Notizie

«Non eravamo più in sintonia»: ecco perché la Triestina calcio ha esonerato Tesser

0 10

TRIESTE Un calo di rendimento della squadra nell’ultimo periodo, ma soprattutto una dissonanza di idee, uno scarso coinvolgimento di alcuni giocatori nonché la mancata crescita non solo dei giovani calciatori, ma anche del management che lavorava attorno allo staff.

Questa l’articolata serie di motivazioni del discusso esonero di Attilio Tesser, spiegate ieri dall’amministratore delegato della Triestina, Sebastiano Stella, e dal direttore generale Alex Menta.

In pratica società e allenatore non erano più sulla stessa linea.

[[ge:gnn:ilpiccolo:14047989]]

TESSER «Se non si fosse chiamato Tesser – è la provocazione di Stella – come avrebbe reagito la piazza davanti a 13 punti in 9 partite, 1 punto in 4 gare casalinghe, un trend in netto calo e giocatori che domenica sembravano dei conigli bagnati? Ma lui è stimato da tutti, anche da noi, sia ben chiaro, ma in una società che vuole costruire un progetto a medio-lungo termine siamo tutti dei nomi. E se non abbiamo la stessa linea della società, chi comanda è libero di prendere le sue decisioni. Soprattutto se è una società che quest’anno spenderà 17 milioni di euro. La Triestina ha scelto Tesser perché ha pensato che in quel momento fosse l’uomo giusto per il progetto. In questo momento non lo è più».

[[ge:gnn:ilpiccolo:14047960]]

SVOLTA Insomma la classifica è importante, ma non è tutto. «Se fossimo stati a 3 punti dalla prima – continua Stella – Tesser sarebbe ancora qui, ma non è questo il motivo principale. La realtà è che abbiamo visto una situazione preoccupante: una linea giovane che non è stata sviluppata come avremmo voluto, giocatori che dovevano sfondare che non hanno reso come ci si aspettava, altri non li abbiamo quasi mai visti in campo. Tante cose insieme ci hanno fatto pensare che era il momento di dare una svolta. Non c’erano più le condizioni per andare avanti assieme. So che per i tifosi è una follia, ma non era più la persona adatta per noi».

[[ge:gnn:ilpiccolo:14045590]]

AZIENDA «Pensavo – continua Stella – da un uomo di esperienza come lui, anche in una maggiore capacità di far crescere il management attorno. E invece, per fare un esempio, il nostro giovane ds Donati non ha avuto possibilità di crescere al suo fianco in sette mesi. Era un allenatore che faceva il suo lavoro ma noi come azienda dobbiamo pensare a una crescita complessiva. Anche perché mica ce ne andiamo se non saremo promossi, noi siamo qui e vogliamo continuare a investire».

CRESCITA Il dg Menta da parte sua sottolinea che quando ci sono alcuni segnali, cambiare è doveroso, anche se impopolare. «Licenziare Tesser è stata una scelta difficile, pesante, e capisco i tifosi. Ma in un progetto come il nostro dobbiamo fare una valutazione per capire dove siamo e dove vogliamo andare. È vero che Tesser ha fatto un bel lavoro, è vero che siamo più avanti di quanto previsto, ma ora c’è stato un calo che prosegue da tempo. E noi vogliamo vincere, crediamo ancora nella serie B».

Menta rimprovera Tesser soprattutto su un aspetto che per ovvi motivi gli sta a cuore: «Non abbiamo visto una crescita della rosa, nessun giocatore è migliorato da settembre, forse il solo El Azrak. E poi abbiamo 24 giocatori, bisogna allenare e coinvolgere tutti, non solo tredici».

BORDIN Sulla scelta di Bordin, Stella confessa che non è maturata nel dopogara con la Pro Patria: «Stavamo già lavorando su di lui da 15 giorni perché è un allenatore di respiro internazionale e volevamo essere pronti se necessario. So che la scelta di mandare via Tesser è impopolare, ma i tifosi ritornino con noi, anche noi vogliamo il bene della Triestina».

Per Menta «Bordin ha sempre utilizzato tanti giocatori coinvolgendo tutta la rosa, poi ha importanti esperienze all’estero, per lui è il momento giusto per fare qualcosa di importante in Italia. Abbiamo avuto contatti con altri allenatori ma mi piace scommettere su persone come lui. E sia chiaro che non è uno yes-man, lui farà le scelte che vuole e poi valuteremo in base a quello che farà».

MERCATO Quanto al tanto discusso mercato di gennaio, Menta spiega: «Non c’erano grandi opportunità, e anche per la situazione di classifica non aveva senso spendere. Ci sono state trattative importanti che non sono andate in porto ma non per nostre responsabilità, bensì dei procuratori e delle altre società. E poi credo che ci siano già giocatori forti in questa rosa, che possono giocare di più: Fofana, Pavlev, Gündüz e non solo».

RIPRODUZIONE RISERVATA

Comments

Комментарии для сайта Cackle
Загрузка...

More news:

Read on Sportsweek.org:

Altri sport

Sponsored