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Vigevano per tre giorni capitale degli scacchi con chessboxing e il “mitico” Rey Enigma

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Chi l’ha detto che gli scacchi sono un gioco noioso, lento, da tavolino? Se qualcuno ne fosse ancora convinto, cambierà idea passando da venerdì a domenica nella Sala del duca del Castello.

Perché in quei tre giorni gli scacchi diventeranno una sorta di “festa in piazza”, un’allegra rassegna che coinvolgerà non solo gli appassionati, ma tutta la cittadinanza. L’occasione è un torneo riservato ai ragazzi con meno di diciotto anni, che in Italia sono il cuore del movimento: la metà, infatti, dei circa 16mila tesserati alla Federazione scacchistica italiana (Fsi) sono minorenni. E l’Associazione scacchistica vigevanese guidata da Gianluca Melino ha avuto l’idea di organizzare una competizione soltanto per loro, invitando giovani giocatori da tutta Europa, Ucraina compresa, e anche da Argentina e Angola.

Aiuti alle promesse

Oltre ai consueti premi, saranno assegnate sette borse di studio per aiutare i giovani più promettenti a continuare la carriera scacchistica nel prossimi futuro. Al torneo sono state associate, grazie al contributo del Comune di Vigevano e alla collaborazione con Lions Ticinum Vigevano e Rotary Mede-Vigevano, altre manifestazioni che coinvolgeranno tutta la città.

Venerdì, alle 21, in piazza Ducale, spazio alla spettacolare disciplina degli scacchi pugilato, detta anche chessboxing. Di che cosa si tratta? I due contendentisi sfidano su un ring prima in una partita a scacchi "rapida", alternata con riprese di pugilato. Vince chi per primo darà scaccomatto, costringerà l'avversario all'abbandono oppure riuscirà a dare ko o a metterlo alle corde.

Titoli in palio

La regola vuole che le riprese, di tre minuti ciascuna, siano dispari, di solito undici, e che gli scacchi ne prevedano una in più del pugilato. Non è difficile immaginare lo spettacolo che possano offrire due pugili che, dopo un gancio o un montante, suonata la campanella si rimettano seduti a giocare a scacchi per poi, al giro dopo, tornare a darsele di nuovo di santa ragione. A Vigevano saranno in palio un titolo europeo e un titolo italiano, e ci sarà anche una sfida tutta al femminile. Il sabato sarà dedicato alla tradizione. Alle 21, sempre in piazza Ducale, sarà rappresentata teatralmente una partita di scacchi viventi da un’idea del regista Salvatore Poleo: attori e figuranti metteranno in scena una storia inedita in costumi quattrocenteschi.

Ma il clou è previsto domenica, quando a Vigevano sbarcherà Rey Enigma. Chi è?

Il personaggio misterioso

Si tratta di un personaggio misterioso, una sorta di “supereroe” scacchistico, che circa 18 mesi fa ha iniziato a girare in lungo e in largo la Spagna sfidando i passanti a batterlo a scacchi, naturalmente a tempo veloce, “lampo” come si dice. La sua figura enigmatica ha molto contribuito a una nuova popolarità degli scacchi nel Paese iberico. Ha poi messo in palio la sua identità in un programma televisivo spagnolo di prima serata a dicembre, in una sfida contro l’ex campione del mondo Anatoly Karpov, ma è riuscito a salvarsi ottenendo una patta. Oggi Rey Enigma è uno dei commentatori on line di scacchi, più popolari a livello mondiale. Sotto la sua maschera si nasconde quasi certamente un giocatore spagnolo molto forte, ma nessuno sa davvero chi sia. A Vigevano poi, in questa tre giorni, ci sarà spazio anche per la cultura perché, come si sa, parlando di scacchi si può parlare di tutto. Sabato e domenica sono previste tre conferenze nella Sala dell’Affresco. Nello specifico, sabato dalle 15 alle 16.30, lo psicologo e psicoterapeuta Ivan Giacomel parlerà del tema “Ludopatia, cheating e scacchi” e subito dopo, dalle 17 alle 18.30, Pietro Leali affronterà il tema “Autismo e scacchi”. Ambedue le conferenze saranno moderate da Luca Filighera. Infine, domenica, è previsto l’incontro “Gli scacchi: tra arti classiche e pop culture”: dalle 10.30 alle 12 Giulio Savy per “La Barriera” interverrà con il moderatore Roberto Lino, in rappresentanza della cooperativa sociale Igea. Insomma, per un fine settimana Vigevano diventa la capitale degli scacchi mescolando la festa alla cultura, con il condimento dell’ironia, del divertimento e della semplice gioia di giocare. E gli organizzatori sono pronti a giurare che, dopo questa manifestazione, nessuno più oserà dire che gli scacchi sono “noiosi”.

De Agostino

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