WTA Miami, Eala: “Ho visto la povertà da vicino, non do nulla per scontato”
Un anno fa, di questi tempi, Alexandra Eala batté una dietro l’altra: Ostapenko, Keys, Badosa (per ritiro) e Swiatek prima di arrendersi in semifinale a Pegula, ma solamente al termine di due ore di incessante lotta. Un torneo magico, il Miami Open 2025 per la ventenne delle Filippine, che da quell’incredibile cavalcata è diventata un’assoluta icona nel suo Paese. Dopo aver fatto il proprio ingresso in maniera dirompente nel tennis di alto livello, ma in più in generale in quello dei grandi – lei che è stata campionessa Slam juniores, trionfando a New York nel 2022 – la classe 2005 di Quezon City ha visto nel resto della sua stagione un solo altro risultato degno di nota nel circuito maggiore: la prima finale della carriera, persa sull’erba di Eastbourne per mano di Maya Joint.
Tuttavia, Alexandra è ripartita alla grande nel 2026, subito col botto grazie alla semifinale raggiunta ad Auckland. Poi è stato durante lo swing mediorientale che ha dato ulteriore prova del suo momento di forma con i quarti ad Abu Dhabi, ripetuti anche nel ‘1000’ di Doha con tanto di vittoria su Paolini all’esordio: è stata sconfitta, rispettivamente, solo da Alexandrova e Gauff. Ad Indian Wells, si è resa comunque protagonista di un ottimo percorso: impreziosito dal successo su Gauff, anche se quest’ultimo giunto per ritiro. Eala ha ceduto il passo soltanto negli ottavi, eliminata dalla futura semifinalista Noskova. Si è dunque presentata dinanzi alla salatissima cambiale da difendere nel migliore stato di forma possibile, come hanno confermato le vittorie su Siegemund (nel tie-break perso con la tedesca ha avuto la bellezza di quattro set point) e Linette.
Adesso il prossimo ostacolo fa crescere ulteriormente il livello di difficoltà, l’obiettivo è battere Muchova per continuare il proprio viaggio in Florida. In attesa di rivederla all’opera, vediamo cosa ha dichiarato in conferenza stampa la n°29 WTA e trentunesima testa di serie dell’evento.
D. Al prossimo turno affronterai Karolina Muchova. Quali sono i tuoi pensieri sul giocare contro di lei?
Alexandra Eala: “Sono davvero entusiasta di poterla affrontare. Ad essere onesta, non ho ancora avuto modo di pensare alla prossima partita. Ero unicamente focalizzata sul match odierno. Ovviamente parliamo di una grande giocatrice, che tra l’altro in questo periodo sta anche giocando molto bene e ottenendo risultati importanti. Mi ricordo, un paio di anni fa, di aver visto la sua finale a Parigi. Rimasi molto impressionata dal suo livello di gioco. Essermi data l’opportunità di poter competere contro di lei, aver potuto acquisire questa posizione, è un privilegio enorme. Sarà sicuramente una bella sfida“.
D. Parlando della partita di oggi [ieri, ndr] con Magda, volevo chiederti nello specifico del tie-break del secondo set. Una frazione dove sei stata avanti di un break. Considerando il momentaneo vantaggio perso, con quale mentalità hai approcciato il tie-break?
Alexandra Eala: “Prima del tie-break, mi sono semplicemente detta di essere coraggiosa e di fare tutto ciò che era in mio possesso. Non posso controllare come sta giocando la mia avversaria, ma posso fare di tutto per cercare di esprimere al meglio il mio tennis. Karolina nel secondo set ha alzato sicuramente il livello, a quel punto ho cercato unicamente di concentrarmi sui miei colpi, che per fortuna si sono rivelati efficaci“.
D. Durante quest’edizione del torneo, sono certo che avrai notato la presenza di numerosi animali domestici, in particolare gatti e cani. Ti piacciono gli animali? Cosa pensi dei tuoi colleghi che portano con sé, nelle trasferte del circuito, i loro animali domestici sul posto?
Alexandra Eala: “Personalmente non ho mai avuto un animale domestico. Ma ritengo sia fantastico per i giocatori avere questo tipo di compagnia, sempre accanto a sé, anche durante i tornei. Alla fine della giornata, credo si riveli una bella aggiunta al proprio team. La stagione è lunga, immagino che avere un nuovo membro del team così sia indubbiamente fantastico. Personalmente però, non mi vedo farlo nel prossimo futuro. Ma certamente, contribuiscono a trasmettere ulteriore atmosfera positiva a tutto l’ambiente a patto che non mordano [sorride, ndr]”.
D. Nella prima settimana del torneo c’è stata molta pioggia e questo ha causato diversi ritardi nel programmare le partite. Quando in carriera hai vissuto situazioni simili, di match posticipati o addirittura rinviati al giorno dopo, quanto ciò ha influenzato il tuo successivo ritorno in campo? In generale, quando c’è un lungo ritardo, qual è la tua strategia a livello di routine da applicare negli spogliatoi prima di poter rientrare in campo? Sei in campo, poi all’improvviso sei costretta a tornare negli spogliatoi e infine rientri in campo. Cosa fai durante quel periodo?
Alexandra Eala: “Dipende dalla situazione specifica. Prima di tutto devi restare caldo, è l’aspetto più importante che devi preservare. Poi devi sempre controllare e vedere come si evolve la temperatura, perché il meteo è sempre imprevedibile poiché nessuno sa cosa può accadere con certezza. Non possiamo prevedere il futuro, come giocatori facciamo del nostro meglio per gestire ciò che possiamo. Un’altra cosa che ha una certa influenza è l’orario della giornata in cui giochiamo, che si collega ad esempio al fatto di aver o meno mangiato. Generalmente, bisogna comunque rimanere sempre molto attenti, pronti ad ogni evenienza“.
D. Durante varie conferenze stampa, hai menzionato più volte l’espressione un ‘cucchiaino di gratitudine’. Da dove l’hai presa e come l’hai fatta tua? Quando hai avuto il tuo grande momento di svolta? Qual è l’origine di quella gratitudine?
Alexandra Eala: “Personalmente, riconosco di essere fortunata a vivere la mia vita e di poterla vivere nel modo in cui la vivo. Ovviamente, la vita che sto vivendo me la sono in un certo senso guadagnata. Ho lavorato duramente per arrivare dove sono oggi, questo non si può discutere. In generale, poi penso nella vita sia così importante essere grati per ciò che si ha. Ho visto la povertà da vicino, quando ero piccola. Nell’ambiente in cui sono nata e cresciuta era la normalità. Non do nulla per scontato, specialmente la famiglia, il mio team me anche semplicemente le opportunità che ho l’occasione di poter vivere. Ecco perché mi impegno sempre a essere grata con la vita“.

