Pallacanestro Trieste, coach Legovich: «Un po’ di luce, il lavoro paga»
TRIESTE. «Finalmente un po’ di ossigeno». Marco Legovich, coach della Pallacanestro Trieste, assaporta il primo dopogara sereno. Il successo all’overtime a Napoli ha eliminato quello sconfortante zero in classifica, ha permesso di riagganciare ma soprattutto ha portato uno spicchio di luce dopo quattro giornate di buio pesto.
«Sono contento per il gruppo dopo che nel corso dell’ultima settimana abbiamo fatto di tutto per dare una svolta. Abbiamo lavorato duro e ringrazio lo staff tecnico e i preparatori, anche la società si è fatta sentire, abbiamo esaminato video di squadra e individuali, abbiamo parlato singolarmente con i giocatori. Uno sforzo che ha prodotto un risultato ma se adesso ci cullassimo sull’impresa al PalaBarbuto commetteremmo un errore colossale. Questo deve essere un punto di partenza. Abbiamo fatto qualcosa di buono? Bene, non buttiamolo e vediamo di fare ancora meglio».
Però, ammettiamolo, il primo quarto ha fatto tenere la riproposizione delle ultime sconfitte. I primi cinque minuti di difesa non brillante...
Prego?
Di non difesa.
Appunto. C’era difficoltà a collegare gli sforzi in una logica comune, c’erano invece azioni dove ad esempio tre coprivano e due giravano a vuoto.
Con la zona mista le cose hanno cominciato a girare.
Era necessario trovare continuità difensiva. Il ricorso alla zona era nel piano partita ma, attenzione, io non sono uno di quelli che pensano che sia una sorta di ciambella di salvataggio quando non si riesce a fare altro. Per fare una zona decente servono intesa, coesione, capacità di leggere gli attacchi avversari. Volevamo rallentare un po’ il ritmo della Gevi. I giocatori hanno risposto bene e la crescita della tenuta difensiva ci ha dato quella fiducia di cui avevamo bisogno per migliorare di conseguenza anche in attacco. Si è rivisto il contropiede e soprattutto abbiamo perso solo sette palloni in 45 minuti.
Abbiamo visto Bartley portare palla e meno anarchico tatticamente rispetto ad altre volte.
È in grado di aiutare il play, è un tipo di giocatore che rende meglio con la palla in mano. Quando Davis viene pressato a tutto campo, Frank può rappresentare un valido aiuto. Ma è utile in tante cose. Difende con intensità, ad esempio, e aiuta a rimbalzo.
Deangeli decisivo per dare la scossa nel secondo quarto.
Venivamo da una settimana difficile. Eravamo 0-4 in classifica, avevamo perso due gare di fila in casa. Un giocatore straniero può considerarli incidenti di percorso, un elemento triestino invece ha vissuto questi giorni come li ho trascorsi io: soffrendo. Lodovico con rabbia e orgoglio ha reagito da vero capitano, conquistando sette rimbalzi in un solo quarto. Deve prendere fiducia da queste note positive.
Un pieno di fiducia che serve un po’ a tutti, in realtà.
Pacher finalmente ha tentato il tiro 11 volte. Riflettevamo insieme che cinque tentativi, come aveva fatto contro Tortona, erano troppo pochi in 30 minuti sul parquet. Ha creduto nella sua capacità dai 6,75. Le tre bombe confermano che può aiutarci ad alleggerire la pressione difensiva sugli esterni dall’arco.
Spencer, al confronto, ha una gelida manina...
Nella prima parte della gara non ha giocato bene ma si è riscattato con tre giocate risultate decisive: un alley-op, una schiacciata e soprattutto quel rimbalzo offensivo sul libero fallito da Bartley che ci ha regalato un possesso d’oro. Non sarà mai una macchina da punti, d’accordo, ma ci sono margini su cui lavorare.
Domenica ricevete il Banco di Sardegna, poi il campionato si fermerà per gli impegni della Nazionale per poi riprendere con la trasferta a Milano. In sintesi, dopo la gara di domenica ci sarebbe la finestra di tempo ideale per pensare a qualche intervento o correzione nel roster.
Io penso alla partita di domenica che non sarà semplice perchè Sassari possiamo considerarla per valore appena dietro le grandi. Mi occupo di lavorare in palestra e lo faccio con questo gruppo. Qualsiasi altra considerazione compete alla società.

