Triestina calcio, esonerato l’allenatore Bepi Pillon. Si punta ad un tecnico giovane ma esperto di C
TRIESTE Bepi Pillon non è più l’allenatore della Triestina.
Nel pomeriggio di domenica 4 luglio, dopo una lunga riunione, Milanese ha comunicato al tecnico (e al suo staff) l’interruzione del rapporto regolato ancora da un anno di contratto che la Triestina dovrà onorare. Anche perché non sarà immediata la possibilità di trovare un accordo vista l’amarezza del tecnico trevigiano. Amarezza più che comprensibile sul piano umano visto che in questi quasi due mesi, tanto è passato dalla brutale esclusione dai play-off subita dalla Virtus Verona, Pillon era convinto di poter restare in sella anche nella prossima stagione. «Dopo la riunione programmatica - si legge nel comunicato della società - si è giunti a malincuore alla conclusione di non proseguire il rapporto di collaborazione con Giuseppe Pillon e il suo staff. A Pillon e ai suoi collaboratori va il ringraziamento per il lavoro svolto per la causa alabardata e un sincero in bocca al lupo per il futuro».
Milanese comunicherà tra qualche giorno il nome del nuovo tecnico. La scelta è limitata a due nomi con questi profili: sarà un tecnico giovane ma già con esperienza nella categoria. I primi rumors che indicano un ballottaggio tra l’ex Carlos França (una decina di partite sulla panchina del Legnano promosso dalla D) ed Emanuele Troise (una stagione in C con il Mantova) non sembrano avere quell’esperienza minima ricercata da Milanese. Ci sarà comunque solo da aspettare un paio di giorni.
Ma perché Milanese ha aspettato oltre un mese nel quale alcuni tecnici di interesse (Diana, Viali) si sono già accasati e nel quale Pillon è stato lasciato in un limbo che ci sta sul piano professionale ma che non meritava sul piano umano?
Gli elementi sul piano tecnico c’erano tutti. Perché alcune scelte e un atteggiamento tattico molto misurato dell’allenatore non avevano portato i risultati sperati. Alla fin fine la scelta della staffetta con Gautieri non si era rivelata azzeccata.
C’era poi, ieri come oggi, un contratto pesante sul piano economico da onorare. Tutto questo tempo è servito per mettere a punto una strategia programmatica con il pieno coinvolgimento del presidente Biasin.
«Mi sono confrontato con Mario a più riprese - dice Milanese - e abbiamo concordato di varare un programma articolato su due anni nella speranza che entro fine estate sia approvata la riforma. Nella prossima stagione puntiamo ai play off tra le prime sei costruendo le basi per affrontare poi l’elite o la B2. Per fare questo si è deciso di cambiare e puntare su un tecnico giovane e ambizioso anche se Pillon mi aveva espresso la volontà di continuare apportando alcune modifiche maturate grazie all’esperienza dei mesi a Trieste. Ma poi è stato proprio Mario a suggerirmi che, valutando le mie perplessità ma rispettando come sempre la mia autonomia, forse era meglio affidare questo progetto a un profilo più giovane. La decisione è mia ma condivisa da Biasin».
Il coinvolgimento del presidente (anche perché è lui a metterci i denari) dunque è stato l’elemento portato a maturazione in questo lasso di tempo. Un intervallo che è costato un’interruzione non certo amichevole con un Pillon che ha sempre dato prova di grande onestà intellettuale.
Da oggi il quadro è più chiaro e logico. C’è un piano di due anni sostenuto da Biasin. Perché tutto decade (investimenti compresi)dal poter partecipare e competere in prospettiva a un campionato nazionale più attrattivo e capace di creare risorse.
La parte tecnica sarà affidata a un allenatore che comincerà l’avventura a Ravascletto in pratica tra una settimana con un nucleo di giocatori che c’è e sarà ritoccato dal mercato. Chiunque sarà il prescelto dovrà essere sostenuto dalla società e non messo in discussione dopo i primi rovesci (sperando che non ci siano). Di Pillon a Trieste resterà il ricordo di un allenatore-gentiluomo, come era già successo nell’ultimo anno a Gautieri. Le vicende calcistiche passano, quelle umane restano. —

