Spalletti: "La mia prima Roma era una squadra baciata dal sole. Diedi del 'bottiglione' a Dzeko, Sabatini un genio, con Totti ci rincontreremo"
SKY SPORT - Nella Roma c'è stato un primo Spalletti , quello a cui gli si riconosce la ' genialata ' di aver spostato Totti centravanti e Perrotta trequartista dietro di lui e il merito di aver vinto l'ultimo trofeo del club giallorosso, la Coppa Italia 2007/08. Poi c’è stato lo Spalletti -bis , ricordato non tanto, o non solo, per aver raggiunto il record di punti conquistati nella storia della Roma (87 punti), per aver permesso a Dzeko di diventare il capocannoniere della Serie A di quella stagione (2017/18), quanto piuttosto per la rottura del rapporto con Francesco Totti che proprio in quell'anno disse addio al calcio giocato. Il tecnico di Certaldo, passato in seguito all' Inter , ha raccontato, tra le altre cose, anche della sua doppia esperienza giallorossa ai microfoni dell'emittente satellitare, durante il quotidiano appuntamento con ' Casa Sky Sport ', dove ha dichiarato:
Video-messaggio di Sabatini : Spalletti è un genio. Le cose che ha fatto nel calcio, 130 punti alla Roma, poi anche all’ Inter . Un brandello di follia nel genio c’è sempre. Adesso si è ritirato nella sua campagna in Toscana e sarà pedinato dai ricordi nel calcio. Gli auguro di tornare presto per trovare una soluzione. Ha trasformato Nainggolan , avvicinandolo alla porta 30 metri più avanti. Riusciva in blocco a giocare nella squadra avversaria. Un genio. Ha capito subito Emerson Palmieri, lo ha fatto giocare immediatamente.
"Mi sono alzato in piedi per lui. E’ un vero genio lui, un grande professionista, è un grande amico. All’inizio ci siamo un po’ annusati come gli animali randagi, si fa per capire chi si ha davanti. Poi è stata un’amicizia totale, fatta di professionalità e di stima. Ognuno di noi sapeva di avere davanti uno più malato di calcio. Passavamo notti intere a parlare di calcio e di calciatori. Se Marzullo avesse pensato a noi gli avremmo dedicato nottate di trasmissioni".
Record di punti alla Roma e poi siete andati all’ Inter . Due geni possono convivere…
"Lui ha un’ironia sottile, dice le cose con una sintesi che sa fare solamente lui. Se il calcio fosse un film, lui sarebbe il regista. Ricordo nel mercato invernale nel 2015/16, senza soldi, lui riuscì a portarmi Perotti ed El Shaarawy . Fondamentali per sterzare e far bene nelle successive. Aveva rispetto del mercato e perfetta conoscenza del mercato".
Ha fatto fare il falso nove a Totti , a Perotti , ha alzato Perrotta. Dove vede quello che gli altri non vedono?
"Per quanto mi riguarda cerco sempre di rendere protagonisti i calciatori. Si va a difendere quello che riguarda il club, ma loro sono i protagonisti assoluti. Si va a dialogare con loro, si va a sentire quello che dicono, perché parlano in modo corretto. Ormai sono tutti nella loro realtà e vogliono far bene e creare un marchio nella storia calcistica. Io lì ho tentato di vedere quelle che fossero le loro capacità. Perrotta partiva mediano, lo vedevo nel Chievo che sapeva inserirsi. Assomiglia un po’ a Vecino, che però ha bisogno di uno spazio definito ed è difficile che possa cambiare idea perché ha il passo lungo. Perrotta riusciva ad abbinarci altre situazioni alla scelta fatta all’inizio. Tutt’e due sanno finalizzare bene le azioni. Nainggolan uguale. Per farlo ci vuole lo spazio dentro l’area di rigore da usare, con lo zero lì davanti. Lo zero era Totti , che non si faceva mai trovare dai difensori avversari. Andava a mettersi dove non era prendibile e gli spazi venivano da riempiti da lui. Si ascoltano i loro comportamenti negli allenamenti".
Lei ha cambiato la Roma. Lione, Madrid e così via. Com’è nata la sua prima Roma?
"Era una squadra baciata dal sole di Roma. Fatta di calciatori che si passavano la palla senza mai mettere in difficoltà il compagno. Il modo in cui devo dartela è come la vorrei ricevere. Sono i molti passaggi facili che vanno a buon fine fanno la differenza per giocare bene come quella squadra lì".
Video-messaggio di Pizarro: Io ho tanti amici a Firenze, quindi ti faccio una domanda. Un giorno ti piacerebbe allenare la Fiorentina con il progetto importante che ha in testa Commisso? Un bezo, te quiero mucho
"È stato un giocatore che nella mia carriera mi ha dato una mano fondamentale perché Pizarro è sempre online, è il giocatore che tiene sempre la squadra connessa.Me lo aveva portato Gino Pozzo all'interno degli spogliatoi a Udine e quando l'ho visto è stato mi sono detto 'Chi mi ha portato?' Poi quando l'ho visto nella prima partitina che ha fatto è stata una roba incredibile. Avrà toccato 2000 palloni, sembrava che avesse giocato sempre con quella squadra. Il rispetto che riusciva a prendersi in 10 minuti dalla squadra e dalla partita, per il modo di giocare, era un qualcosa di eccezionale. Anche alla Roma ha fatto partite di un livello forse anche troppo generoso per certi versi. È un calciatore un po' simile a Brozovic, che vuole toccare tutti i palloni. A volte non è possibile, sopratutto a questo livello che si ritagliano quello spazio da metodista davanti alla difesa. Loro fanno questi 50 metri per poterla ritoccare e poi disperdono di freschezza da poter usare in altri momenti della partita. E’ un elemento eccezionale nello spogliatoio, è un amico unico per tutti i compagni. Canta benissimo, quando sono arrivato in Serie A andavamo a partecipare al peso di squadra. Un chilo era 10 euro di multa e così via. Pizarro, prima di montare sulla bilancia, cercava sempre il consenso dei campagni. Prima di salire diceva di non essere pronto, scendeva e si tagliava le unghie o la barba. Poi quando saliva ed era nel peso giusto c’era il boato della squadra e lui si metteva a cantare. Poi lui andava nel suo armadietto e prendeva un vassoio di mignon di crema e cioccolato, le offriva e poi ne mangiava 4 davanti a me perché tanto era nel peso".
