Notizie

Udinese, altri cinque contagi: salgono a 12 i giocatori positivi al Covid. Draghi chiama la Figc, ma il calcio va avanti

0 16

UDINE. Il tassametro dei contagi da Covid purtroppo sale in casa Udinese. Il gruppo squadra messo in quarantena dall’Asl e che non ha giocato la partita della Befana a Firenze e non giocherà quella di domenica 9 gennaio al Friuli con l’Atalanta, è ancora in piena emergenza.

Nella serata di venerdì 7 gennaio il club dei Pozzo ha annunciato altre cinque positività che si sommano a quelle accertate dai precedenti test molecolari. Si tratta di quattro giocatori e un membro dello staff. «I membri del gruppo squadra attualmente positivi e, dunque, in isolamento sono 15, 12 calciatori e 3 componenti dello staff», ha puntualizzato l’Udinese proprio nel giorno in cui sull’emergenza Covid nel mondo del pallone è entrato in scena anche il presidente del Consiglio, Mario Draghi.

Draghi

Nessun ultimatum o aut aut che dir si voglia come era in un primo momento trapelato, ma il premier ha chiamato il numero uno della Federcalcio, Gabriele Gravina manifestando tutta la sua preoccupazione per il dilagare della variante Omicron anche nel dorato mondo del pallone, un’impennata dei contagi che ha fatto saltare solo alla Befana cinque partite, tra le quali quella dell’Udinese, ne farà saltare altre nel turno al via il 9 gennaio, con sempre i bianconeri coinvolti e che, peraltro, sta mettendo sul tavolo una preoccupante sovrapposizione di competenze tra il Governo del calcio e le autorità di sanità pubblica come le Asl.

Insomma, Draghi ha voluto capire da Gravina come il calcio intenda evitare un più prudenziale, e per molti inevitabile, blocco dei campionati in attesa che la buriana passi. Gravina ha ricordato all’interlocutore lo stop ai campionati dalla Serie B al calcio giovanile e dilettantistico (la B però ripartirà il 14 gennaio), ma ha anche fatto presente che la Lega Serie A non intende fermarsi, come è stato anche ribadito nella successiva nota diramata al termine dei lavori del consesso dei club.

E qui entra in scena la spinosa questione dell’apertura al pubblico degli stadi. Il presidente della Lega Calcio, Paolo Dal Pino, infatti, ha proposto ai presidenti di prendere in considerazione l’ipotesi di una riduzione spontanea della capienza degli stadi. Niente da fare, i club mettono il veto, timorosi che un ritorno ai tristi mesi degli impianti chiusi sia la conferma del ritorno alla piena emergenza. Ma su questo, sì, Draghi è stato irremovibile con Gravina: se i numeri della pandemia peggioreranno ancora le partite a porte chiuse saranno inevitabili.

Il Governo, insomma, segue di ora in ora con grande interesse la questione calcio e pandemia. Dopo la proposta choc, nel Consiglio dei ministri chiave di mercoledì, di fermare tutto, sarà fondamentale anche in chiave partite fatte saltare dalle Asl, decisioni del giudice sportivo (per oggi sono attese quelle delle gare della Befana) e futuro del pallone che conta in queste settimane, il vertice indetto proprio dal ministro per gli Affari regionali, Mariastella Gelmin per mercoledì. Da una parte i Governi di calcio, ma anchce, novità di ieri, anche basket e volley, dall’altra le Regioni, quindi le Asl.

Serve una strada comune, con regole certe. Per dribblare la pandemia mantenendo la regolarità delle competizioni.

Comments

Комментарии для сайта Cackle
Загрузка...

More news:

Read on Sportsweek.org:

Altri sport

Sponsored