La doppia delusione per la Triestina calcio
Dopo quattro ko consecutivi, il morale della tifoseria alabardata è sotto i tacchi. Ma di chi sono le responsabilità di questa situazione?
Un po’ di tutti, secondo i supporter alabardati: con sfumature diverse che del resto rispecchiano una tifoseria al momento molto divisa, c’è chi le addossa principalmente alla società, chi invece predica pazienza, mentre un po’ tutti dicono che Santoni non sia il mister adatto alla serie C, ma sottolinea che le colpe sono di chi l’ha scelto.
Secondo Matteo Reggente, presidente del club più numeroso presente sabato scorso a Lecco, quello della Milano Alabardata che sfrutta la tante trasferte vicine per seguire l’Unione, le colpe originarie sono le scelte societarie, ma poi il mister ci ha messo del suo: «Se Santoni è stato scelto ed è ancora al suo posto, la responsabilità è della società, che l’ha pescato dalla serie B olandese: probabilmente non era la persona più adatta, la serie C necessita di profondi conoscitori della categoria, come poteva esserlo Tesser. Certo, conoscendo tante lingue può parlare con i tanti stranieri, ma poi li ha messi spesso fuori ruolo, a partire da Correia. Ormai dovrebbe sapere dove mettere i giocatori per valorizzarli al meglio. Insomma ci ha messo del suo, ma non lo ritengo il principale responsabile».
Reggente infatti punta il dito soprattutto sulla società: «Non ci spieghiamo l’imbarazzante silenzio di questo periodo. Tutti si aspettavano un esonero e invece nulla, c’è il pasticcio del tesseramento di Olivieri e delle fideiussioni, la mancanza di un diesse, la distanza con la tifoseria. C’è troppa arroganza e siamo molto preoccupati. Se si spendono tanti soldi, bisognerebbe spenderli bene».
Predica invece maggior pazienza Giovanni Gallone, presidente del club I Pedoci Alabardati con sede a Muggia che vanta quasi 250 soci: «È ovvio che da tifoso sono deluso dai risultati, chi non lo sarebbe? Ma non si può già buttare tutto alle ortiche e contestare la società. Sicuramente qualche errore è stato fatto, soprattutto sul piano della comunicazione perché certe decisioni vanno spiegate, ma io a questa società credo. Con noi come nuovo club ha dimostrato disponibilità, e poi il lavoro per la gestione del Rocco e sul centro sportivo dimostrano volontà di investire. Capisco la delusione, ma bisogna avere pazienza, anche se so che tanti non ce l’hanno. Mi pare che la contestazione a Legnago dopo che la settimana prima erano tutti entusiasti, sia stata prematura e soprattutto non sia servita a nulla. Quanto a Santoni, invece, secondo me non è l’uomo giusto al posto giusto. Forse in un altro tipo di calcio poteva far meglio, ma per la serie C italiana non mi sembra adatto».
Più drastica nelle responsabilità Sandra Perosa delle Mule Alabardate, che sottolinea anche il momento della tifoseria: «Se la situazione è questa, la colpa è di tutti. Dalla società che si è dimostrata arrogante e ha avuto poco rispetto per i tifosi, all’allenatore che ha le sue colpe e che come atteggiamento rispecchia un po’ quello della società, visto che quest’estate ha subito annunciato che andremo in serie B. E devo dire che anche la tifoseria ci mette del suo, perché è disgregata. In tanti ce l’hanno anche con i giocatori, ed è ovvio che da loro pretendo impegno, ma credo che la colpa principale sia di chi li ha presi: alcuni non sono proprio validi e sono stati passati per fenomeni, altri sono arrivati infortunati. Se poi vengono anche messi in campo male e fuori ruolo, i risultati sono quelli che abbiamo visto». —

