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Calcio, Possanzini sicuro: «Mantova, resetta e custodisci il tesoro senza paura»

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Resettare tutto, concentrarsi sull’Arzignano e difendere senza paura con amore il tesoro che ci siamo trovati in mano». È questo il messaggio che lancia ai suoi e all’intero ambiente Davide Possanzini alla vigilia della sfida del Martelli, quando ancora non s’è spenta l’eco dell’impresa compiuta a Padova lunedì scorso.

Orgogliosi ma nullatenenti

Il Mantova aveva già vinto 15 delle 19 gare precedenti ma il 5-0 di Padova, complici l’importanza della sfida e anche il posticipo in tv in chiaro, ha improvvisamente fatto innamorare l’Italia calcistica della “ipno-zona” di Possanzini. Complimenti da ogni dove, pagine sui quotidiani nazionali e inviti nelle trasmissioni tv, allenatori a grappoli che chiedono di seguire gli allenamenti a Mantovanello... Possanzini come lvive tutto ciò? Con equilibrio: «È chiaro che ricevere complimenti fa piacere e rende orgogliosi ma ciò che ho detto anche ai ragazzi è che non abbiamo ancora ottenuto nulla. E che, certo, Padova era un bel banco di prova, ma sarà la gara con l’Arzignano a dirci chi siamo veramente. Perché dovremo essere capaci di non mollare neanche un centimetro, neppure insconsciamente».

Migliorare sempre

Il modo per riuscirci è porre sempre l’accento su ciò che si può migliorare: «E a Padova, anche se abbiamo fatto tante cose bene, ne ho viste anche tante su cui abbiamo lavorato in settimana. Un esempio? All’Euganeo siamo andati al riposo 1-0 e invece potevamo essere non dico già 5-0 ma quasi. Abbiamo sbagliato gol ma anche tante situazioni favorevoli». Ma a chi gli dice che il 3-0 di Galuppini è l’essenza del suo calcio, Possanzini ammette: «Sì, ci sono dentro i nostri concetti. Eravamo al limite dell’area avversaria, Fiori poteva crossare ma sia tornati indietro perché lì eravamo in inferiorità numerica e volevamo stanare gli avversari. A volte un passaggio indietro fa storcere il naso ma è proprio così che si sviluppa il nostro gioco».

Gli avversari

L’attualità comunque dice Arzignano. E Possanzini avverte: «È una squadra organizzata, tignosa. Anche all’andata facemmo fatica a segnare e a tratti fummo costretti a difenderci. Sarà dura. Noi dobbiamo toglierci di dosso la paura, l’ansia e giocare per divertirci e divertire i nostri tifosi, come a Padova. Custodendo con amore il tesoro che ci siamo ritrovati in mano».

La formazione

Chiusura sulla formazione: «Sono in difficoltà, sarebbe facile confermare quella di Padova ma devo riflettere. Quella gara ci ha tolto tante energie nervose e tutti i ragazzi stanno bene. Non posso farne 27 ma al momento non ho idea di chi sceglierò, sto valutando tante cose con molta attenzione».

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