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MOURINHO: “Partita da squadra, siamo uniti. Lukaku? Per fortuna non gli tolgo qualità. Nessun contatto con la proprietà, resto fino al 30 giugno”

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AS ROMA NEWS – Mister Josè Mourinho si presenta davanti ai microfoni dei giornalisti per commentare la prestazione dei suoi calciatori al termine di Roma-Frosinone.

Di seguito tutte le dichiarazioni del tecnico portoghese sulla gara di campionato giocata questa sera all’Olimpico contro i ciociari.

JOSE MOURINHO A DAZN

Sembra di aver rivisto la Roma dell’anno scorso.
“Nel primo tempo abbiamo concesso un paio di buone opportunità, abbiamo una linea difensiva con un ragazzo che gioca con noi da un paio di mesi, c’è stata compattezza difensiva dagli esterni, grande sforzo di Bove e Paredes, anche i due ragazzi offensivi ci hanno aiutato. La squadra è stata squadra, è una cosa che a me piace sempre contro una squadra che di Serie B non ha niente, è una squadra organizzata con giocatori di qualità, mi è piaciuto il Frosinone e anche giocarci”.

Vuole mettersi l’auricolare?
No, sono stanco e devo viaggiare”.

Quarto gol per Lukaku, ritorno al gol per Pellegrini.
“Pensavo fossi il responsabile dei non gol di Lukaku… come minimo nessuno può accusarmi di questo, perché Lukaku segna al Manchester, all’Inter. Romelu è Romelu e fortuna non sono un tecnico capace di togliere qualità a Romelu”.

Cosa l’ha infastidita questi giorni?
“Quello che ho spiegato ieri. Tre mesi fa ero amato, io ero voluto, io avrei causato il panico se fossi andato via. Tre mesi dopo, dopo un un inizio orribile a livello di risultati, ma multifattoriale, capite cosa intendo, qui mi sono infastidito. Oggi sapevo che i ragazzi avrebbero dato dimostrazione che siamo amici e uniti, sono contento che loro abbiano vinto, sono contento perché perdere 4-1 non è mai facile, bisogna essere equilibrati emozionalmente e la struttura mentale per entrare in campo. Non abbiamo mai sentito il mancato appoggio del pubblico, ci hanno sostenuto. Magari qualche ragazzo poteva sentire qualcosa di diverso, in realtà sembrava avessimo vinto a Genova e ringrazio loro (i tifosi, ndr). Dopo la partita non sono rimasto in campo per far godere la vittoria ai giocatori, nei momenti migliori lascio ai giocatori il palcoscenico e la foto”.

Era in campo nel riscaldamento…
“Ma non dopo la partita, io sono fatto così. Per questa gente sono stato sempre un porto sicuro nei momenti difficili, in quelli facili mi sono sempre messo da parte e ho lasciato fare le foto ai ragazzi”.

Oggi erano presente Dan e Ryan Friedkin. Le fa piacere questa vicinanza?
“Di futuro non devo parlare, il futuro è il contratto con la Roma fino al 30 giugno, questo è un compromesso serio come ho spiegato”.

Sente la società vicina?
“Non devo sentire e nemmeno parlare, la proprietà è la proprietà e l’allenatore la deve rispettare senza commentare. Sono contento per loro, anche loro vogliono vincere e sono delusi dal risultato di giovedì. Io lavoro per loro, per i romanisti e per i giocatori”.

Quando recupererà qualcuno?
“Oggi ho visto la Juve e quando Max ha fatto entrare Rugani ho pensato che è fortunato. Noi non abbiamo né Smalling né Llorente, e giovedì non ci saranno. Sarebbe un miracolo averne qualcuno a Cagliari, non voglio essere troppo ottimista. Anche Renato Sanches ci serve, soprattutto quando Bryan gioca dietro perché è uno di corsa. Dobbiamo lottare con quello che abbiamo come oggi”.

JOSE’ MOURINHO IN CONFERENZA STAMPA

Ieri ha parlato molto.
“Oggi poco”.

Ha parlato di “multifattorialità”. Cosa è mancato del fattore Mourinho per ora?
“La mia risposta è stata probabilmente dare ai giocatori uno stato dell’anima perfetto. Perché dopo la frustrazione, dopo la pressione, dopo le critiche, non puoi entrare in una partita come questa solo col cuore, perché se ci entri solo con il cuore non vinci. Per vincere questa partita devi alzare il livello di intensità, devi equilibrare dal punto di vista emozionale. Non devi entrare in campo e prendere un rosso, non devi perdere la testa sullo 0-0. Col punteggio 1-0 per tanto tempo non puoi perdere la testa pensando al cronometro, bisognava cercare di avere quell’equilibrio. Sono riuscito a trasmettere ai ragazzi questo stato dell’anima, poi automaticamente si vince e si fa bene e si perde e si fa male. Penso che l’esperienza del mio modo di sentire questo momento difficile mi abbia fatto entrare bene nella testa dei giocatori. Hanno dimostrato questo, cercare il primo gol quando loro hanno creato due opportunità, non siamo andati nel panico. Abbiamo cercato il raddoppio, sul 2-0 partita finita. Non era il giorno per fare una partita meravigliosa, era impossibile, non c’era freschezza né fisica, né mentale. L’avversario era molto molto bravo, l’ho analizzato prima della partita e mi è piaciuto tanto. Si sentiva la qualità, complimenti a loro”.

Bove può giocare con Cristante e Paredes? Cosa ha Ndicka?
“Evan viene dalla Bundesliga, che è un calcio completamente diverso. Giocava a 3, però è un 3 completamente diverso, con principi completamente diversi. Continuo a dire, e magari qualcuno non è d’accordo, che il calcio più tattico sia quello italiano. Vedo squadre in altri campionati con grandissimi giocatori e solo quei grandissimi giocatori fanno grandi le squadre, perché per il lavoro dal punto di vista tattico l’Italia è il paese più forte. Per un ragazzo come lui non è facile, poi è anche la sua natura. Ha grande qualità, una bellissima gamba sinistra, non è quello di oggi, è veloce, non è un giocatore fortissimo nei duelli individuali, deve migliorare, e dal punto di vista mentale è quello che dicevo ieri, è responsabilità nostra. Un altro che ha bisogno di tempo di adattamento è Aouar, deve conoscere le dinamiche difensive, sono cose per cui ha bisogno di tempo. Al di là di Lukaku che è un giocatore di un livello altissimo, che sa tutto. Quello che dal punto di vista tattico è il migliore è Renato. Gli altri hanno bisogno di lavoro, di tempo e risultati positivi. Questi giorni sono stati duri, sono contento per i ragazzi”.

Ha fatto giocare Dybala tre volte 90 minuti in 8 giorni.
“Giovedì non gioca, è arrivato al limite. Sai perfettamente che se non vinciamo oggi il Colosseo esplode, viene attaccato San Pietro. Non lo farei mai giocare se lui mi dicesse che non ce la fa, mi ha detto l’esatto opposto. Quando è uscito ho detto che decido io, e giovedì non gioca”.

Smalling e Renato Sanches tornano dopo la sosta?
“Spero di sì. Prima della sosta, Renato è no definitivo, per Smalling sarebbe un miracolino arrivare a Cagliari, magari in panchina per aiutarci come ha fatto la Juventus con Rugani gli ultimi minuti. Altrimenti aspettiamo la sosta”.

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