante contro una squadra che oggi rappresenta un riferimento di rango superiore. Il 3-2 finale per i rosanero racconta solo in parte la realtà di una partita che ha visto gli azzurri giocarsela alla pari, senza timori, mostrando idee, personalità e una struttura che va ben oltre il semplice risultato. Ed è proprio da lì che l’Empoli deve ripartire. Da quella “sconfitta che non è stata una sconfitta” nella testa e nelle certezze. Perché se è vero che il Palermo, per qualità e profondità di rosa, rappresenta un livello alto per questa categoria, è altrettanto vero che la Juve Stabia, per quanto squadra ostica e organizzata, non ha lo stesso tasso tecnico né la stessa capacità di incidere nei momenti chiave. Questo non significa sottovalutare l’avversario, tutt’altro: significa capire che stasera l’Empoli ha il dovere di portare in campo la stessa intensità, la stessa fame e lo stesso coraggio, ma con l’obiettivo chiaro di trasformare la prestazione in punti. C’è poi il fattore campo, che pesa e non poco. La Juve Stabia ha costruito gran parte del proprio rendimento tra le mura amiche, sfruttando un terreno sintetico che conosce alla perfezione e che spesso rappresenta un’arma in più. Lontano da Castellammare, invece, i gialloblù hanno mostrato un volto diverso, più vulnerabile, meno continuo. E l’Empoli deve essere bravo ad approfittarne, anche perché il Castellani, fin qui, non ha regalato risultati mirabolanti agli azzurri. Proprio per questo, la gara odierna diventa anche un’occasione per riallacciare un filo con il proprio pubblico, per regalare finalmente una gioia a una tifoseria che continua a sostenere la squadra nonostante qualche passo falso di troppo.
Sullo sfondo resta anche la ferita dell’andata. Quel 2-0 subito a Castellammare di Stabia, al termine di una partita giocata male, senza grande ritmo né particolari idee, è ancora lì. Al netto del campo e delle difficoltà ambientali, fu una prestazione lontana parente di quella vista a Palermo. C’è anche voglia di rivincita sportiva, di dimostrare che quell’Empoli non è questo Empoli. Dal punto di vista tattico, tutto lascia pensare che Dionisi possa riproporre il 3-5-2 visto in Sicilia. Un sistema che ha dato equilibrio, densità in mezzo al campo e ha permesso agli esterni di essere coinvolti con continuità. Essendo un turno infrasettimanale, però, le rotazioni diventano quasi inevitabili. In attacco potremmo vedere volti nuovi: Popov e Fila sono candidati seri a partire dal primo minuto al posto di Shpendi e Nasti, in un’ottica di gestione delle energie ma anche di ricerca di nuove soluzioni offensive. Sicura, invece, l’assenza di Ghion, fermato dall’infortunio. In mezzo al campo non è da escludere l’impiego di Ignacchiti dall’inizio, mentre sugli esterni dovrebbero essere confermati Candela a destra ed Elia a sinistra, due elementi fondamentali per dare ampiezza e profondità al gioco azzurro. Al di là dei nomi, però, il punto centrale resta uno solo: la prestazione. L’Empoli deve scendere in campo con la stessa mentalità vista a Palermo, ma con una fame ancora maggiore. Perché la classifica, oggi, non mente: la Juve Stabia è sopra gli azzurri e questo, per una squadra che vuole continuare a cullare il sogno playoff, non può essere accettato a lungo. Le partite sono ancora tante, il girone di ritorno è appena iniziato, ma il tempo dei segnali è adesso. Questa sera serve un Empoli vero. Intenso, organizzato, affamato. Serve un Empoli che trasformi il coraggio in concretezza e le buone sensazioni in punti. Per la classifica, per il pubblico, per il percorso. E forse, anche, per capire davvero dove può arrivare questa squadra.
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