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Danylo, 14enne salvo dalle bombe già in campo con il Città di Vigevano

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la storia

vigevano

Una vita che aveva appena iniziato a costruire nel suo Paese di origine, l’Ucraina, ed una grande passione per il calcio, quello giocato. Poi a fine febbraio è scoppiata la guerra e la vita di Danylo Chornyi, classe 2007, è cambiata improvvisamente. Il giovane è stato costretto a scappare e un mese fa è arrivato a Vigevano, dove la mamma Yulia vive e lavora come badante. Una fuga non semplice che lo ha portato in Italia dopo essere passato da Moldavia e Romania. Arrivato in Italia e finalmente al sicuro uno dei suoi primi pensieri è stato quello di tornare a giocare a calcio, sport che già praticava da ben nove anni in Ucraina, dove era anche iscritto ad una scuola sportiva e seguiva una preparazione specifica anche dal punto di vista calcistico.

«Domenica 3 aprile, durante la gara interna con il Bressana – raccontano dalla segreteria del Città di Vigevano – si è presentato questo ragazzo chiedendo di poter giocare a calcio. Lo ha fatto spiegandosi a fatica, visto che non parlava né italiano né inglese, ma siamo riusciti a fissare un primo allenamento con la squadra Under 15. Adesso si sta allenando con noi quasi tutti i giorni e si è integrato alla perfezione con i nuovi compagni. Gioca davanti, ma non disdegna di passare la palla ai compagni per mandarli in porta».



Uno sport che Danylo ama e nel quale ha buone qualità, anche grazie ad un fisico atletico ed una altezza di un metro e ottanta. Il Città di Vigevano lo ha quindi tesserato con le procedure previste per i rifugiati di guerra che permettono di tesserare i calciatori anche fuori dalle finestre tradizionali, ma richiedono il transfer da parte della federazione ucraina, arrivato giovedì.

«Sportivamente, da quello che ci racconta, c’è un abisso culturale tra la selezione durissima che viene fatta in Ucraina e il clima tutto sommato disteso che vede in Italia – evidenziano ancora i dirigenti della società vigevanese –. A quel punto i direttori sportivi hanno deciso di provare a tesserarlo. Grazie alle procedure rapide della Figc e alla collaborazione della famiglia siamo riusciti ad avere il via libera per mettere in campo Danylo in meno di 72 ore. Purtroppo, i campionati volgono al termine e il ragazzo avrà poche occasioni per mettersi in mostra. Dal nostro punto di vista, accogliere un 14enne che fugge dal suo paese in condizioni più che avventurose e potergli donare un po’ di normalità facendolo allenare e giocare è soprattutto un dovere morale e pratico».

Per Danylo Chornyi, così è iniziata una nuova vita: adesso è stato iscritto a scuola in Italia e frequenta la terza media all’istituto San Giuseppe di Vigevano, dove vive insieme alla mamma nel quartiere Brughiera. Da pochi giorni poi è ufficialmente tesserato con il Città di Vigevano dove venerdì pomeriggio ha preso parte ad una amichevole in famiglia che la società ducale ha organizzato facendo sfidare i propri ragazzi del 2005 e quelli nati nel 2006.

Un primo assaggio di campo e di normalità dopo aver visto l’orrore della guerra ed è stato costretto a fuggire dal suo paese alla ricerca di una nuova vita. —

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