Gli ex allenatori della Triestina calcio: «Sull’Unione pesa l’esonero di Tesser»
TRIESTE Il doveroso rispetto per i colleghi e la prudenza nel giudicare una situazione dall’esterno. La sorpresa unanime dell’esonero di Tesser, ma anche la consapevolezza che nulla stupisce più nelle dinamiche del calcio. Il riconoscimento delle difficoltà del lavoro di Bordin in un contesto così complicato. E un tracollo della squadra difficile da spiegare, ma forse collegato anche al cambio di panchina. Questi i pensieri sull’attuale situazione della Triestina di quattro ex allenatori alabardati degli ultimi anni.
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BUCCHI. Si parte con Cristian Bucchi, finora unico tecnico dal ritorno in serie C a essere rimasto per un’intera stagione sulla panchina dell’Unione: «Considerando che è un anno zero con nuova proprietà, squadra rinnovata, allenatore cambiato e un progetto che nell’arco di due anni deve portare la squadra a competere per il salto di categoria, da osservatore esterno dico che l’andamento, tra momenti positivi e altri meno come in tutti i percorsi, era in linea con le aspettative. Per cui ho immaginato qualche frizione tra allenatore e società, forse per questioni di mercato o altro. Dall’incredibile comunicato sembrava poi che la colpa di Tesser fosse quella di esser andato oltre le aspettative. Non so le vere ragioni dell’esonero, ma credo che dopo quello qualcosa si è intaccato all’interno della squadra. Non so cosa, ma la Triestina che dava la sensazione di essere forte e quadrata, nelle ultime uscite è apparsa molto fragile. Certo mi dispiace molto: sarà per la geografia e la posizione un po’ isolata, e chi non è stato a Trieste non può capire, ma finisci per affezionarti perché lavorare lì da un forte senso di attaccamento a squadra e città, una sensazione che ho provato così solo in Sardegna».
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PAVANEL. Una bandiera alabardata come Massimo Pavanel, dallo spunto Triestina ricava un’interessante considerazione generale: «Da fuori è delicato giudicare, le dinamiche sono complesse. Ma questa storia di Tesser fa riflettere su un preciso concetto: ormai si è persa la centralità della figura dell’allenatore, che ha sempre meno forza e invece dovrebbe essere un uomo guida protetto dalla società. Invece ha sempre molte colpe nelle fasi negative e pochi meriti in quelle positive. Gli allenatori sono ormai l’anello debole e vengono bypassati da tutti: i discorsi fra giocatori, procuratori e diesse passano sulla loro testa e così gli umori dello spogliatoio diventano difficili da gestire. Per questo dico che sì, l’esonero di Tesser è sorprendente, ma purtroppo non mi stupisce. Basta vedere il mio esonero a Padova da secondo in classifica dopo un pareggio e con una lunga serie positiva in corso. Quanto alla Triestina, non è facile nemmeno per chi è arrivato, perché Bordin ha trovato una squadra con una sua identità che a parte qualche calo andava bene, quindi i ragazzi sono in difficoltà. In queste circostanze una società deve essere sempre presente e tenere la barra dritta».
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GAUTIERI. Sorpreso dall’evoluzione della vicenda Carmine Gautieri: «L’esonero di Tesser non se lo aspettava nessuno perché la classifica era buona, credo in linea con le attese, poi bisogna capire perché è avvenuto. Il cambio di passo negativo della squadra è difficile da spiegare, vero che c’era già un calo ma Tesser non si meritava questo. Evidentemente il gruppo ha perso qualche certezza e di conseguenza anche serenità, ma ha tutte le qualità per uscirne. La vera Triestina è quella delle prime giornate che tutti temevano, non quella delle ultime dove tutti l’aspettano per batterla. Il calcio non è una scienza esatta, quando cambi a volte va bene, a volte va peggio di prima, ma il gruppo è forte e può riprendersi».
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PILLON. Per Bepi Pillon l’esonero ha influito negativamente sulla squadra: «Dall’esterno si possono avere solo sensazioni e ormai nel calcio non mi sorprende più nulla, ma l’esonero di Tesser è stata una sorpresa per tutti perché era in corsa per il secondo posto. E credo abbia colto di sorpresa anche la squadra perché stavolta, tra cambiamenti di sistema e di metodi, la scossa è stata negativa. Tutto senza nulla togliere a Bordin che è entrato in una situazione difficile, perché per i suoi trascorsi Tesser è molto legato all’ambiente. E tutto questo potrebbe aver influito negativamente sui giocatori».

