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Pagelle Lazio Milan 3-0

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La netta impressione è che la caduta sia ormai irreversibile: l’incubo del girone di ritorno continua, con una sconfitta umiliante per mano della stessa Lazio reduce dalla sonora scoppola al San Paolo e anche dai 3 gol subiti in casa dal Benevento.

Ora la rincorsa alla Champions League diventa una missione quasi impossibile, soprattutto viste le condizioni psicofisiche di una squadra che sembra smarrita su un binario morto. Una compagine quella rossonera che dovrà ancora una volta, a conferma del quadretto idiallico, aggrapparsi al solito 39 enne svedese. Da tifoso che ne ha viste di tutti i colori continuo irrazionalmente a crederci, ma gli elementi reali su cui basarmi sono davvero sottilissimi.

Da segnalare, anche se non può essere una scusante, l’incomprensibile decisione di Orsato che va a rivedere il netto fallo su Calhanoglu ma convalida comunque il secondo gol di Correa. Speriamo che in qualche modo la società si faccia sentire perché dopo la tiritera dei rigori che è circolata per mesi, è diverso tempo che subiamo senza fiatare.

DONNARUMMA: 6 – Sarebbe anche da 6,5 nonostante i 3 fischioni presi, ma mi rimane qualche dubbio sulla copertura del primo palo in occasione del gol del Tucu che chiude la partita. Le due parate sugli attaccanti biancocelesti, una per tempo, sono comunque notevoli

CALABRIA: 5,5  – Ancora in fase di recupero post infortunio, si sbatte come al solito. Ma la brillantezza non è quella dell’inverno scorso. Comunque tra i meno peggio almeno come spirito

(DALOT: 5,5 – Anche lui ci prova ma quando entra ormai i buoi sono scappati)

KJAER: 5+ – Fatica tantissimo a contenere gli attacchi della Lazio e anche nei tempi di copertura sul primo gol non è preciso

(ROMAGNOLI: 5,5 – Il senso di questo cambio proprio non lo ho capito, a meno che Simon avesse qualche problema fisico)

TOMORI: 4,5 – Terza partita in cui il buon Fikayo mostra poche cose buone e molte cose brutte. Correa lo fa impazzire e lo brucia nell’uno contro uno, che dovrebbe essere la specialità di casa. Speriamo di non aver preso un abbaglio anche su di lui

HERNANDEZ: 5 – Lazzari stravince la sfida su quella fascia. Vista da fuori pare la classica situazione in cui sarebbe il caso di concentrarsi sul lavoro in campo per migliorarsi, ma il soggetto mi pare poco incline a questa pratica

BENNACER: 5- – Indirizza subito la partita verso Formello sbagliando una palla sanguinosa, che apre alla Lazio l’autostrada per colpirci a freddo. Poi cerca qualche spunto dei suoi ma non è mai incisivo né preciso

(TONALI: 5,5 – Come tutti gli altri cambi, avviene quando la festa è ormai finita. Quindi pare inutile accanirmi)

KESSIE: 6+ Unica sufficienza assieme a Saelemaekers e Gigio, lotta fino a che le forze lo sorreggono e sfiora nel finale il gol della bandiera (traversa). Lui lo avrebbe meritato, il Milan molto meno

SAELEMAEKERS: 6 – Buon primo tempo in cui, nonostante Pioli gli rompa i maroni costantemente, si segnala per vivacità e intraprendenza. Sostituito per motivi misteriosi quando altri suoi compagni avevano fatto ben peggio

(DIAZ: 5,5 – Dopo Ibra a Sanremo, potremmo serenamente mandare Brahim allo Zecchino d’Oro, giusto per centrare il double canoro. Facezie a parte, il voto si allinea a quello di Tonali con la stessa motivazione di fondo)

CALHANOGLU: 4 – Purtroppo capitano a lui le due migliori occasioni del primo tempo. Ovviamente le sbaglia. Il resto è semplicemente un disastro. Sicuri che sia il caso di rinnovarlo, per di più alle cifre fuori mercato chieste da lui e dal suo procuratore?

REBIC: 4+ – ‘Chi l’ha visto?’. La sfumatura di valutazione in più rispetto al numero 10 turco è dovuta solo al fatto che non ha sbagliato due palle gol clamorose

MANDZUKIC: 5,5 – Lui ci prova anche ma purtroppo il suo status è quello di quasi ex giocatore. E a noi servirebbe tutt’altro

(LEAO: 5 – Come dite? Che per lui non sto applicando la regola del 5,5 utilizzata con tutti gli altri subentrati? Esatto, confermo. Le pagelle le scrivo io quindi mi accanisco con questo simulacro di calciatore che va contro ogni mio parametro di professionista di livello o anche solo di prospettiva. Passo e chiudo)

PIOLI: 4 – La caduta libera e senza paracadute, iniziata a La Spezia nel mese di febbraio, appare ormai difficile da fermare. E lui, come sempre accaduto nella sua ormai ventennale carriera da allenatore, non trova il modo di invertire la rotta. Sui cambi stendiamo ancora una volta un velo pietoso. Ma parliamo comunque di un dettaglio nel contesto di una gestione disastrosa nel girone di ritorno. Si candida per la titanica impresa di non arrivare nei primi 4 dopo il titolo di campione d’inverno.

FORZA VECCHIO CUORE ROSSONERO (sempre e comunque)

Raoul Duke

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