La Roma 2016/17 è stata la rosa più completa che abbia mai allenato?
Era una formazione fortissima, che aveva la qualità di passarsi bene la balla, aveva giocatori estrosi e campioni. Salah , Nainggolan , Strootman ... Non è facile trovare così tanti campioni. Con Dzeo davanti puoi giocare qualsiaisi calcio. Di solito si dice che bisogna mette in condizione il giocatore per sfruttare le proprie caratteristiche, con lui diventa difficile capire il modulo che esprime meglio, perché lui fa vedere che che si può segnare 30 gol, facendone sengare 30 ai compagni di reparto. Il suo è un calcio totale: sa fare gol, sa attaccare la porta, sa fare il regista, sa tenere palla, sa andare in profondità... Ho un rapporto con quasi tutti i calciatori che ho allenato, forse il suo limite è che si è accontentava delle grandi giocate che faceva. Mi ricordo che aveva segnato due gol e poi nella riunione di inizio settimana io cercavo di stimolarlo e fai bene si dice, se giochi male si sta zitti e non si stuzzica. Io lo andai ad attaccare un po’ e lui mi rispose in maniera seria, perché aveva un grande carattere. In dei momenti era meno esecutore, si accontentava magari di due gol nella partita precedente quando poteva farne altri due. “Ieri mi sembravi un bottiglione da due litri di acqua minerale” gli dissi in quella riunione, De Rossi glielo ha spiegato e lui si è irrigidito e mi ha messo timore (ride, ndr).
Video-messaggio di Aquilani: Mi hai fatto crescere. I 5 anni con te sono stati fondamentali per la mia carriera. Sono anni dove abbiamo vinto, abbiamo perso, dove ci siamo divertiti, abbiamo sofferto, ma sono stati anni bellissimi. Ma che pensavi che stessi facendo quando mi hai suonato quella volta all'una di notte a casa?
"Io sono stato 7 anni alla Roma, ho consumato molto tempo nelle stesse società. Si va ad avere una confidenza che va oltre. Si instaura un rapporto, si mettono le mani in delle cose profonde standoci molto tempo. Con lui avevo confidenza, perché era un ragazzino ed era uno dei belli della squadra. Fai la bella vita, gli dissi “guarda che ogni tanto vengo a trovarti”. I calciatori poi raccontano quello che succede, allora sono andato, così poteva mettere al corrente anche gli altri componenti. Se vuoi sapere chi cercavo era Sabatini , perché ci poteva essere anche lui (ride, ndr).
Totti ha detto che con lei c’è stata una fase 1 ed una fase 2. Nella seconda il rapporto si è rotto. Cos’è successo?
Penso di essere stato sempre lo stesso in entrambe le fasi. E’ chiaro che le due hanno richiesto un atteggiamento differente. Io con Francesco penso di avere avuto un buon rapporto, poi, come dicevo prima, per me contano i risultati della squadra. Devo passare di lì, c’è il sentimento degli sportivi davanti, e devo trovare ciò che mi fa avere una classifica importante. La Roma meritava di essere sempre in Champions League . Sono successe delle cose che hanno determinato i miei comportamenti, ma sempre mettendo davanti il bene della squadra. Auguro a Totti di fare una grande carriera da manager, perché mi sembra di aver letto che si è messo a fare il procuratore. Lo incontrerò sicuramente perché è il nostro lavoro.
La frase “Uomini forti destini forti, uomini deboli destini deboli” da dove è nata?
Ha avuto davvero un riscontro particolare, ora si cercherà di metterla più in evidenza perché merita una cornice. Mi ha fatto piacere vedere un medico in un ospedale, con la tuta ermetica, che si è scritto dietro questa frase. Mi ha riempito di orgoglio e di piacere. E’ una frase che si cerca, che rende subito l’idea a chi ascolta. Secondo me si spiega da sola. E’ venuta come tante altre frasi che noi allenatori mettiamo davanti ai calciatori.
Ci lascia con un altro aneddoto della sua carriera?
"Qualcuno l’ho detto in tutte le salse quando ho parlato con gli altri allenatori. Spesso negli spogliatoi facciamo regole, ma poi ci sono sempre le scappatoie. Noi dicemmo di non poter usare il telefono negli spogliatoi. Ormai si usa, ma una volta si cercava di evitarlo. C’era la multa sia se il telefono suonava e sia se uno avesse risposto. Erano due multe diverse. Io ero lì davanti e l’ho visto, lui ha tirato fuori il portafoglio, prende la cifra e mi da i soldi, poi ha risposto: “Pronto amore, stasera ceniamo insieme?”. Non pensavo che qualcuno si sarebbe permesso di rispondere davanti a me, invece lo ha fatto e sono rimasto allibito. Meglio non dire chi è, ma è stato geniale".

