ATP Montecarlo, Alcaraz: “Tra me e Sinner non c’è mai un favorito”
È un sorriso che non nasconde le emozioni, ma che non svela ulteriori dettagli. Soprattutto in vista della finale. Carlos Alcaraz arriva in conferenza stampa dopo la semifinale vinta contro Valentin Vacherot e guarda già avanti, verso la finale del Rolex Monte-Carlo Masters contro Jannik Sinner. Una partita che tutti aspettavano, la prima del 2026 tra i due dominatori della stagione.
“Il piano tattico? Non lo dirò qui”, sorride lo spagnolo. “Sarà il 17° match con di lui (in realtà sarebbero 18 considerando Alicante, ndr), lo conosco molto bene. Ho visto tutte le sue partite in questo torneo, so cosa ha migliorato e cosa sta facendo benissimo. Parlerò con il mio team e prepareremo la partita nel modo giusto, ma niente spoiler”.
Poi dopo il match 20 minuti in campo insieme a Samuel Lopez e tutto il suo team, lasciando intravedere il lavoro dietro le quinte: “Appena uscito dal campo, ho visto Samu che mi ha detto che aveva bloccato un campo e ho fatto qualche minuto di allenamento. Non ho colpito la palla come volevo, soprattutto al servizio nel finale. Volevo uscire dal campo con sensazioni migliori per domani”.
“Sulla terra mi sento più naturale, ma contro di lui non conta”
Il tema inevitabile è la superficie, la terra battuta che sulla carta dovrebbe favorirlo. Ma Alcaraz non cade nella trappola. “Sì, sulla terra mi sento più naturale, più a mio agio per il mio stile di gioco”, ammette. “Ma questo non significa nulla contro di lui. Il livello che sta mostrando qui è altissimo. Il fatto che giochi meglio su cemento o erba non vuol dire che sulla terra giochi male”.
E soprattutto: “Posso perdere contro di lui su qualsiasi superficie, in qualsiasi torneo. So che dovrò essere pronto e giocare il mio miglior tennis se voglio batterlo”. Nessuna gerarchia, nessun favorito: “Tra me e Jannik non c’è mai un favorito. Dipende sempre da chi gioca meglio quel giorno. Sono davvero curioso di vedere chi sarà il migliore domani”.
“La nostra rivalità alza il livello: la gente aspetta queste partite”
C’è poi uno sguardo più ampio, quasi generazionale. Perché il duello tra Alcaraz e Sinner non è più solo una partita, ma una tendenza del circuito che si tramuta in un dato: negli ultimi 24 tornei in cui hanno partecipato per ben 23 volte, quel torneo è stato vinto da uno dei due.
“Non ne parliamo molto tra di noi, ma qualcuno scherza su questa cosa”, racconta lo spagnolo. “Negli ultimi tornei vinciamo quasi sempre io o lui. È una bella sensazione vedere la nostra continuità”. E ancora: “Ogni volta che ci affrontiamo, alziamo il livello al massimo. Penso che la gente aspetti proprio questi incontri”.
Ma senza illusioni di invincibilità: “Non siamo supereroi. Se questa è la prima sfida del 2026 significa che entrambi abbiamo perso prima, nei tornei precedenti. Anche gli altri ci stanno raggiungendo”. La chiusura è il punto esclamativo in questa conferenza stampa che riassume il senso profondo della loro rivalità: “Ogni sconfitta è un’opportunità per imparare. Io e Jannik torniamo sempre migliori dopo aver perso“.

