La Triestina calcio tornerà a giocare al Rocco a fine febbraio
TRIESTE La Triestina potrà tornare al Rocco nella seconda metà di febbraio. Avrà un campo perfetto che sarà omologato dall’Uefa. Sarà in erba naturale (non il mix naturale-sintetico), con un nuovo fondo (si scaverà per almeno mezzo metro), con la predisposizione del riscaldamento termo-idraulico. Grazie anche all’utilizzo dei teloni sarà più semplice la manutenzione e diminuiranno i relativi costi.
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Oneri e disagi
Tutti gli attori stanno accelerando e la probabile partita dell’Under 21 azzurra in marzo è un dead-line sui tempi di realizzazione del nuovo manto erboso. Sembra una buona notizia ma solo perché a quelle cattive ci si fa l’abitudine. Un po’ di chiarezza dopo mesi di confusione diventa un punto dal quale ricominciare.
Resta il fatto che la squadra di Tesser dovrà emigrare per 7 gare, che la società del presidente Rosenzweig dovrà sobbarcarsi gli oneri e soprattutto che i quattromila abbonati e gli altri appassionati continueranno a subire danni e disagi.
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Rimpalli e punti fermi
Dopo un mese di settembre con il Comune a rimpallare (e a rimpallarsi) responsabilità, quello di ottobre speso ad uscire dall’impasse, finalmente a novembre si è messo un punto fermo. La manutenzione straordinaria ordinata a suon di quattrini dall’amministrazione e l’impegno esemplare quotidiano degli addetti al campo della società Gramigna non hanno potuto sovvertire quanto si era visto sull’erba il 4 settembre contro il Trento.
Ormai è fatta e sono i cittadini a giudicare. Ora Comune, Regione, Figc e Triestina lavorano assieme per accelerare i tempi. E questo è un fatto positivo.
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Le tappe
Venerdì la Giunta darà l’ok al DIPP (il progetto preventivo), il 20 la Figc presenterà il progetto alla Regione che ha stanziato 1,3 milioni (800 mila circa saranno destinati al Rocco), poi partirà la procedura negoziata (lo strumento più agile nella legge sugli appalti inferiori a 1 milione) per individuare il soggetto che eseguirà i lavori seguendo il progetto definitivo ed esecutivo. Secondo la Figc, cui è stata affidata la gestione dell’operazione, ai primi di dicembre saranno assegnati i lavori. La direzione del progetto è stata affidata a Giovanni Castelli (esperto agronomo di Comune e LegaPro) che sarà affiancato, secondo gli accordi presi dalle parti, da Erminio Sinigaglia quale consulente agronomo della Triestina.
Apertura del cantiere
È verosimile che il cantiere possa aprire prima di Natale, anche se gli inghippi burocratici sono sempre in agguato (norme antiriciclaggio ecc.), il campo dovrebbe essere praticabile dopo 50-60 giorni. Su queste basi la Triestina ha chiesto, ottenendo un sì ancora ufficioso (manca il nulla osta ufficiale), di disputare tutte le partite al Tognon di Fontanafredda fino alla disponibilità del Rocco. Ci sarà forse un’unica eccezione: il derbissimo con il Padova del 22 dicembre. Si sta lavorando sull’ipotesi Udine. Per quanto possa essere una soluzione comprensibilmente indigesta alla tifoseria sembra essere l’unica strada per far partecipare il pubblico a un match così sentito e importante. Poi, una volta incassato l’eventuale sì dell’Udinese, la decisione spetterà alle autorità preposte all’ordine pubblico (l’orario potrebbe anche essere anticipato rispetto alle 20.45).
L’uscita dal tunnel
«Sappiamo bene quanti disagi stanno subendo i nostri tifosi - commenta il Club Manager della Triestina Gianbattista Domestici - ma abbiamo fatto di tutto per uscire da una situazione che abbiamo subito. Verremo incontro agli abbonati negli eventuali play-off e nella prossima stagione». La Triestina si è comportata con determinazione e pazienza per uscire dal tunnel. E anche i tifosi hanno avuto pazienza. Anche troppa.
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