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Atp Barcellona, Jodar: “La pressione se vogliono la mettono gli altri, non io”

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C’era tanta curiosità nel vedere all’opera il nuovo Rafa del tennis spagnolo, Jodar. Il ragazzo di 19 anni che ha vinto a sorpresa a Marrakech si è confermato alla grande contro un Munar menomato che soprattutto al servizio si vedeva sofferente. Ciò non toglie nulla tuttavia alla prestazione maiuscola del giovane talento diciannovenne.

In sala stampa, il ragazzo si è presentato con un’aura di calma veramente incredibile aver solo diciannove anni e dopo il suo primo match di livello in un torneo storico come il Godò a Barcellona, che è un po’ l’università del tennis iberico, anche in virtù della propria storia e palmares.

DOMANDA: La vittoria nel tuo primo match a Barcellona: con quali sensazioni esci da questa partita?

JODAR: Le sensazioni sono state molto buone. Sono molto contento per la mia prima vittoria qui a Barcellona. La verità è che era un avversario duro, pensavo che sarebbe stata una partita difficile, ma sono davvero molto soddisfatto della vittoria.

DOMANDA: Questo è il tuo primo anno nel circuito professionistico. Hai già giocato, credo, otto tornei e stai esprimendo un livello piuttosto alto, sia sul cemento sia sulla terra battuta. Ti sorprende che in appena quattro mesi tu stia giocando così bene e stia scalando così tante posizioni nel ranking? Oppure sapevi che, con il livello che hai e la fiducia che avevi, sarebbe stato solo questione di tempo?

JODAR: Alla fine sapevo di stare facendo le cose molto bene. È tutto una sfida, perché questo è il mio primo anno nel circuito professionistico, ma le cose stanno andando molto bene. Mi sto divertendo in campo, che credo sia la cosa più importante. E so anche che c’è ancora un grande margine di miglioramento, sia sulla terra sia sul cemento. Alla fine penso che si tratti di lavorare poco a poco e di prendere fiducia nelle partite e, soprattutto, nei primi turni dei tornei, che sono sempre un po’ più difficili. Però mi sento molto bene, quindi andiamo avanti passo dopo passo.

DOMANDA: Ti volevo chiedere, Rafa, se nella gestione della pressione senti che ci sia su di te una certa aspettativa, dopo aver vinto un titolo a Marrakech poco fa. La percepisci? Ti influenza in qualche modo?

JODAR: No, alla fine non mi metto nessuna pressione, non mi pongo nessun obiettivo. Credo che bisogna andare poco a poco. Devo seguire il mio percorso, non mi paragono a nessuno, né ad altri spagnoli né ad altri giocatori. Penso che ognuno debba seguire la propria strada e che io non debba aggiungermi pressione extra. È quello che cerchiamo di fare anche nel mio ambiente più intimo, con la mia famiglia e i miei amici. Non bisogna caricarsi di pressione inutile, perché alla fine credo che questo non porti a nulla.

DOMANDA: Ciao Rafa, buonasera e benvenuto al Real Club de Tenis Barcelona. Anche se oggi hai debuttato, sei già qui da qualche giorno. Ti volevo chiedere come stai vivendo l’ambiente, l’affetto della gente, se lo stai sentendo e com’è stata finora la tua esperienza sotto questo aspetto.

JODAR: Sta venendo fuori una settimana molto bella. È la mia prima volta qui al Godó e la verità è che oggi l’atmosfera in campo è stata incredibile. Mi sono sentito davvero molto sostenuto. Dovevo giocare contro Jaume, che è anche lui un tennista spagnolo, quindi era un derby. La verità è che mi sono trovato bene, sia all’inizio della partita sia quando poi sono riuscito a chiuderla. Ho sentito tantissimo il sostegno del pubblico. Era il mio primo match in Spagna in un torneo ATP e la verità è che è andata molto bene. Sono molto contento di come mi hanno trattato.

DOMANDA UBITENNIS: Complimenti per la tua prima vittoria. Circa un anno fa eri intorno alla posizione numero 900 del ranking, mentre adesso sei più o meno intorno alla 50. In questo anno hai giocato contro giocatori di livello molto diverso. Quali sono stati gli insegnamenti principali? E quali sono le differenze più importanti nella palla che ricevi e nei colpi con cui devi confrontarti?

JODAR: Alla fine credo che tutti giochino molto bene. Qui sono tutti molto professionali, fanno le cose nel modo giusto. Stiamo parlando dei migliori giocatori del mondo, quindi alla fine bisogna fare tutto molto bene per portare a casa una vittoria. E bisogna anche dare valore al fatto che è davvero difficile vincere una partita qui, quindi sono contento di aver ottenuto la mia prima vittoria in un torneo ATP in Spagna. Alla fine la differenza si sente. L’anno scorso venivo da partite contro un altro tipo di giocatori, il ritmo di palla e tutto il resto si nota. Bisogna essere molto più preparati. Però credo di starlo gestendo bene.

DOMANDA: Oltre alle vittorie, bisogna considerare anche il modo in cui le stai ottenendo e il livello di gioco che stai esprimendo, con quei colpi con cui riesci a mandare fuori giri l’avversario. In questo senso, senti che le aspettative intorno a te si stiano alzando un po’? Anche se tu non ti poni obiettivi di ranking per quest’anno, l’ambiente intorno a te potrebbe farlo. Pensi che queste aspettative siano destinate inevitabilmente a crescere?

JODAR: Alla fine le aspettative non me le pongo io, possono esserci anche quelle che mi mettono gli altri. Ma quello che devo fare è cercare di restare concentrato su me stesso, sul mio percorso, e provare a migliorare poco a poco. Non credo di dover pensare adesso alle aspettative. Cercherò di concentrarmi, come dico sempre, su me stesso e di continuare a essere quello che sono. Resto la stessa persona, al di là dei risultati che ottengo, e cerco di non guardare troppo a tutto questo discorso delle aspettative.

DOMANDA: Ciao Rafa, complimenti per la vittoria. Tra quanto sei giovane e quanto sei forte, praticamente da quando ti abbiamo visto comparire in scena ti abbiamo visto solo vincere. Non ti conosciamo in una situazione diversa da quella in cui le cose ti vanno bene. Ti volevo chiedere se c’è stato qualche momento nella tua carriera in cui hai attraversato un periodo negativo, quattro sconfitte di fila, un mese storto, una tournée non positiva… o persino se hai mai dubitato del fatto che saresti davvero diventato un tennista professionista, oppure se finora è sempre andato tutto alla grande.

JODAR: Alla fine le cose sono andate molto bene, sia quest’anno nel circuito professionistico sia l’anno scorso. Però ci sono sempre momenti meno buoni. Non direi momenti brutti, ma sicuramente momenti meno positivi, e credo che siano proprio quelli in cui si impara di più, perché alla fine ti rendono più forte. Il campo ti porta a riflettere su come giocare contro questo tipo di avversari. E so che la stagione è lunga, che bisogna giocare molti tornei, e ci saranno momenti in cui forse le cose non andranno così bene. Speriamo di no, ma sarò pronto ad affrontare quel tipo di momenti e di situazioni nel miglior modo possibile. E, come dico, cercherò di far sì che quei momenti mi rendano più forte.

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