Calcio, questa Triestina non finisce mai di reagire
TRIESTE Nessuna squadra o quasi è perfetta. E nemmeno la Triestina di Tesser lo è. O meglio non è strutturata per dominare un campionato eppure non è scontato che non possa vincerlo.
Perché l’Unione di Tesser, con alcuni limiti presenti anche per la scelta del club di investire su alcuni giocatori da far crescere, è una squadra solida e con qualità tecniche di alto livello.
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Questo è l’elemento emerso dalla partita del Piola. Una partita che per trame di gioco ed intensità di entrambe le contendenti raramente si vede in questa categoria. È va reso merito alla Triestina di essere stata in grado di tenere testa ai piemontesi (sconfitti in questa stagione al Piola solo nelle ultime due gare) in un confronto di livello per l’intero arco del match, subendo poco (solo un vero sbandamento a inizio ripresa) e soprattutto creando una mezza dozzina di occasioni.
Con maggior determinazione in zona gol gli alabardati avrebbero potuto vincere senza l’ausilio della giocata coraggiosa e fortunata di El Azrak in extremis. Questo è un limite già emerso in altre circostanze come alcuni limiti di personalità nelle uscite sono evidenti in chi difende la porta (Matosevic o Agostino).
Si può continuare nella disamina sulla rosa evidenziando come qualche uomo d’esperienza in grado di scandire i ritmi del gioco sarebbe molto utile nella gestione dei momenti più delicati di certe partire.
La capacità di reagire
Ma anziché concentrarsi su quel che manca (a meno di colpi poco probabili nel mercato di gennaio) a questo punto è meglio concentrarsi su quello che c’è. In primis la Triestina è una squadra che ha sempre reagito con prestazioni di livello all’indomani di qualche caduta. Non è solo una questione di vittorie (importantissime) ma soprattutto è chiaro come il gruppo stia crescendo in personalità.
Nuovi proprietà e allenatore
E non bisogna dimenticare che quest’estate la nuova proprietà sia entrata in corsa, abbia scelto un nuovo allenatore e che Tesser abbia dovuto forgiare una gruppo profondamente rinnovato in un ambiente disilluso dall’ultima disastrosa stagione.
La nuova società rifondata da Rosenzweig e risanata a suon di milioni non ha mai chiesto una promozione immediata ma l’ha programmata nel tempo così come è stata delineata una programmazione che sia economicamente sostenibile.
Su questa direttrice è stata ispirata la campagna trasferimenti gestita da Alex Menta. Si poteva e si può fare qualcosa in più? Ogni attività umana è perfettibile ed è logico che nel tempo vada perfezionata.
I tifosi vorrebbero vincere subito ed è una legittima aspirazione. E anche Tesser non è certo il tipo di allenatore che si accontenta. Lo dice la sua storia, lo si vede in ogni partita dall’atteggiamento della squadra sempre propositivo e proiettato alla vittoria. Questa mentalità è una base sulla quale lavorare nei prossimi mesi.
Il numero di vittorie e quello dei gol segnati ottenuto finora non ha precedenti nella storia recente dell’Unione. Lo sviluppo positivo per intensità e concentrazione (così come il risultato) della gara di Vercelli, grazie anche al rientro buono anche se non ancora al top di Lescano, ha evidenziato come la terza piazza sia quasi in cassaforte.
Ci sono adesso tutti gli elementi per guardare avanti con convinzione e senza pressione. Di partita in partita la Triestina può costruire le condizioni per disputare un ottimo play-off ed eventualmente per sfruttare al massimo eventuali passi falsi di chi la precede in classifica.
Per una squadra che un anno fa aveva quasi trenta punti in meno in classifica e un futuro nebuloso non è poco. Mancano ancora 15 gare di regular season. L’Unione e i suoi tifosi tornano da Vercelli con un’iniezione di fiducia prima di due sfide casalinghe nel solito esilio di Fontanafredda.

