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Triestina calcio, l’Unione a Trento prova ad uscire dal tunnel

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TRIESTE Resettare tutto in tre giorni è certamente difficile. Soprattutto con una situazione infermeria che resta identica, anzi rispetto a giovedì è perfino peggiorata, perché stavolta non vengono neanche convocati Ligi e Ala-Myllymaki e la speranza di recupero di Sakor è come noto tramontata con modalità shock e la rottura del tendine d’achille per il norvegese.

Ma la Triestina ci deve provare. La battuta d’arresto interna con la Pergolettese è stata una brutta mazzata psicologica. E passare in sole due settimane da un possibile assalto al quarto posto a ritrovarsi in settima posizione, minacciata fra l’altro da una Juve molto vicina, è una situazione complicata da vivere. Soprattutto quando anche la condizione fisica, tra valanghe di infortunati e conseguente stress per chi gioca sempre ogni tre giorni, non ti supporta. Ma oggi a Trento (inizio ore 14.30, arbitra Nicolini di Brescia) l’Unione deve davvero essere più forte di tutto e cercare riprendere il cammino.

La quinta posizione è ancora a portata di mano, Lecco e Pro Vercelli si possono ancora agguantare, inoltre c’è da tenere dietro Juve e Piacenza. Insomma c’è ancora molto da giocarsi e Bucchi, alla fine della sua accorata difesa della squadra di giovedì e della spiegazione di quanto sia complicata l’attuale situazione, lo ha assicurato: «Sono certo che a Trento faremo una grande partita e che faremo un ottimo finale di stagione. Siamo in un momento di difficoltà, ma combattiamo, cerchiamo di metterci dietro le scorie delle ultime partite e giocheremo con le armi che abbiamo».

Armi che come detto sono purtroppo ancora limitate. Oltre ai gravi infortuni di Capela e Sakor, che ne avranno per parecchi mesi, ci sono ancora fuori Giorno, Negro, Giorico, Petrella, De Luca e, come detto, anche Ligi e Ala-Myllymaki. In tutto sono nove infortunati. Di fronte ci sarà un Trento che galleggia appena sopra la zona play-out e che con due pareggi ha mosso la classifica dopo due sconfitte, ma in precedenza aveva fermato anche il Padova. Ma come ha dimostrato la Pergolettese, più che il valore dell’avversario, molto dipenderà dalla condizione psico-fisica con cui scenderà in campo la Triestina. La missione è mettere insieme quello che c’è, stringere i denti e farlo rendere al meglio. Con gli stessi effettivi a disposizione e ancora meno alternative in panchina, Bucchi ha pochissime soluzioni. Probabile che ripeta lo schieramento di giovedì con gli stessi uomini o quasi, anche se Galazzi come terzino è un esperimento che forse va rivisto. Solo lanciando il giovane Baldi si potrebbe forse tornare a tre in difesa, dove c’è un unico centrale a disposizione, ovvero Volta, e due terzini come Lopez e Rapisarda. A centrocampo c’è un minimo di scelta in più, con Calvano, Crimi, St Clair, Iotti, al limite Gavazzi se non giocherà in difesa, e forse anche Procaccio se servirà una mezzala. Ma senza Giorno, Giorico e Sakor mancano ancora i costruttori di gioco e la qualità. Davanti, a disposizione Gomez, Sarno, Trotta, Litteri e Procaccio, se si giocherà con il tridente. —

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