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Triestina calcio, l’Unione lotta ma non sa affondare. A Verona uno 0-0 che serve a poco

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Al Gavagnin Nocini non si passa mai. O almeno è la Triestina a non riuscirci. Quando è andata male le ha buscate. Più spesso finisce in parità. L’Unione di Bucchi è rimasta nel solco della tradizione non facendo gioire la cinquantina di ammirevoli supporter arrivati da Trieste. Anche se stavolta, viste le forze in campo, i tre punti erano alla portata e non solo perché sarebbero stati un toccasana per la classifica. Al netto delle tante, troppe assenze sul groppone di Bucchi, c’è da dire che l’Unione ha fatto la partita. Un approccio agonisticamente intenso, tanti palloni specie nel primo tempo catapultati nell’area striminzita del rettangolo mignon e sconnesso caro a Gigi Fresco. Però, ancora una volta, sono state pochissime le parabole che Giacomel ha dovuto intercettare. E questo non è un punto a favore dell’Unione ma è un difetto costante al quale il tecnico e i giocatori devono rimediare al più presto. Già nelle prossime due gare casalinghe.

FOGA E QUALITÀ C’è poco da dire sull’impegno e l’intensità mostrate a Verona dalla Triestina. Approccio giusto, quello che si chiede a una squadra di C specie quando ha di fronte una compagine rognosa capace anche di qualche colpo a sorpresa. Però la qualità nelle giocate, le verticalizzazioni per le punte, alcuni rinvii, mortificano le qualità tecniche dei giocatori. Così è difficile trovare la via della rete almeno che non nasca da un episodio. E gli episodi non sempre capitano nel corso di una partita.

L’IMPRECISIONE In difesa Capela, pur lottando a sportellate con Pittarello, ha talvolta peccato in precisione. Un’imprecisione che si può perdonare al portoghese meno a Ligi specie quando nella ripresa ha centrato un avversario a terra rischiando di mettere in difficoltà la squadra. E lo stesso vale per De Luca, uomo di esperienza e dal piede educato, che ha fornito un pallone troppo lungo a Litteri per la prima volta dimenticato in campo aperto dai rossoblù a metà ripresa. Sono dettagli che mancano e fanno la differenza. Soprattutto se si guarda la classifica.

L’EMERGENZA Bucchi oggettivamente ha i numeri contati. Fuori oltre ai lungodegenti anche Volta, Di Massimo (con Rapisarda in panchina). Davanti c’è l’esordio del giovanissimo Iacovoni con De Luca mentre sulla linea mediana per la prima volta Lopez spinge da quinto di sinistra e Iotti sull’altro fronte.

PARTENZA FORTE La Triestina parte carica e Lopez anche troppo. Rischia il rosso dopo appena 20”, un giocatore della sua esperienza deve saper contenersi. Galazzi gioca bene come sempre e i veronese se ne accorgono. Una sua conclusione dal limite (7’) viene deviata da un difensore e sfiora il palo. All’11’ buon colpo di testa di De Luca a dimostrazione della pressione alabardata e anche dei buoni movimenti del debuttante Iacovoni (2004). Arma e Pittarello davanti non hanno rifornimenti ma anche l’Unione non affonda. Due punizioni fotocopia di Galazzi impegnano il portiere di casa.

LA RIPRESA Entra Litteri per Iacovoni, la Virtus con Zarpellon a centrocampo alza il suo baricentro e Danti, con una rovesciata velleitaria, grazia la porta di Martinez. Due soli guizzi degli alabardati: un traversone dell’infaticabile Iotti che Rapisarda non riesce a deviare e l’errore di De Luca che serve male Litteri pronto a proiettarsi verso la porta.

Alla fine la Virtus si accontenta e la Triestina non ha la forza per sferrare il colpo del kappaò. È uno 0-0 che serve solo ad accantonare la sconfitta con l’Albinoleffe di sette giorni or sono. Ma è ancora troppo poco.

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